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[Archeo Edicola] Rimini Rimini (1987)

11 Set

Paolo Villaggio in “Rimini Rimini” (1987)

Scoperta l’altra sera, quando IRIS ha trasmesso il film “Rimini Rimini” (1987) di Sergio Corbucci, non resisto a presentare questa splendida foto di edicola tipica anni Ottanta: rigogliosa e sciabordante di pubblicazioni.

In questi tempi in cui edicole, chioschi e giornalai vai chiudono i battenti a getto continuo, fa piacere ricordare quanto fossero splendidi questi esercizi: non credo sia passato un solo giorno della mia infanzia e adolescenza in cui non sia passato davanti ad un’edicola o ne abbia vagliato le novità. Per tutta la mia vita scolastica avevo almeno due giornalai lungo il tragitto, quindi era tappa fissa giornaliera.

Lasciando da parte Paolo Villaggio nel ruolo di un moralista che si lamenta per le donnine nude in bella vista – ricordo che all’epoca non c’era ancora l’usanza di coprire certe parti anatomiche! – vi segnalo in alto, al centro esatto della foto, una curiosa pubblicazione: un Tex di grosso formato.

Solamente un anno dopo il film, cioè dal 1988, sono arrivati in edicola i “texoni”, cioè l’albo speciale di grande formato: prima gli unici Tex così voluminosi erano pubblicazioni Mondadori da libreria che ristampavano storie del passato. Però appunto erano volumi studiati appositamente per le librerie, non credo proprio siano arrivati mai in edicola: lo dimostra il fatto che in questo film del 1987 sbuchi un “Tex e la piramide misteriosa” del settembre 1985! (Peraltro una grande rarità: è in vendita usato a prezzi esorbitanti!)

Con i disegni di Guglielmo Letteri, storica e quasi ossessiva firma di Tex (dopo “papà” Galep è sicuramente l’autore che l’ha disegnato più a lungo), la storia l’ho raccontata nello speciale sulle mummie, visto che vanta l’arrivo di questo personaggio nel mondo texiano, anche se il risultato è parecchio deludente.
La curiosità è che la copertina ha dei colori “al contrario”: la storica camicia gialla di Tex è rossa, mentre la storica scritta rossa è gialla!

Molto probabilmente il volume è stato esposto lì apposta a pubblicizzare questa costosa uscita da edicola.

L.

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16 commenti

Pubblicato da su settembre 11, 2019 in Archeo Edicola

 

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16 risposte a “[Archeo Edicola] Rimini Rimini (1987)

  1. Celia

    settembre 11, 2019 at 11:58 am

    Ribadisco che tu non sei umano, sei Eta Beta.
    Un bacio caloroso alle edicole che resistono.

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  2. Conte Gracula

    settembre 11, 2019 at 2:08 pm

    Anche io, al ritorno da scuola, andavo a caccia di edicole, anzi: mi preparavo dei percorsi per visitarne il più possibile fino al rientro, cercando millelire e Newton vari di genere horror!
    Riguardo al “Texone”, negli anni ’90 le edicole hanno ottenuto di poter vendere anche materiali non da edicola, ammesso che i loro distributori li avessero, ma negli ’80, non so, quindi forse quel Tex gigante era davvero uno spot.

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    • Lucius Etruscus

      settembre 11, 2019 at 2:50 pm

      Grazie a questa rubrica ho scoperto molte “edicole filmiche” con pubblicazioni in bella vista che palesemente non potevano avere, per ovvi scopi pubblicitari, quindi propendo di più per la marchetta texiana.
      Vicino casa avevo un’edicola a negozio che aveva abbastanza spazio per prendere anche materiale da libreria: i clienti doveva mandarli via col bastone! A Roma le librerie erano rarissime e inoltre passare davanti ad una vetrina strapiena di libri-novità era spettacolare. Ricordo che mio padre ci ha preso “Il Big Bang e i buchi neri” di Stephen Hawkins appena pubblicato, una prima edizione che gli invidio e cerco sempre di fregargli 😛

      I Newton erano un culto pagano a cui sottostavo sempre: quando la casa divenne regina delle edicole con i GTN (Grandi Tascabili Newton), quelli con colori diversi a seconda del genere, il nostro povero edicolante non faceva in tempo a tirar fuori i libri dalle scatole che glieli compravamo a chili! Grandi autori e titoli di culto a due spicci, come si fa a resistere?
      Quando uscirono i Netwon horror davvero ci sono state scene di panico 😛

      Ah, bei tempi delle edicole…

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      • Conte Gracula

        settembre 11, 2019 at 3:21 pm

        Davvero bei tempi!
        Mi stupisce la penuria di librerie a Roma, nel passato: davo per scontato che fosse servita meglio!

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      • Lucius Etruscus

        settembre 11, 2019 at 3:27 pm

        Sono cresciuto nel quartiere Alberone, o Appio-Latino, fra i più popolosi della Capitale, si parla di migliaia di persone, infinite schiere di palazzi sciabordanti gente, si parla di via Appia e via Tuscolana, due enormi strade con file di negozi impossibili da contare…. Be’, c’era UNA libreria. Ripeto: UNA sola libreria per non so quante migliaia di abitanti.
        Per libreria non intendo la cartoleria che vende anche il bestseller del momento, intendo un locale grande con tantissimi libri: e quell’unica libreria per anni hanno tentato di farla chiudere. Perché sprecare tutto quello spazio per i libri? E quello era il periodo d’oro dell’editoria italiana!
        In compenso ci sono mille miliardi di negozi di vestiti, ogni via ne ha almeno dieci uno di fila all’altra.
        Certo, se vai al centro ci sono librerie storiche. Due, forse tre. Se sono ancora aperte…
        Ma metti che abiti a svariate decine di chilometri dal centro di Roma, che fai? Semplice: non compri libri…

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      • Celia

        settembre 11, 2019 at 4:06 pm

        Del libro di Hakwing ho appena letto nella tua recensione a Event Horizon. Dubito sia un caso, sicuramente ho infilato un buco nero che mi ha portato da là a qua.

