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[Pseudobiblia] Il romanzo di un amore (2015)

07 Ott

Continua il viaggio nei filmetti rosa a sfondo pseudobiblico, stavolta con un concentrato iperproteico di smielata zuccherosità trasmesso da La5 (Mediaset) all’interno di un ciclo dal titolo più che eloquente: “Cinquanta sfumature d’amore”. Già sento che mi si stanno cariando i denti da tutto questo zucchero!

Stavolta la celebre Hallmark si dà al gioco di parole romantico-letterario con il suo A Novel Romance (2015), delizioso titolo che può indicare sia un “novello amore” che una “novella d’amore”, a cercare di riportare in italiano il gioco. Non ci provano neanche, i titolisti italiani, così lo trasmettono il 4 ottobre 2019 con il titolo “Il romanzo di un amore“, doppiato in esclusiva dalla consueta La Bibi.it.

Il celebre romanziere Liam Bradley (Dylan Bruce) sta creando la sua nuova opera, seduto in una stanza vuota davanti ad un finestrone, con una enorme scrivania vuota – più un tavolo, che una scrivania – e scrive con la sinistra su un foglio tenuto con la destra: ma chi ha concepito ’sta follia? Perché non si mette comodo? Sembra stia prendendo gli appunti per la lista della spesa. In effetti quello che scrive non sembra di qualità migliore:

Tipico scrittore di New York

«Eva seppe che quella era l’ultima volta che lo vedeva: l’ultima volta che vedeva l’uomo che le aveva rubato il cuore…»

Bradley stesso è nauseato da ciò che ha scritto e butta via il foglio. Ah, ora ho capito: gli autori volevano far capire che il romanziere è insoddisfatto e volevano mostrare il solito gesto dello scrittore che strappa il foglio. Forse pensano di star rivolgendosi ad un pubblico femminile stagionatello e che magari non sa che dagli anni Ottanta tutti gli scrittori usano un computer, e quindi il gesto dello strappare il foglio rimane puro intrattenimento filmico, peraltro totalmente privo di qualsiasi senso.

Che scrittore è, se non getta via pallottole di carta?

Scopriamo subito che il nostro autore travagliato è alle prese con la temibile “seconda opera”, cioè il momento chiave di ogni artista: dove si capisce se il successo della prima è stato un caso o se c’è del vero talento. Il fatto che il nostro romanziere non riesca a scrivere due parole insieme fa propendere per il primo caso.
Comunque il suo primo romanzo – “La prima stella della sera” (First Star of Evening) – è stato un successone grazie anche alla trovata di usare uno pseudonimo avvolto nel mistero: chi è Gabriel August? E chi se ne frega?

Ora però con l’imminente uscita del suo nuovo libro, “By The Lighthouse“, il baldo autore per contratto deve “rivelarsi” e ha paura: come farà a fare la figura del grande romanziere se non riesce più a mettere due parole in fila?

Il mistero dello scrittore misterioso

La sua agente Jackie (Camille Mitchell) gli consiglia di prendersi una pausa da New York e tornare nella casa di famiglia a Portland, e durante il viaggio in aereo la melassa crolla potente sulla storia. Accanto a lui sull’aereo si siede Sophie Atkinson (Amy Acker) dal sorriso totale, e appena iniziato il viaggio lei tira fuori un libro. Avete già indovinato quale: il libro del misterioso Gabriel August. Addirittura un’anteprima, visto che non è ancora uscito in libreria.

Un incontro drammaticamente ovvio

Incuriosito, Bradley cerca di capire che ne pensi questa sua lettrice in anteprima, ed esce fuori che sì, è carino… però il primo libro di August era decisamente migliore.

«Credo che il primo libro abbia avuto così successo perché era una storia autentica: era molto facile identificarsi.»

A chiudere la coltellata nella schiena, la donna gli consiglia caldamente il primo libro… «Mentre questo, lascialo perdere: è troppo deludente. È tutto troppo finto, è come se avesse preso il primo romanzo, lo avesse messo nel frullatore e gli avesse dato un altro titolo».
Romanzieri si sono dati all’alcol, alle droghe o al suicidio per recensioni decisamente più morbide di questa… ma questo è un romance, quindi il nostro Bradley incassa con piacere e addirittura sorride.

Chi sarà mai il beota che si nasconde dietro questo pseudonimo?

Sbarcati a Portland Liam dà un passaggio in limousine a Sophie, che ovviamente sale in auto del primo sconosciuto incontrato, e poi devono dividersi. Il nostro scrittore raggiunge la catapecchia che la famiglia gli ha lasciato – una villa hollywoodiana con piscina – e finalmente usa il computer… No, non per scrivere: per cercare Sophie nei social! Cerca “Sophie Portland”, ricalcando in pratica Che bella giornata (2011) di Checco Zalone!

Come al solito, il computer serve solo per rimorchiare…

Come possono incontrarsi due sconosciuti a Portland? Semplice, basta che uno sia uno scrittore misterioso che sta per rivelarsi in una libreria… e l’altra sia una giornalista con il compito di rivelare ai propri lettori l’identità del misterioso Gabriel August: ah, che intreccio intrecciato, che nodo avviluppato, che più sgruppa e poi raggruppa, per dirla alla Rossini.

