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[Festival della Mente 2019] Alessandro Barbero

04 Ott

Da quindici anni sono un estasiato ascoltatore delle conferenze di Alessandro Barbero, scoperto per puro caso nella compianta trasmissione “Alle 8 della sera” di RadioRai2: appena mi sono imbattuto nel sito del Festival dela Mente di Sarzana che permetteva di vedere, ascoltare e scaricare gli interventi annuali del professor Barbero, è stato ovviamente amore a prima vista.

Attendo sempre con ansia, da anni, la fine dell’estate: a fine agosto o inizio settembre si svolge il Festival della Mente e quindi ci saranno tre nuove splendide lezioni storiche di Barbero! Quest’anno il tema “uno e trino” scelto è “Le rivolte popolari nel Medioevo“, tre lectio magistralis tenute fra il 30 agosto e il 1° settembre 2019.

Da questi tre interventi scopro che si dice “rivolta” quando finisce male e non cambia niente, “rivoluzione” quando qualcosa cambia davvero. Anche se non sempre finisce bene. Le premesse sono sempre uguali, un potere opprimente che tira troppo la corda sui più deboli e i più deboli finiscono per darsi alla violenza. Lo sviluppo è sempre uguale, la violenza sfugge di mano e la ragione si trasforma in torto. La fine è sempre uguale, l’ordine è ristabilito con un uso maggiore di violenza, e i potenti tornano a fare i potenti e a tirare la corda. In attesa della prossima rivolta. Un’altra grande prova che la storia non insegna…

Alessandro Barbero nell’intervento del 30 agosto 2019

La narrazione è come sempre perfetta e appassionante, ho ritrovato nomi ed eventi che sicuramente ho studiato a scuola – ne ho vaghe reminiscenze – ma che proprio per questo ho dimenticato, visto che come dice Longanesi «Tutto quello che non so, l’ho imparato a scuola». Tre storie in luoghi lontani e con culture differenti eppure straordinariamente simili, raccontate con la grande passione che contraddistingue Barbero e con una narrazione più simile ad un thriller che ad una noiosa lectio magistralis. Riusciranno i rivoltosi ad avere giustizia? Ovvio che no, ma Barbero è così bravo che ti porta a sperare…

Curiosamente l’ultima delle tre rivolte è scoppiata perché i ricchi hanno imposto una “tassa piatta”… Di nuovo, la storia non insegna nulla.

Uno dei tanti pregi di Barbero è che non si limita a raccontare con passione una storia: ci spiega anche come faccio a sapere tutto ciò che sappiamo. Ci parla delle fonti, in un mondo social che crede a tutto con gli occhi chiusi e la bocca aperta, ci racconta di chi erano quelli che hanno tramandato gli eventi a noi noti e come la pensavano: spesso i cronisti erano fortemente avversi ai protagonisti delle storie narrate, e di questo va tenuto conto.
Insomma, uno storico a tutto tondo che ci fa entrare nella storia, non si limita a raccontarcela.

Per finire, attingo alla generosità del sito del Festival e linko di seguito gli interi interventi di Barbero, sia in audio (da sentire o scaricare) che in video.
Ricordo anche la pagina in cui potete ascoltare (o scaricare in mp3) tutti gli interventi di Barbero al Festival della Mente, dal 2007 ad oggi!


Ascolta (o scarica) gli interventi:

La Jacquerie dei contadini francesi (1358)
Venerdì 30 agosto 2019
[scarica in mp3]

Era l’epoca della Guerra dei cent’anni. La Francia era invasa dagli inglesi, e i nobili francesi, i più orgogliosi del mondo, passavano di sconfitta in sconfitta. Nel 1356, alla battaglia di Poitiers, era addirittura caduto prigioniero del nemico il re di Francia, Giovanni il Buono. Neppure due anni dopo, all’improvviso, così come scoppia un incendio, i contadini dell’Île-de-France (i Jacques, come erano soprannominati) cominciarono ad attaccare i castelli, ad ammazzare i signori, a violentare le loro donne, gridando che visto che i nobili non erano capaci di difendere il paese, non c’era nessun motivo di continuare a mantenerli.

