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Recensioni Etrusche di SAS

10 Apr

Non ricordavo assolutamente che nel 2011 ho recensito alcune uscite di SAS (Sua Altezza Serenissima), il personaggio del compianto Gérard de Villiers che dagli anni Sessanta è re delle vendite nelle edicole italiane, avendo perso da tempo l’aspetto da “versione francese di James Bond”.
Recupero quelle recensioni da ThrillerMagazine.

Per sapere TUTTO di SAS Malko Linge, ecco la sua pagina di Uruk in continuo aggiornamento.


Il drago della droga

Segretissimo SAS n. 51

da ThrillerMagazine, 13 marzo 2012

Un’avventura caraibica per SAS (Son Altesse Sérénissime) Malko Linge, lo storico personaggio d’azione del prolifico autore francese Gérard de Villiers che da quel fatidico 3 ottobre 1968 – quando Segretissimo pubblicò SAS: Sua Altezza Serenissima (n. 253) – spopola fra i lettori italiani appassionati dell’avventura, dell’intrigo, degli scenari esotici ma soprattutto di una buona lettura d’intrattenimento.

Il drago della droga è il 69° episodio della lunga carriera letteraria del personaggio ed era già stato pubblicato in Italia da Segretissimo (n. 974) nel 1983 – riapparso poi nella mondadoriana “Giro del mondo con Malko Linge” (n. 61) nel 1989 –  ed appartiene ancora al periodo dei “titoli frizzanti”, in cui cioè per le avventure del protagonista venivano scelti giochi di parole vari. Viene riproposto nella storica traduzione di Mario Morelli nella collana dedicata ad uno dei più prolifici eroi d’azione della letteratura mondiale.

Questa volta viaggiamo con SAS fino alle isole caraibiche ma ne conosciamo un aspetto diverso da quello di meta turistica da sogno. L’autore ne dà un ritratto di altissima povertà e conseguentemente di criminalità dilagante, il tutto fuso con una religione strana e per l’epoca ancora di grande novità: quella senterìa meglio conosciuta nella grafia santería.

«Miguel Cuevas, il più celebre dei cocaine cowboy, e anche il più pericoloso, era un cubano di trentacinque anni che la droga aveva reso miliardario e che sfuggiva da anni a tutte le polizie che gli davano la caccia da Miami a Bogotà»: così la presentazione del villain della storia. Cuervas è convinto di poter agire impunemente grazie all’aiuto di Shango, il dio della guerra, che lo protegge. Pasteggia con vino Lafitte-Rothschild 1959 a settecentocinquanta dollari la bottiglia e spadroneggia su tutti i Caraibi.

Intanto il nostro Malko si apprestava a godersi la stagione della caccia in Austria quando la CIA lo viene a prelevare, lo mette su un Concorde Parigi-New York e poi, arrivato a Washington, gli affida l’Operazione Swordfish. Cuevas infatti sta organizzando con la DGI (i servizi segreti cubani) un’enorme compravendita di cocaina e armi che frutterà ingenti guadagni e farà arrivare un ricco rifornimento di armi nel Salvador e in Colombia. CIA e DEA, su mandato niente meno del Presidente degli Stati Uniti – e grazie all’intervento del vicepresidente George Bush – devono intervenire ma Cuevas è furbo e sfuggente: serve l’aiuto di Malko Linge. (Chi segue le avventure del SAS non si stupisce più che interi dipartimenti esteri si sentano persi senza il suo aiuto!)

Da Portorico a Miami, SAS tenterà più volte di incastrare il pericoloso trafficante, contando sull’aiuto di uomini e donne locali pronti a tutto per ripulire il proprio paese dalla criminalità. Ma Cuervas, spietato e sanguinario, invasato con i riti santeri, sarà un osso duro molto più del previsto.

Il drago della droga è un’avventura in pieno stile SAS: ottima descrizione dei luoghi, azione ritmata, personaggi descritti con pochi ma ispirati tratti e, soprattutto, una scrittura professionale che sa come ammaliare il lettore.

Di solito non molto spazio, in queste storie, viene dedicato alle faccende personali del personaggio, che comunque anche in questo romanzo beve l’immancabile Moët & Chandon mentre osserva «una fotografia del suo castello di Liezen presa dall’elicottero. […] Aveva fatto bene a non portare con sé Alexandra, che si era di nuovo innamorata di lui. Non ci si capiva nulla con il cuore delle donne. E così Alexandra era rimasta ad attenderlo occupandosi dei restauri del castello, insieme al fedele Krisantem.»

