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[Pseudobiblia] Mr. Write (2016)

08 Apr

Dall’inizio del 2019 sto racconto, sul mio blog “Il Zinefilo“, l’oceano di minuscoli film televisivi che emittenti come CineSony e TV8 (ma anche RaiMovie!) hanno comprato per riempire i palinsesti di immagini in movimento che ad un occhio distratto potrebbero sembrare film: in realtà sono la parte più spinta del termine “genere”.
Emozioni esagerate, personaggi stereotipati, trame banali e superficiali fino alla nausea: ecco giusto qualche elemento contraddistintivo di questi film.

Visto che il romance dozzinale e sdolcinato rappresenta il 99% di questa produzione, potevano mancare gli pseudobiblia? Esiste al mondo una donna che dica di non amare i libri? (Che poi sia vero è un altro discorso.) Quindi una storia pensata unicamente per un pubblico femminile deve avere per forza un libro nel suo armamentario, ed anche uno scrittore bello con cui giocare. (E pure un cane, già che ci siamo…)
Questo è il caso di “Mr. Write” della Lighthouse Pictures, andato in onda in patria americana il 1° ottobre 2016 e trasmesso in prima visione da TV8 il 18 febbraio 2019 con lo stesso titolo.

Non sfugga il simpatico gioco di parole: “Mr. Right” è un modo colloquiale per indicare “l’uomo giusto”, “quello giusto”, e visto che write (“scrivere”) si pronuncia uguale, ecco il giochino che tradisce le aspirazioni romantiche del film.

Tipico audio da ascoltare mentre si fa jogging

Durante la sua corsetta mattutina, la protagonista Dori (Charlotte Sullivan) si ascolta l’audio-libro “The Whisper and the Rose” del romanziere Michael Rothchild (Corey Sevier).
Merita assolutamente di essere citato un brano di questa imperdibile opera letteraria:

«L’amore. L’amore eterno. L’amore che vince su tutto. L’amore che permea ogni cosa eppure ci sfugge. Era la promessa di questo amore a svegliarla ogni mattina, e quel giorno il cielo era di un azzurro senza nuvole, il sole scaldava i campi trasformandoli in un mare d’oro. Era il giorno del matrimonio di Alexandria, un giorno che lei temeva.
Sbirciò fuori dalla finestra, sentendo passare il cavallo di Jeffry. Spalancò la porta. Alexandria tormentava nervosamente un pizzo del vestito. Avvertì un tuffo al cuore quando vide la carrozza avvicinarsi sempre di più alla chiesa: ormai era questione di poco.
All’improvviso il ritmo ipnotico dei cavalli da tiro si spezzò, un cavaliere si dirigeva al galoppo verso di lei: era Jeffry! La raggiunse e le tese la mano: le loro dita si sfiorarono.»

Dalla quarta di copertina del libro abbiamo qualche parola sull’autore:

«Michael Rothchild è stato premiato come miglior autore emergente. Le sue parole si rivolgono non solo alle donne ma alla vitalità ed inventiva della letteratura americana contemporanea.»

O qualcosa del genere. Temo che i grafici che hanno creato questo “libro falso” non si siano impegnati molto e le scritte sono in un inglese che definirei zoppicante.

Un libro da cui è impossibile staccarsi

La nostra Dori lavora in una casa editrice il cui nome potrebbe darci un vago indizio dei romanzi pubblicati: Lovespring Press. Mmmm… forse è specializzata in romanzi di guerra? No, credo più qualcosa con l’amore…
Il capo è deluso che Rothchild non abbia rispettato la scadenza e non abbia fatto sapere nulla del suo nuovo romanzo, così pensa bene di cacciarlo a pedate e farsi ridare l’anticipo. A difendere lo scrittore è ovviamente la nostra Dori:

«Michael Rothchild è un maestro nel suo genere, la sua prosa è epica, personale, senza essere retorica. E inoltre tutti i suoi romanzi sono dei bestseller

Purtroppo quest’ultima affermazione era vera in passato: il romanziere – c’era da scommetterci – è in un momento di crisi. Visto che però la donna si sbilancia e lo difede a spada tratta, il capo ha un’ideona: la promuove curatrice editoriale del romanziere ed ha un mese di tempo per fargli consegnare il nuovo romanzo finito. Le conseguenze di un fallimento non sono specificate ma è facile immaginarle.