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      • Lucius Etruscus

        settembre 11, 2019 at 4:13 pm

        In realtà cito l’edizione che ho comprato io anni dopo, sempre in edicola: quindi più che in un buco nero sei in un universo parallelo 😀

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      • Celia

        settembre 11, 2019 at 4:15 pm

        Ahah, right 🙂

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  3. zoppaz (antonio zoppetti)

    settembre 16, 2019 at 10:28 am

    Leggendo dei prezzi esorbitanti del libro di Tex mi è venuto in mente che ne possiedo uno simile, “Tex un’avvenutura nel nord”, 1983, e ho scoperto che anche questo ha prezzi esorbitanti… ti devo una percentuale, nel caso di vendite 🙂

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    • Lucius Etruscus

      settembre 16, 2019 at 11:04 am

      ahahh ci conto, eh? 😀
      Non so come mai quelle edizioni da libreria siano così costose, quando il fumetto data la sua sterminata tiratura non ha quotazioni molto alte: forse per le librerie sono state stampate meno copie e quindi sono più rare.
      Neanche negli anni di più cocente passione per Tex ho mai comprato le edizioni da libreria, troppo costose: ad averci pensato invece ora mi ritrovato qualcosa di valore 😛

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      • zoppaz (antonio zoppetti)

        settembre 16, 2019 at 11:16 am

        i prezzi in rete comunque mi puzzano… ci sono troppi esemplari in vendita per giustificare quei prezzi, che certo valgono solo per le prime edizioni, già la seconda non vale nulla nel collezionismo… ma manca la rarità che ne giustifichi il valore. Realisticamente vendere un libro del genere non a un privato ma a una libreria specializzata non credo che frutti più di 30/50 euro, poi loro lo devono rivendere con il loro margine. Comunque non comprai quella copia… da ragazzo volevo fare il disegnatore di fumetti, e un amico che aveva conoscenze paterne mi portò un giorno a visitare la Bonelli, come un regalo! ci fecero fare un giro negli archivi e ci fecero vedere anche le tavole originali di alcuni numeri. Rimasi colpito perché a quei tempi, gli anni ’80, prima del rilancio di Bonelli con i vari Dylan Dog ecc… gli originali di vari numeri erano disegnati solo in parte, spesso si ritagliavano e appiccicavano disegni riciclati tipo primo piano di Tex, campo lungo a cavallo… ora non lo fanno più, ma tra questi e altri appiccicamenti correttivi alcune tavole somigliavano a un collage. Comunque in quell’occasione ci dissero di prendere pure alcuni libri omaggio dal magazzino, e me ne andai via con 5 o 6 libroni tra cui quello di cui ho appena scoperto il valore.

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      • Lucius Etruscus

        settembre 16, 2019 at 11:32 am

        Ma pensa te!!!!!
        La pratica del “collage” la descrisse una volta anche Bonelli buon’anima, in non so più che editoriale, in cui rivelò che una vecchissima storia di Tex era rimasta famosa nell’ambiente perché fatta UNICAMENTE di vignette tagliate da altre storie. (Una volta saputo e andata a rileggere, era palese il lavoro di riciclo.)

        Uscirsene con quei libroni è stato davvero un bel regalo ^_^

        I prezzi su eBay e similari sono sempre da prendere con le molle. Alla fine è il mercato a fare i prezzi: tu puoi chiedere 100 euro per un Tex, ma se nessuno è disposto a spenderli alla fine te lo dài in faccia.
        Trattandosi probabilmente del fumetto più venduto della storia italiana, parliamo di tirature mostruose: è molto facile trovare bancarelle sciabordanti di vecchissimi Tex a 1 euro l’uno, e nessuno se li compra. Figuriamoci chiedere di più.
        Ci sta che albi speciali o magari tirature limitate abbiano costi più corposi, ma siamo sempre lì: se nessuno li compra, quei prezzi alti non hanno alcun significato.

        Io ormai ho tirato i remi in barca, dopo le avventure tragicomiche nella “misobiblìa” (l’odio per i libri che contraddistingue la nosra èra), e per fare spazio in casa i Tex più preziosi sono riuscito a regalarli, evento rarissimo, il resto più volgarmente ha conosciuto il cestone della carta… Mi bastano le copie digitali, molto più gestibili in termini di spazio, a tenere vivo il ricordo.

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  4. landiivano

    ottobre 6, 2019 at 6:55 pm

    Pensa che questo film l’ho rivisto in questi giorni e avevo realizzato lo stesso fermo-immagine che hai messo a inizio post, con l’intenzione di inviartelo. Meno male che ho pensato prima di fare un giro, per vedere cosa avevi pubblicato in questo mio mio periodo di assenza dal blogging 😀

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    • Lucius Etruscus

      ottobre 6, 2019 at 7:06 pm

      Su IRIS questo film va a getto continuo da mesi, era destino che ci incrociassimo 😀

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