Oltre a questi brevi tratti biografici che accennano, senza mai approfondire, la serialità del personaggio, va infine citata una delle frasi “ad effetto” che contraddistinguono il modo di porsi di Malko Linge verso le donne protagoniste delle sue storie, sempre bellissime: «Quando il Signore ti ha regalato questo corpo sapeva ciò che faceva: non bisogna andare contro la sua volontà».


Bel golpe, SAS

Segretissimo SAS n. 52

da ThrillerMagazine, 19 aprile 2012

Se in giro per il mondo un’operazione “sporca” deve passare attraverso il letto di una donna bellissima, c’è solo un eroe che può portarla a buon fine: Malko Linge, Sua Altezza Serenissima.

Stiamo parlando del Segretissimo SAS in edicola questo mese, il n. 52: Bel golpe, SAS, di Gérard de Villiers. Embrouilles à Panama è l’85° romanzo del prolificissimo eroe francese, apparso per la prima (ed unica) volta in Italia nel 1987, nel numero 1076 di Segretissimo.

Di solito i committenti di Malko gli indorano la pillola promettendogli missioni di tutto riposo, che ovviamente si risolvono sempre in bagni di sangue. Stavolta invece la premessa è poco rassicurante: «Si tratta di una missione molto sgradevole» dice Herbert Lawn, uomo della CIA a Panama, e gli fa capire – con giri di parole – che al SAS è richiesto di far fuori (non solo metaforicamente) il generale Emiliano Coiba detto El Viejo, il vero signore del paese.

La CIA sta tentando senza successo di spodestarlo da decenni, e finalmente ora il generale ha commesso un errore: ha ucciso un suo politico che (al soldo degli americani) stava raccogliendo prove contro di lui. Coiba infatti gestisce da tempo il traffico di droga e prostituzione del paese, senza che nessuno riesca però a dimostrarlo e ad incastrarlo. Alla fine, il Consiglio Nazionale di Sicurezza decide di ricorrere a metodi più spiccioli: «è stata presa la decisione di mettere fine alla carriera di Emiliano Coiba», cioè ucciderlo all’interno di un operazione dal nome in codice “Operazione Tigre”.

Esce fuori che l’obiettivo primario di Malko sarà Miranda Ochoa, avvenente bellezza locale (Miss Panama 1984) ed amante del generale Coiba: il modo perfetto quindi per avvicinarlo. La Ochoa infatti tradisce il generale spesso e volentieri, «con uomini per i quali prende una cotta improvvisa. Generalmente di tipo europeo. Pare che abbia fatto indigestione di baffuti olivastri».

Comincia così per Malko una missione per la quale lui è particolarmente tagliato: sedurre un’avvenente fanciulla. (E se per farlo è costretto a sedurne altre strada facendo, non si tirerà certo indietro.)

Bel golpe, SAS è un romanzo spumeggiante che ama condire le tematiche spionistiche con molta più sensualità rispetto al solito. Malko si tuffa a capofitto nella missione seduttoria ma non dimentica certo l’obiettivo: assassinare il leader di un regime.

Gérard de Villiers ama guidare il lettore in posti esotici descrivendoli in modo convincente e coinvolgente, e questa volta tocca alla Panama degli anni Ottanta: un territorio perfetto per un romanzo di spionaggio.

Una lettura divertente ma anche un viaggio esotico… molto speziato!

Una curiosità. Al di là dell’immancabile Dom Pérignon, in questo romanzo sono assenti i riferimenti alla serialità del personaggio, come il suo castello austriaco in eterna ristrutturazione e Alexandra, la donna che trascura sempre per girarsene il mondo.


Il padrone delle rondini

Segretissimo SAS n. 53

da ThrillerMagazine, 14 maggio 2012

Per festeggiare la nuova veste grafica della collana Segretissimo e di tutte le sue “figlie”, viene presentato un grande inedito delle avventure del SAS di Gérard de Villiers: Il padrone delle rondini, 186ª avventura di Malko Linge.

Il romanzo si apre con un evento davvero raro nella saga del personaggio: è a cena insieme all’eterna fidanzata Alexandra, quella che abbandona spesso e volentieri per andarsene in giro per il mondo a vivere mille avventure. L’evento è una cena di beneficenza organizzata dalla Croce Rossa a Monte Carlo, ma l’attenzione per Alexandra è scarsa: c’è una donna che lo fissa e che lo ammalia, una donna che si scoprirà essere Zhanna, moglie del magnate russo Alexei Khrenkov.