Tipico scrittore “bello e contrastato”

Quando la donna si presenta, emozionata, a casa dello scrittore e scopre che non fa nulla da mesi, e che inoltre del nuovo romanzo non esiste neanche una vaga idea, capisce che è finita in un guaio, mentre noi capiamo che il resto della storia si scrive da sola: lei ha un mese di tempo per salvare il bello scrittore e tirargli fuori l’amore dal cuore. Non è il sogno di ogni lettrice di romance?

Un mese per fargli scrivere il prossimo bestseller

Rothchild è uno stereotipo vivente, pensato con attenzione per le spettatrici: è giovane, con barbetta, con magliette che sembrano trasandate invece sono del tipo “mi sono svegliato figo”, ha il capello sempre a posto e ovviamente come ogni altro scrittore finto usa una macchina da scrivere “fisica”, non il computer come i veri scrittori fanno dagli anni Ottanta. (Pure la Signora in Giallo!) Visto che le lettrici di romance adorano le storie ottocentesche, una macchina da scrivere è pur sempre un grande passo avanti tecnologico.

Lo stereotipo di ogni scrittore falso

L’altro uomo della storia – perché ogni romance ha una donna protagonsita contesa da due uomini belli ma diversi fra loro – è il fidanzato perfetto di Dori, lui sì scritto in modo molto “fresco”: ogni giorno le manda mazzi di fiori, a casa e in ufficio, al ristorante pende dalle sue labbra e dopo quattro mesi che si conoscono muore dalla voglia di sposarla. Si vede proprio che c’è stato un profondo studio del personaggio.
Per fortuna arriva la parte dove si ride di gusto, quando il perfetto fidanzato insiste per occuparsi del matrimonio e si dice indeciso sugli accostamenti di colori degli addobbi floreali. Dori, te lo dico come un amico, mi sa che il tuo fidanzato ha un bel segreto nel cassetto…

Illazioni a parte, la sceneggiatura ad orologeria – scritta da Matt Marx, un professionista della Z televisiva – prevede che i trenta giorni per scrivere il romanzo scadano esattamente con il giorno delle nozze di Dori. Ammazza, si vede proprio che il romance è un genere che spezza gli schemi!

Stai inserendo abbastanza stereotipi nel tuo romanzo?

Poteva esistere un film romantico senza un cane? Andiamo, sarebbe impossibile: togliete pure i baci, ma tutte le spettatrici di filmetti romantici adorano i cani, quindi ecco Sophie, la cagnolona a cui Rothchild ha dedicato tutti i suoi libri, pronta per siparietti comici nelle intenzioni ma tristissimi nell’esecuzione.

La Sophie a cui sono dedicati tutti i romanzi di Rothchild

Io scherzo e prendo un po’ in giro il film, ma in realtà è un onesto prodotto di genere, e il genere significa ripetere schemi fissi ogni volta in forme diverse, o quanto più diverse possibile. Al di là dei grandi titoli, la narrativa di genere (in qualsiasi medium) è costituita per la maggior parte da piccole storie pensate per un pubblico specifico e quindi difficilmente “di rottura”. Alla fin fine quando il prodotto è onesto – cioè non se la tira da capolavoro dell’anno – si lascia guardare senza problemi.

L’opera prima di Rothchild

In chiusura, conosciamo altri due titoli delle opere di Rothchild: “A Maid’s Ransom“, sua opera prima, e “A Promise Never Meant“.

Un romanzo già finito nelle offerte “tutto a 1 dollaro”

Ma anche i titoli di altri pseudobiblia pubblicati dalla Lovespring Press: “Willow’s Kiss“, “Daylight brings the Song” e “Call of the Meadow“, tutti di Gloria Kitridge. Speriamo dedichino in futuro un film anche a lei.

A sinistra, nel quadro, l’opera di un’altra pseudo-autrice

I film incentrati su finti scrittori e finti libri sono deliziosi, anche al di là dello stile in cui vengono creati, quindi speriamo ce ne siamo sempre di più.

L.

