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Rambo on Their Minds (2019)

18 Set

All’interno del blogtour che non te lo sogni neppure mi sono letto una chicca chiccosa su Rambo, ma per capire cosa sia va spiegata la sua genesi.

Quando nel 1972 David Morrell riesce a vendere il suo romanzo Primo sangue, subito il cinema se ne interessa. Al momento di stilare il contratto per i diritti cinematografici Morrell ha quell’idea giusta che raramente gli scrittori hanno, quando si parla di cinema: spende 500 dollari (una cifra molto impegnativa, nel 1972!) per ingaggiare un avvocato. Malgrado per molto tempo in seguito lo scrittore maledirà di aver buttato via quei soldi, l’avvocato invece gli ha fatto un regalo incredibile: oltre ad aver specificato nel contratto che Morrell riceverà compensi per seguiti dell’eventuale film e ogni tipo di merchandising (ma ti pare che fanno i pupazzi di Rambo, diceva Morrell!), l’avvocato scrive chiaro e tondo che solamente David Morrell ha i diritti del personaggio su carta.
Stallone può fare quello che gli pare di Rambo al cinema: nei romanzi, l’unico al mondo a poterne scrivere è David Morrell.

Passano i decenni e nel 2004 Morrell, ormai romanziere professionista tradotto in tutto il mondo, a Toronto fonda l’ITW (International Thriller Writers): un’associazione di scrittori di genere thriller. Ne dà l’annuncio il 9 ottobre e il giorno dopo già 150 autori chiedono l’iscrizione. Stando a Wikipedia, dieci anni dopo gli scrittori che hanno aderito sono più di tremila.
Essendo formata da scrittori di fama internazionale, una delle attività più apprezzate dell’associazione è sfornare antologie tematiche. Nel giugno 2017 Lee Child cura un’antologia dal titolo MatchUp con uno spunto delizioso: uno scrittore e una scrittrice devono scrivere insieme un racconto che veda protagonisti i rispettivi personaggi seriali.

Nell’iniziativa il nostro Morrell finisce affiancato a Gayle Lynds, una delle prime donne a pubblicare spy thriller di fama internazionale, la quale per l’occasione rispolvera Liz Sansborough, suo personaggio seriale (inedito in Italia). E Morrell spolvera il suo Rambo…? No, non proprio.

Morrell non l’ha detto apertamente, ma dal 1988 si rifiuta di tornare a scrivere di Rambo, ed essendo l’unico che può farlo possiamo dire che il personaggio è morto. La mia ipotesi è che proprio la morte sia la causa: quel personaggio con cui Morrell ha iniziato la carriera è un suo “figlio letterario”, mentre suo figlio vero – Matthew Morrell – è morto di cancro quando il padre ha finito di scrivere il libro del terzo film. Rambo e Matthew sono nati e morti insieme, e da quel giorno Morrell non ne ha più scritto.

Cosa si può inventare lo scrittore per scrivere di Rambo senza scriverne? Il risultato è il delizioso racconto Rambo on Their Minds, pubblicato a sé stante come eBook nel luglio 2019, probabilmente in vista dell’uscita del quinto film con il personaggio.


L’FBI cattura il pericoloso mafioso russo Nick Demidov, e sua sorella mette in atto un piano per liberarlo: rapisce Liz Sansborough, compagnad i un agente FBI, così da ricattare quest’ultimo e far liberare il russo. Inizia un braccio di ferro che porterà i buoni a vincere… Un momento: ma dov’è Rambo?

Nell’introduzione viene specificato che Morrell è titubante sull’utilizzo del suo personaggio perché ha paura che qualsiasi cosa gli faccia fare poi finirà “compromessa” in opere future: un modo curioso per dire che non ha alcuna voglia di scriverne. Così viene detto che è sata Gayle Linds a trovare l’idea giusta: durante la prigionia di Liz… i suoi carcerieri parlano di Rambo!

«John Rambo, hai presente? Rambo», disse Rudy. «Quand’ero ragazzo a Mosca miglioravo il mio inglese guardando i film.»
«Rambo a malapena dice una parola, come potevi migliorare con quei film?» chiese Max.
«Grazie agli altri personaggi.»

Malgrado siano due rapitori russi alquanto spietati, i loro siparietti sono ghiotti:

«Ammetto che il terzo film non era il migliore, ma il primo è grandioso.»

Inoltre è l’occasione per Morrell di togliersi dei sassolini dalle scarpe:

«Se vuoi imparare l’inglese da Rambo, dovresti leggere il romanzo», disse Max.
«C’è un romanzo?»
«Sì. Lui muore alla fine.»

Il dialogo ha una doppia citazione. La prima al fatto che Primo sangue all’epoca venne usato in corsi di scrittura creativa – anche in quelli tenuti da Stephen King! – mentre la seconda è un omaggio all’incipit fisso che Morrell ha scritto sia nel secondo che nel terzo romanzo, per spiegare come mail il personaggio morto alla fine del primo romanzo tornasse in vita come se nulla fosse.

Il racconto (inedito in Italia) è veloce e simpatico, anche se purtroppo Rambo non c’è se non in citazione: è divertente vedere la protagonista fuggire ricordandosi di scene viste nei film di Stallone… ma certo, se Morrell avesse rispolverato il suo Rambo vero sarebbe stato meglio.

L.

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5 commenti

Pubblicato da su settembre 18, 2019 in Recensioni

 

5 risposte a “Rambo on Their Minds (2019)

  1. Cassidy

    settembre 18, 2019 at 9:37 am

    In pratica è una specie di “Aspettando Rambot”, tutti parlano del personaggio ma lui non si vede mai. Dalle mie parti si direbbe che Morrell è più furbo che bello 😉 Cheers

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      settembre 18, 2019 at 9:41 am

      Direi che “paraculo” si può aggiungere alla lista degli aggettivi 😀
      Quando ho comprato l’eBook ero convinto di leggere un racconto con Rambo, com’era scritto nella trama, invece Morrell ha fatto il furbacchione… Meno male che costava giusto qualche euro.

      Piace a 1 persona

       
  2. pirkaf76

    settembre 18, 2019 at 4:01 PM

    Io avrei usato altri termini altro che furbacchione, è un inganno letterario bello e buono.
    Chissà in quanti ci saranno cascati.

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      settembre 18, 2019 at 4:24 PM

      Alla fine il racconto è intrigante e il “Rambo di rimando” è un’idea divertente: avendolo pagato un euro non posso dire di essere stato truffato, ma certo dalla trama si capiva tutt’altro. E’ come nei primissimi anni Novanta dove le librerie italiane erano piene di libri con su scritto in copertina KING e ASIMOV, dai prezzi molto più alti. Se eri fortunato, erano antologie con un raccontino di uno o dell’altro, se no manco quello…

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