Nell’Hotel de Paris, dove si svolge la serata, ci sono molti più traffici di quanto possano apparire a prima vista, e quello che sembrava un’avventuretta allegra si risolve in un vero intrigo internazionale. Malgrado gli sforzi di Malko Linge per dipingersi come inadatto a gestire la cosa («io sono solo un modesto gentiluomo di campagna austriaco che fa vita ritirata nel suo castello») sarà ovviamente l’uomo giusto al momento giusto.

Khrenkov ha solo l’apparenza dell’affarista della nuova Russia: in realtà in ballo c’è molto di più di mercato e affari. In questo periodo in cui la Guerra Fredda non è più un ricordo ma un pericolo incombente, Khrenkov rappresenta un nuovo burattinaio nel teatro internazionale, come spiega Zhanna a Malko. «Lei che conosce bene la Russia saprà che dai tempi dell’Unione Sovietica il KGB mandava regolarmente ondate di lastochka, “rondini”, che per moltissimo tempo non avevano alcun contatto con i loro “padroni”, finché non riuscivano a piazzarsi in qualche posto chiave. In quel momento il “padrone” se le riprendeva. Diciamo che Alexei è il “padrone delle nuove rondini”».

Ma al di là del gioco di spie, il movente di delitti è sempre la gelosia, e Malko riceve un incarico ufficioso davvero inaspettato: Zhanna lo incarica di uccidere la donna con cui il marito la tradisce. Un semplice, volgare omicidio senza nessun colore politico se non quello della gelosia di una moglie tradita. In cambio, un premio incredibile: una rete di spie che né CIA né FBI sono mai riusciti ad individuare… una puzzle spionistico creato niente meno che da Vladimir Putin!

Nel nuovo panorama letterario-politico i russi tornano a ricoprire i ruoli da cattivi, anche se decisamente più spietati che in passato. Gérard de Villiers, storicamente attento ad ogni smagliatura del tessuto sociale internazionale, coglie al volo il cambiamento e ne rende compartecipi i suoi lettori.

Malgrado l’apparizione di iPhone ed altre tecnologie moderne – impossibili da ignorare anche per il più “conservatore” degli scrittori – Sua Altezza Serenissma Malko Linge è sempre fedele alla sua pluridecennale storia letteraria. Oltre a riferimenti alla serialità (incontriamo velocemente il fido Elko Krisantem che gli porta un vassoio con la posta), Il padrone delle rondini cita anche romanzi precedenti, come Polonio 210 (Segretissimo SAS n. 11), ma rimane in tutto e per tutto una storia a sé, nella sana tradizione del personaggio.

In questo romanzo, al contrario di altri più “stagionati”, le descrizioni di terre esotiche sono quasi interamente sostituite da descrizioni caratteriali dei personaggi, con ricchi riferimenti alla loro storia passata, e in generale la trama è molto più attenta all’intrigo internazionale che all’azione locale in sé e per sé. A dimostrazione che negli ultimi anni il genere spionistico sta riscoprendo novella vita.

Un romanzo ricchissimo di spionaggio e cospirazioni, di intrigo ed azione, ma anche buone dosi di quella sessualità tipica dello stile di de Villiers che molte volte, in passato, è stata ammorbidita e che qui invece sembra deflagrare in tutta la sua potenza.

Un romanzo quindi imperdibile, come sempre, per tutti gli appassionati sia di Malko Linge che di spy story.


Il cartello di Sebastopoli

Segretissimo SAS n. 54

da ThrillerMagazine, 7 giugno 2012

Sua Altezza Serenissima (o Segretissima) Malko Linge ci riporta nella esplosiva Jugoslavia degli anni Novanta, vera polveriera d’Europa, con un’avventura d’annata ma sin troppo attuale.

Il cartello di Sebastopoli, 119° titolo della saga del SAS, era già apparso nella collana “madre” Segretissimo, nel n. 1307 del 2 giugno 1996, e torna questo mese nelle edicole all’interno della collana dedicata al Principe delle Spie.

Non sembra un gran problema quando un losco e truffaldino informatore del distaccamento della CIA a Vienna viene ritrovato ucciso: c’è motivo per questo di scomodare Malko Linge e fargli lasciare l’amato castello? Sì, se l’informatore era in contatto con un pericoloso venditore di armi che sta facendo affari d’oro con la guerra in Jugoslavia. La CIA ha ordine di aiutare segretamente i bosniaci musulmani ma gli stanziamenti non sono nulla in confronto a ciò che offre Vladimir Sevscenko, ex funzionario del GRU (il servizio segreto militare sovietico).

