RSS

Leggendo Romance

17 Ott

Mi riallaccio al discorso iniziato con la domanda che ho posto il mese scorso: il romance è il re delle edicole? Stando alla grande quantità di suoi titoli che vediamo esposti nei giornalai sembra di sì, e anche da parecchio tempo – sebbene ogni edicolante a cui ho posto la domanda “Ma vendete così tanti libri rosa?” ha risposto un lapidario “No” – così perché non chiedere informazioni a chi il genere più venduto al mondo (a detta di Mondadori) lo legge e lo recensisce a spron battuto?

Sono andato così a bussare alla porta di alcuni grandi blog librari specializzati in romance, con grandi seguiti di follower, e “Leggendo Romance” ha risposto all’appello: ecco un’intervista all’amministratrice Deborah, che ringrazio per la disponibilità e simpatia.


Intervista a
“Leggendo Romance”

Partiamo con le presentazioni: per chi non vi conoscesse, come è nato e di cosa si occupa il sito “Leggendo romance”, anche se il nome è più che esplicito?

Io sono Deborah e se il blog “Leggendo Romance” è nato e continua a esistere è tutta colpa mia XD.

A parte gli scherzi, ho aperto il blog a fine 2014 dopo che per un lunghissimo periodo avevo abbandonato la lettura e da allora lo gestisco interamente, anche se ho un una collaboratrice che mi aiuta con qualche lettura di autori self.

Da quando ho memoria ho sempre avuto libri in mano, poi le scuole superiori ahimè hanno sortito l’effetto opposto e il tempo e la voglia erano parecchio scemati. A un certo punto mi sono fatta tentare da un fantasy che stava spopolando in quel periodo e da lì a riaccendere la passione è stato un attimo e non mi sono più fermata.

“Leggendo Romance” è nato soprattutto dal mio bisogno di comunicare con chi aveva le mie stesse passioni. Come hai detto tu il nome svela l’argomento principale per cui era nato, infatti parlo di libri prevalentemente romance, un genere in cui mi sono sempre ritrovata perché amo ci sia una storia d’amore all’interno della trama; a onor del vero però negli anni ritrovarmi in questo “mondo virtuale” di lettori mi ha permesso di avvicinarmi sempre di più a generi diversi e ora c’è molto spazio anche per i thriller, horror e altri tipi di letture. Sono una “anomala romantica”.

Ricordi il libro in particolare che ti ha fatto capire di amare il genere romance? E ce n’è stato qualcuno invece che ha messo a dura prova la tua passione?

Come ti dicevo il romance era in me sin da piccolina, diciamo pure che Walt Disney ha fatto un’altra vittima. A parte le fiabe con annesso principe azzurro, il primo libro che mi ha approcciato al genere è stato “Piccole donne” (Little Women, 1868), un romanzo più da letteratura femminile che romance in senso stretto, ma in cui l’amore prende varie forme oltre a quello romantico. È proprio il genere di storia con cui mi sento più in sintonia: storia d’amore affiancata ad avvenimenti ed esperienze.

Non c’è un libro in particolare che ha messo in dubbio la mia passione per il romance, ce ne sono senz’altro alcuni che non ho apprezzato non tanto per il genere quanto per come sono stati impostati; se devo fare un nome ammetto che non sono una fan delle “Cinquanta sfumature di grigio” (Fifty Shades of Grey, 2011) che tanto hanno spopolato aprendo le porte a un certo genere di letteratura rosa: le ho abbandonate al secondo volume, pur avendo letto e apprezzato altri titoli del romance erotico.

Girano molti pregiudizi sul genere: qual è la definizione di “romance” che preferisci?

Per me romance è sinonimo di letture dove ci siano sentimenti e amore, e se ci pensiamo un sentimento d’amore non è solo quello che lega una coppia, in realtà può essere quello di un genitore per i figli, quello che unisce due amici, o l’amore per la vita in generale. Io penso che in ogni libro, leggendo bene, si trovi un pizzico di romance; in fondo la scrittura nasce proprio dalle emozioni e se si pensa che l’odio è l’altra faccia dell’amore e che non sempre gli amori possono avere un lieto fine, allora persino nei thriller e negli horror lo si trova, magari nascosto in qualche storia d’infanzia disturbata, o legami sbagliati, ma c’è, è da lì che nasce la trama.

La “guerra dei generi” parte dall’errato presupposto che si legga sempre e solo un unico genere narrativo: che ne pensi? A parte i libri recensiti, quali altri generi ti piacciono?

