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Black Butterfly (2017)

12 Lug

Domenica prossima, 14 luglio 2019, su Rai3 andarà in onda alle 21.20 il film Black Butterfly di Brian Goodman: ne approfitto per parlarne così, se dovesse interessare, sapreste dove e quando recuperarlo.

Uscito in patria americana il 26 maggio 2017, la Notorious Pictures lo porta subito nelle nostre sale il 23 luglio successivo, con lo stesso titolo (fonte: ComingSoon.it), e poi nel dicembre successivo lo porta in DVD e Blu-ray.

Malgrado non venga specificato nei titoli – il che è abbastanza grave – IMDb ci informa che il film è il remake americano del francese Papillon Noir (2008) di Christian Faure, la cui sceneggiatura di Hervé Korian viene in questo caso rimaneggiata da Justin Stanley e Marc Frydman, che non sono proprio due sceneggiatori professionisti.

Pablo “Paul” Lopez (Antonio Banderas) è uno scrittore spagnolo trapiantato in America per inseguire un sogno di successo che si è sciolto velocemente al sole, ma la sua storia la lascio raccontare a lui.

«Il mio primo romanzo l’ho pubblicato quando avevo 25 anni, il mio primo bestseller prima di compirne 30 e i critici erano entusiasti di me, quindi sai com’è, si diffuse la voce e all’improvviso un agente letterario americano venne a incontrarmi a Madrid: c’era una casa cinematografica interessata all’adattamento di alcuni miei libri per il grande schermo. E così, Dio mi perdoni, decisi di firmare.»

Si sa che queste cose iniziano bene e finiscono male.

«Lui vendette il libro e mi fece scrivere un copione, finché all’improvviso dimenticarono i nostri patti. Completamente. Fecero scrivere la sceneggiatura a un altro. La cosa peggiore è che il film l’hanno fatto, e l’unica cosa rimasta del mio libro è stato il titolo.»

Pablo/Paul: uno scrittore spagnolo in America

Ha scritto diversi romanzi, tradotti in inglese, fra cui “L’ultimo uomo” (El ultimo hombre) e “Mirada” (purtroppo non ne vengono citati altri), ma negli ultimi due anni ha una sorta di blocco dello scrittore. Ha anche nel cassetto una sceneggiatura – “Sotto l’orologio” (Under the clock) – ma nessuno sembra interessato a leggerla.
Come abbiamo imparato dallo speciale sul ghostwriting, c’è solo una cosa da fare per uno scrittore senza più idee: ritirarsi a vivere in un luogo isolato. L’ispirazione farà il resto…

L’ispirazione non ne vuol sapere di arrivare

Paul ha acquistato una catapecchia in mezzo ai boschi perché sperava di trovare quella pace che sicuramente gli avrebbe fatto scrivere un altro romanzo, invece niente. Quello che incontra però non è un fantasma – infatti non ho inserito il film nello speciale – ma un uomo in carne e ossa: Jack (Jonathan Rhys Meyers).
In un bar questi lo salva da un camionista troppo esagitato e per sdebitarsi Paul lo invita a casa propria, visto che Jack è un vagabondo senza fissa dimora. E qui comincia un sottile gioco al massacro.

Un vagabondo o un assassino?

La storia si basa tutta sulla tensione di avere uno sconosciuto in casa, il quale è così consapevole della situazione… da iniziare a fornire lui stesso ipotesi alternative. E se fosse stato d’accordo con il camionista, per inscenare la rissa così da conquistare la fiducia di Paul? E se quegli strani indizi trovati dallo scrittore portassero alla terribile verità che Jack è un serial killer itinerante?
Il gioco fra i due cambia regole e stile continuamente, in un’alternarsi di vicende e colpi di scena che portano Jack a pronunciare la frase che è in pratica il leitmotiv del film:

«Non capisci? Sto scrivendo io la tua storia!»

L’ispirazione sta per sbloccarsi…

Se Jack fosse un fantasma avrei inserito Black Butterfly nel ciclo di film in cui uno scrittore si isola, vive un’esperienza fuori dal normale e ci scrive un libro, ma ruotiamo comunque nella stessa orbita.
Forse il ritmo del film non è ben studiato, a parte i ghiotti colpi di scena a manetta non c’è molto altro e forse in mano ad uno sceneggiatore più capace staremmo parlando di un grande prodotto: rimane un simpatico thriller da camera che comunque consiglio di vedere.

L.

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7 commenti

Pubblicato da su luglio 12, 2019 in Pseudobiblia

 

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7 risposte a “Black Butterfly (2017)

  1. ilblogperte

    luglio 12, 2019 at 7:10 am

    molto intrigante come film

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      luglio 12, 2019 at 7:12 am

      Malgrado una sensazione un po’ insoddisfacente – come dicevo, in mano a sceneggiatori migliori sarebbe stato un capolavoro – rimane comunque un ottimo film e se domenica hai possibilità ti consiglio di dargli un’occhiata 😉

      Piace a 1 persona

       
  2. ilblogperte

    luglio 12, 2019 at 7:16 am

    certamente ☺️

    Piace a 1 persona

     
  3. Cassidy

    luglio 12, 2019 at 9:03 am

    In effetti ora che “vedo” le regole delle storie legate al ghostwriting dopo il tuo speciale, riesco a riconoscere i film che si avvicinano alla struttura, tipo questo. Lo avevo visto tempo fa, mi aveva lasciato la sensazione di una storia che poteva essere avvincente, finita nella mani di qualcuno non in grado di farla diventare ottima, infatti il film procede sull’anonimo andante. Sapevo del film originale francese ma dopo questo non ho più avuto la voglia di andare a recuperarlo. Cheers!

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      luglio 12, 2019 at 9:09 am

      Mi sarebbe piaciuto fare il confronto con l’originale ma non l’ho proprio trovato. Spero in un futuro recupero della TV italiana…
      E’ davvero un film anonimo, ed è un peccato perché gli elementi buoni c’erano tutti.

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  4. kuku

    luglio 12, 2019 at 1:10 pm

    Incredibilmente ho visto da poco questo film. Forse un po’ tirato alle lunghe ma veramente non si capiva dove sarebbe andato a parare. Il finale finale sinceramente non mi è tanto piaciuto, boh mi è sembrato stare lì giusto per mettere un altro colpo di scena.

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      luglio 12, 2019 at 1:51 pm

      Sì, concordo: e la sensazione è che se lasciati liberi, gli sceneggiatori avrebbero tirato fuori altre tre o quattro colpi di scena 😀

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