«La situazione oscilla tra l’incubo medio e l’orrore assoluto»: questa è l’opinione della Casa Bianca sul conflitto nei Balcani. Si vuole mantenere tutto così com’è, e dare poche armi ai bosniaci serve a permetter loro un minimo di difesa senza poter dar vita ad una vera guerra. (E, inoltre, fa vedere al mondo che gli USA parteggiano per i musulmani.) Ma le cose stanno per prendere una piega inaspettata e davvero pericolosa, visto che è giunta notizia che  «ex ufficiali del GRU e del KGB, in combutta con i mafiosi ucraini e con alcuni membri della flotta russa di Sebastopoli, avevano organizzato una vasta operazione di traffico d’armi. Una specie di cartello, come per la droga». Questo significa che a serbi e bosniaci stanno per cadere in mano migliaia di armi d’ogni tipo, pronte ad alimentare una guerra di larghe proporzioni.

Solo Malko Linge potrà intervenire perché questo cartello non porti a termini i suoi loschi piani. «Si tratta di un’operazione clandestina, di quelle che lei è abituato a portare a termine»: uno dei tanti modi per “incastrare” il principe delle spie!

Importanti, in questa storia, i riferimenti alla serialità del personaggio. La contessa Alexandra, sua eterna fidanzata, appare diverse volte in divertenti siparietti in cui i due si stuzzicano a vicenda strizzando l’occhio ai rispettivi tradimenti. Incontriamo anche il meno citato Elko Krisantem, sicario provvisoriamente in pensione che fa da maggiordomo a Malko nel castello di Liezen (in eterno restauro) dove certo si annoia parecchio, in confronto alla vita d’assassino. («Viveva solo per le rare missioni in cui accompagnava Malko. Non si separava mai dal laccio che gli era servito per strangolare tanta gente.»)

Una lettura fulminante come si addice al Principe delle Spie, un’avventura nel mondo che cambia e in cui i sommovimenti geopolitici regalano a scrittori attenti come de Villiers sempre nuovi spunti.


Operazione Drago Rosso

Segretissimo SAS n. 55

da ThrillerMagazine, 3 agosto 2012

Si completa questo mese l’avventura in due puntate – iniziata a luglio – che vede Malko Linge, Sua Altezza Serenissima, impegnato in una missione nel mondo asiatico: una storia che arriva per la prima volta in Italia.

Operazione Drago Rosso, il grande romanzo inedito di Gérard de Villiers presentato nei numeri 54 e 55 della collana Segretissimo SAS, presenta in Italia Rouge Dragon tome 1 e tome 2: la 188ª e 189ª avventura del Principe delle Spie.

«Presto sentirai parlare dell’operazione Drago Rosso. Invaderemo Taiwan!» Le rivelazioni intercettate nell’appartamento della “persona titolare del dossier 278” sono davvero scottanti: davvero la Cina si sta preparando a realizzare un suo vecchio sogno, l’annessione di Taiwan?

Già c’è però una fuga di notizie: Lu Zhao, nome in codice Rising Sun, sta per informare la CIA della notizia quando viene intercettata dal Governo cinese: la donna riesce a salvarsi per un pelo saltando sul treno diretto Pechino-Shanghai, nove ore di tragitto.

Intanto le vacanze di Malko Linge a Bangkok, con l’eterna fidanzata Alexandra, devono essere interrotte: deve partire per Tokyo dove gestire la situazione per conto della CIA. Vorrebbe ricevere aiuto dagli “amici” giapponesi, ma quel Paese non può intromettersi negli affari cinesi senza rischiare un pericoloso incidente diplomatico. Come sempre, il Principe delle Spie è solo!

Da Pechino a Tokyo, da Shanghai a Taipei, Malko Linge attraversa l’Asia come un tornado per affrontare tanto le spie cinesi quanto le donne giapponesi e il loro fascino fatale.

Un’avventura in pieno stile SAS che dimostra quanto il personaggio sia in piena forma, anche dopo più di quattro decenni, e che la sua attenzione per il panorama internazionale più contemporaneo sia sempre uno degli elementi fondamentali dello stile.


L.