Lo scrittore timidone

Il timidone non si presenta e alla fine Sophie stronca il suo libro: almeno così, però, autore e recensore finalmente si trovano. Inizia la storia d’amore dove lui scopre che lei odia le celebrità, essendo rimasta scottata con una storia d’amore con un giocatore di football che la tradiva. Quindi il nostro scrittore deve spacciarsi per consulente finanziario, perché ha paura che la notorietà del suo alter ego spaventi Sophie.
Intanto le consiglia di mollare il giornale e seguire il suo vero sogno, e Sophie lo fa: apre un sito di recensioni letterarie. Soldi a palate! Bah…

Uno scrittore con tanto cuore ma soprattutto tanti soldi

Il picco della sceneggiatura arriva quando per il proprio sito Sophie ottiene l’esclusiva di intervistare il vero autore che si cela dietro Gabriel August… e il dramma esplode: lei non vuole un altro uomo che la inganni e se ne va.

«Io per anni ho fatto finta di non essere Gabriel August, di essere molto meglio di lui, di saper scrivere romanzi autentici che parlassero di gente vera, ma che cosa c’è di più vero di una storia d’amore che si chiude?»

In altre mani avremmo avuto magari uno studio migliore del personaggio, uno scrittore che si crede migliore del proprio pseudonimo, ma ovviamente qui è tutto buttato via: è il solito impaccato di soldi che si innamora della donna che invece bada solo ai sentimenti veri. Che schifo, i soldi…

Aprite i rubinetti della melassa!

Potete scommettere che la delusione d’amore con Sophie finirà in un libro, e così invece del preventivato “Tramonto a Vienna” (Vienna Sunset) che non riusciva a scrivere, la nuova opera di Gabriel August si intitola “Ritorno a Forest Park” (Return to Forest Park) ed è firmata Liam Bradley: è il momento di uccidere August… sperando che la metà oscura non si ribelli!

Dubitavate dell’happy ending?

Zucchero melassato e buoni sentimenti spiccioli indondano questo come ogni altro prodotto similare, ma almeno stavolta c’è dietro una ghiotta storia di libri falsi e falsi autori.

Chiudo lasciando traccia del doppiaggio italiano.

Personaggio Attore Doppiatore
Liam Dylan Bruce Simone D’Andrea
Sophie Amy Acker Franceca Fiorentini
Jackie Camille Mitchell Melina Martello
Nina Tammy Gillis Eleonora De Angelis

Doppiaggio La Bibi.it
Edizione italiana a cura di Letizia Pini.
Dialoghi italiani: Daniela Carrieri.
Direzione del doppiaggio: Anna Cesareni.
Sonorizzazione: NC.
Mixage: Riccardo Canino.

L.

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10 commenti

Pubblicato da su ottobre 7, 2019 in Pseudobiblia

 

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10 risposte a “[Pseudobiblia] Il romanzo di un amore (2015)

  1. Claudio Capriolo

    ottobre 7, 2019 at 7:55 am

    Due utenti di filmtv.it hanno espresso il proprio giudizio sul questo Romanzo di un amore. Per AlicePaola è “Un film fantastico”, per Giudiceimparziale98 “Il trash del trash”.
    😊

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      ottobre 7, 2019 at 8:06 am

      Mi sento di essere in disaccordo con entrambi 😛 Anche se la parola “trash” ormai ha assunto così tanti significati che è difficile capire il senso in cui è usata 😀

      "Mi piace"

       
  2. zoon

    ottobre 7, 2019 at 11:39 am

    mioddio…

    Piace a 1 persona

     
  3. Kukuviza

    ottobre 8, 2019 at 9:40 pm

    Ahahaha lo hai visto infine! Il sito di recensioni che fa i soldi veramente l’apoteosi. Ma anche il discorsetti finale che lui faceva ai suoi editori era di un ingenuo oltre misura. Penso che davvero questa formula sia una ricetta perfetta per quelle spettatrici amanti del duro e puro che non so come facciano, ma rimangono conquistate da cose del genere.
    Ma perchè almeno non fanno innamorare lo scrittore di una ecologista che gli dice che non sprecare tutta sta carta?

    Piace a 1 persona

     
    • Kukuviza

      ottobre 8, 2019 at 9:41 pm

      *amanti del romance duro e puro.

      Piace a 1 persona

       
    • Lucius Etruscus

      ottobre 8, 2019 at 9:44 pm

      Guarda, la scena di lui che scrive è terrificante: sarebbe stato più plausibile che prendesse lo scalpellino e incidesse su pietra, come fossimo duemila anni indietro 😀
      Malgrado ormai sia noto che questi filmetti siano tutti uguali e tutti terribili, non ce la faccio a resistere, anche per lasciarne traccia e chissà, un giorno creare il primo studio comparato su Filmacci d’Amore con Falsi Scrittori 😀

      "Mi piace"

       
      • Kukuviza

        ottobre 8, 2019 at 10:03 pm

        Ma hai fatto solo che bene a vederlo così noi ci godiamo la tua perla di post!

        Piace a 1 persona

         
  4. theobsidianmirror

    ottobre 8, 2019 at 10:03 pm

    Posso solo farti notare che “concentrato iperproteico di smielata zuccherosità” è un ossimoro….

    Piace a 1 persona

     

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