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9 commenti

Pubblicato da su aprile 8, 2019 in Pseudobiblia

 

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9 risposte a “[Pseudobiblia] Mr. Write (2016)

  1. Conte Gracula

    aprile 8, 2019 at 3:20 pm

    L’estratto che hai citato!
    Se fossi un editore, pubblicherei quella roba solo se l’alternativa fosse un’agiografia di Salvini…
    E quando Dori difende l’autore, dicendo che la sua scrittura non è questo e non è quello, come fa a dirlo poco dopo essersi sorbita quella roba? XD
    Vabbè, confermami l’intuizione del finale: alla fine, lo scrittore e il fidanzato di Dori si sposano? E Dori si accolla il cane del tipo?
    Sarebbe una bella svolta (e ad alcune donne piacerebbe anche, la svolta gay 😛 )

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      aprile 8, 2019 at 5:08 pm

      ahaahah quello sì che sarebbe stato un modo divertente ed inedito di far chiudere la storia. Invece finisce nel modo più ovvio che riesci ad immaginare 😛

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      • Conte Gracula

        aprile 8, 2019 at 7:12 pm

        Ah, l’amour! 😛
        C’è sempre uno scrittore tormentato e palestrato – o un single di mezza età tormentato e palestrato – da concupire e impalmare.

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      • Lucius Etruscus

        aprile 8, 2019 at 7:15 pm

        Mai che l’oggetto del desiderio sia un umile impiegato 😀

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      • Conte Gracula

        aprile 9, 2019 at 12:04 am

        Dipende… È belloccio? Magari i soldi li fa alla fine del film 😛

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  2. Kuku

    aprile 8, 2019 at 9:43 pm

    Oddioddio, il tenente Colombo in una puntata anni ’70 aveva a che fare con una macchina da scrivere più moderna di questa! Ma quello che a me fa più nervoso è quando le lettrici/spettatrici (in larga parte anche se ho scoperto che ci sono anche uomini adoranti del genere) dicono:”bello, capolavoro, da non perdere, stupendo”. Mai che dicessero:”è una cazzata ma mi diverte”

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    • Lucius Etruscus

      aprile 8, 2019 at 9:50 pm

      E’ vero, c’è sempre un misto di vergogna nell’ammettere di vedere oneste stupidate di genere, perché in fondo sono quelle che costituiscono la spina dorsale della narrativa di intrattenimento. Nessun romanzo sarebbe un capolavoro se non ci fossero eserciti di romanzetti da due soldi, idem per il cinema.
      E poi come si fa a capire il capolavoro… se sono tutti uguali? Una donna contesa da due uomini, entrambi belli, entrambi benestanti, entrambi affascinanti a modo loro. E chi legge/vede queste storie poi fa il supponente con le storielle d’azione, dove l’eroe ammazza tutti con una mano sola 😀

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  3. zoppaz (antonio zoppetti)

    aprile 9, 2019 at 10:03 am

    Sei un bravo pseudorevisore, o pseudoeditor, una figura professionale che ancora non si è molto affermata, ma che presto lo sarà, quando il genere degli pseudobiblia che hai inventato (spassosissimo) prenderà piede come disciplina autonoma! E il tuo cv se mai diventasse una professione mi sembra interessante! 🙂

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    • Lucius Etruscus

      aprile 9, 2019 at 10:13 am

      ahaha ti ringrazio e accetto l’incarico, ma rendo omaggio ai miei “maggiori”: L. Sprague de Camp ha inventato il termine “pseudobiblia” nel 1947 proprio per indicare il frutto dell’opera di tanti autori che hanno voluto partecipare ad un gioco che dura dal Cinquecento. Dico “gioco”, perché a livello di truffa i “libri falsi” esistono da quando esiste la lettura 😛
      Purtroppo gli amenti dell’occulto sono un’Armata delle Tenebre che sovrasta quei pochissimi amanti dei giochi letterari, per cui quella decina (forse) di pseudobiblia del mistero sono meglio noti rispetto agli infiniti e sconfinati “libri falsi” inventati per esigente narrative di altro tipo, quindi come “cantore del gioco” (contro l’occulto) sono probabilmente davvero in prima linea 😛

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