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5 commenti

Pubblicato da su aprile 10, 2019 in Recensioni

 

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5 risposte a “Recensioni Etrusche di SAS

  1. Claudio Capriolo

    aprile 10, 2019 at 9:43 am

    Sembrerà strano, ma anch’io conosco SAS Malko Linge. Era la lettura da spiaggia preferita da mia suocera, sicché per un certo periodo fui il suo pusher 🙂
    Fatalmente finii per leggere uno dei volumetti che le procuravo, mi sembra che si intitolasse Con Krisantem ad Atene: un’orgia di sesso e violenza. Tornai subito ai miei «Urania».
    La ristampa della serie con il titolo Giro del mondo con Malko Linge aveva in copertina illustrazioni di Guido Crepax: cosa che mi sconcertò non poco, considerato che Gérard de Villiers si collocava politicamente agli antipodi rispetto al nostro celebre fumettista – il quale forse a quei tempi era in ristrettezze economiche.
    Che tu sappia, SAS è poi riuscito a completare i restauri a Liezen?

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    • Lucius Etruscus

      aprile 10, 2019 at 9:52 am

      Ho smesso di seguirlo così attentamente quindi non saprei dirti, ma dubito fortemente che i restauri siano mai finiti: è un tipico espediente narrativo il “lavoro in corso” che seguirà l’eroe per tutta la sua carriera. Tipo quando nei telefilm il protagonista andava sempre avanti a cercare la figlia, il padre o chi vuoi tu, e ovviamente non la/lo trovava mai altrimenti sarebbe finita la serie 😛
      Recentemente la Editoriale Cosmo ha portato in edicola i fumetti di SAS che Segretissimo provò alcuni anni fa, ma non so con quanto successo. I lettori italiani sono talebani del medium: se amano qualcosa in un formato, si taglierebbero un braccio piuttosto che concepire l’esistenza di altri media. Se amano i fumetti, non leggono la stessa cosa a libro neanche sotto tortura e viceversa. Eppure i fumetti di SAS rispecchiano il sesso presente nell’originale molto più che la censuratissima resa dei romanzi italiani. (Solo in tempi recenti Di Marino ha curato la ritraduzione di alcuni romanzi che all’epoca erano stati sforbiciati pesantemente.)

      Le pubblicazioni in edicola vivono di copertine, e azzeccare un filone significa vendite assicurate al di là della qualità del prodotto. Crepax è stata una furbata niente male così come per decenni Carlo Jacono per Giallo/Segretissimo e Karel Thole per Urania sono stati firme illustre che da sole assicuravano un certo numero di vendite.
      Il problema però è che gli artisti costano, e la crisi mortale che attanaglia le pubblicazioni da edicola – in un’epoca in cui le edicole stesse stanno morendo come mosche – ha spinto ad abolirli e a creare copertine anonime, temo con risultati letali.
      Victor Togliani con le sue irresistibili donne procaci garantiva a Segretissimo un numero di vendite che è totalmente scomparso quando gli è stato tolto l’incarico, tanto che ormai la testata si è ridotta ad uscite saltuarie fatte solo di italiani sotto copertura: i soldi per gli autori americani non ci sono più. (Al massimo si ristampano autori già presenti nel catalogo Mondadori).

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      • Claudio Capriolo

        aprile 10, 2019 at 10:07 am

        Pensavo che, morendo, Villiers avesse lasciato in un cassetto l’ultima avventura di Malko Linge, nella quale SAS finisce travolto dal crollo del castello, dopodiché la CIA indaga sull’evento sospettando che si tratti di una vendetta ordita da qualche antico avversario ma poi si scopre che il disastro è semplicemente la conseguenza di restauri fatti male poiché Elko e Alexandra, da sempre amanti, avevano stornato ingenti quantità di denaro per spassarsela insieme mentre Malko era in missione (cioè sempre).
        Be’, come finale della saga non sarebbe stato male 🙂

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      • Lucius Etruscus

        aprile 10, 2019 at 10:09 am

        ahaha se ti proponi come ghostwriter, magari te lo fanno scrivere 😛
        Non ho letto la 200ª ed ultima avventura, perché convinto che poi l’esercito di “scrittori fantasma” della saga avrebbe continuato, invece il personaggio è morto con l’autore, caso davvero raro. Proponiti, magari ti prendono 😛

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      • Claudio Capriolo

        aprile 10, 2019 at 10:55 am

        No, non conosco a sufficienza personaggio e saga, e per mia fortuna ho di meglio da fare. Grazie comunque per l’incoraggiamento 🙂

        Piace a 1 persona

         

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