La rivolta dei Ciompi (1378)
Sabato 31 agosto 2019
[scarica in mp3]

Firenze, la città più ricca del mondo, era governata dal popolo. Il governo era in mano alle Arti, le corporazioni di mestieri che rappresentavano il mondo del lavoro. Ma nelle Arti chi contava erano gli imprenditori, i banchieri, gli industriali, tutt’al più i bottegai: non certo gli operai dell’industria tessile, i ciompi, che lavorando i panni a domicilio creavano la ricchezza della città. Finché un giorno gli operai decisero che anche loro dovevano essere coinvolti nel governo della città, e occuparono le piazze, pronti a farsi uccidere se necessario, pur di far sentire la loro voce.

La rivolta dei contadini inglesi (1381)
Domenica 1° settembre 2019
[scarica in mp3]

Alla fine del Medioevo la servitù della gleba era scomparsa dappertutto in Europa; tranne in Inghilterra. Lì la maggior parte dei contadini erano legati per nascita a un lord o a un monastero, e non potevano cambiare vita senza il permesso del padrone. Qualcuno dei loro parroci predicava che questo non era giusto, che tutti gli uomini sono stati creati uguali, e che al tempo di Adamo ed Eva non esistevano né servi né gentiluomini. E così, i contadini di tutta l’Inghilterra si misero in marcia verso Londra, per andare dal re e costringerlo ad abolire la servitù, e a dichiarare che sul suolo inglese tutti gli uomini erano liberi e uguali.


Guarda gli interventi:

L.

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12 commenti

Pubblicato da su ottobre 4, 2019 in Recensioni

 

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12 risposte a “[Festival della Mente 2019] Alessandro Barbero

  1. lpelo2000

    ottobre 4, 2019 at 7:27 am

    Barberi l’apprezzo molto anch’io. Io conosciuto nella trasmissione a.c./d.c. su rai storia

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      ottobre 4, 2019 at 8:06 am

      Seguo anch’io quella trasmissione: dovrebbero però dargli tutto lo spazio, invece di lasciargli solo l’introduzione. Che spesso vale più del documentario in sé 😛

      Piace a 2 people

       
  2. Claudio Capriolo

    ottobre 4, 2019 at 8:56 am

    Qui una riflessione di heikudo:

    🙂

    Piace a 1 persona

     
  3. zoon

    ottobre 4, 2019 at 11:42 am

    adoro quest’uomo…

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      ottobre 4, 2019 at 11:44 am

      Non si può non adorarlo ^_^ Sono sempre a caccia di sue conferenze, interventi, lezioni ecc. ecc. e per fortuna la Rete è piena di suoi fan che sanno condividere 😉

      "Mi piace"

       
  4. Long John Silver (@JohnSilverITA)

    ottobre 6, 2019 at 11:31 pm

    Barbero è un mito! Ha fatto appassionare anche mia madre e mia nonna alla storia. Barbero ha il pregio di rendere semplice e accattivante anche l’argomento più ostico e complesso.

    P.S. Esiste un fandom di Barbero da non prendere sottogamba. Praticamente il Dominus potrebbe vincere le elezioni e instaurare una monarchia assoluta e illuminata se solo lo volesse 🙂

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      ottobre 7, 2019 at 7:21 am

      Condivido in pieno, qualsiasi più oscuro periodo o evento storico, di quelli che a scuola ti facevano morire di noia e risultavano incomprensibili, con Barbero diventa appassionante e si riescono a cogliere tutte sfumature, oltre che a capirne le conseguenze.
      Ogni anno che passa gli applausi che accompagnano i suoi interventi a Sarzana aumentano d’intensità, tanto da metterlo visibilmente in imbarazzo: temo sia più spaventato, dal fandom, che intrigato 😛

      "Mi piace"

       
  5. Celia

    ottobre 7, 2019 at 2:04 pm

    Ho visto ieri, esposto in cartoleria, il suo libro (tascabile Laterza) con tre interventi al Festival.

    Piace a 1 persona

     
  6. Luz

    ottobre 11, 2019 at 8:13 pm

    Barbero adorabile. Lo storico e maestro ideale di tutti. Impossibile non appassionarsi a questi intrecci dinanzi alla sua voce, che trasuda passione. Nel mio piccolo, in cattedra, mi ispiro a lui e mi lascio prendere dall’entusiasmo. La Storia è una disciplina irrinunciabile per capire… tutto.

    Piace a 2 people

     
    • Lucius Etruscus

      ottobre 11, 2019 at 8:22 pm

      Fortunati i tuoi studenti, allora ^_^
      La storia a scuola rischia di essere una gran noia, se non fatta con un minimo di passione: ad aver avuto prof del genere, ai miei tempi…

      Piace a 1 persona

       

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