Sono molto d’accordo con questa affermazione, secondo me se ci si fermasse a pensare che prediligere un certo tipo di lettura non significa escluderne altre, allora questa inutile “guerra” non avrebbe ragione d’esistere. Un vero lettore segue le emozioni e spesso sceglie una lettura in base a ciò di cui ha bisogno in quel momento.

Si pensa spesso che il romance coincida con una lettura leggera o d’evasione, mentre mi sono ritrovata più volte davanti a storie in cui si toccavano argomenti forti, capaci di far riflettere e lasciare qualcosa di importante. Qualcuno potrebbe controbattere che le lettrici di romance cercano nei libri solo una storia d’amore e un “vissero felici e contenti” che nella realtà sarebbe difficile da trovare, ma in fondo non è la stessa cosa che cercano tutti? Se ci pensiamo bene anche quando leggiamo un giallo ci aspettiamo di trovarci suspense e sentimenti forti per arrivare a un finale dove scoprire il colpevole e vederlo punito, ma anche questo nella vita vera non sempre accade.

I lettori sono tutti uguali perché tutti cercano fondamentalmente un’unica cosa nei libri: emozioni.

Il romance ormai include parecchi sottogeneri, tra questi mi affascinano soprattutto i paranormal e i suspense e forse è per questo che mi è stato semplice avvicinarmi e imparare ad apprezzare e amare anche il thriller, in particolare psicologico e l’horror. In realtà ho letto anche qualche biografia e spesso sul mio comodino si trovano manuali self-help o che trattano qualche argomento di psicologia.

Quanto tempo mediamente dedichi alla lettura, ogni giorno? E quanto è per il sito e per il puro piacere?

Dipende molto dalle letture che mi trovo a fare. Dall’apertura del blog le letture puramente per piacere si sono drasticamente ridotte, ma in effetti molti dei libri che avrei letto rientrano comunque tra quelli che ho recensito per il blog.

Avendo un lavoro che mi occupa cinque giorni a settimana mi ritrovo a leggere la sera e nei fine settimana; diciamo che se il libro mi prende sono capace di andare avanti a oltranza, a volte arrivo alla mattina senza rendermene conto, mentre nel week-end i pomeriggi sono dedicati ai libri.

Scegli liberamente i libri da recensire o tieni anche in considerazione le proposte delle case editrici?

Un mix delle due. Dalle case editrici e dagli autori arrivano delle proposte e se queste mi incuriosiscono o erano libri di cui attendevo l’uscita, leggo questi. Essendo solo io a occuparmi del blog devo ovviamente limitarmi nel numero di letture, quindi alla fine accetto solo i romanzi che leggerei anche andando in libreria e cercando tra gli scaffali.

È innegabile che nelle edicole lo spazio dedicato al romance è decisamente maggiore di quello dedicato agli altri generi: pensi sia uno specchio fedele dei gusti dei lettori o deriva da scelte indipendenti di distribuzione?

Vetrina di edicola di fine agosto 2018

Alzo la mano e confesso, io sono una di quelle che è cresciuta a pane e Harmony!

È vero, in edicola lo spazio per queste letture è ancora molto, ma negli anni ho visto una riduzione anche in questo settore. Case editrici storiche del genere stanno sempre più puntando alle librerie variando la loro proposta editoriale con titoli di narrativa e thriller.

Penso che al momento questo spicchio di realtà resista per motivi di mercato, non tanto perché le lettrici amano solo il romance, quanto perché amano “anche” quello e come ho detto è facile trovare la parte romantica, di qualunque tipo essa sia, anche in generi diversi dal romanzo rosa, mentre è più difficile per un giallista credere di poter trovare quella componente suspense in un romance. Ovviamente gli editori e gli edicolanti cavalcano l’onda.

Hai molti follower: grazie ai loro commenti come ti sembra la lettura in Italia? È ancora viva o si sta spegnendo lentamente?

Secondo me la lettura è una passione che non si potrà mai spegnere. In molti dei commenti che ricevo si parla di mancanza di tempo e anche personalmente penso che sia proprio l’essere impegnati nella quotidianità a non permetterci di ritagliarci il tempo necessario per la lettura.

C’è poi un motivo economico che non permette sempre di potersi avvicinare alla lettura in maniera semplice e immediata, ma le biblioteche sono piene di lettori, anche se questa categoria non crea guadagno diretto alle case editrici e quindi spesso non se ne parla.

Nel web l’argomento libri è sempre presente e attuale, sui social si scambiano opinioni e si postano foto. Probabilmente è cambiato il modo di leggere e di cercare nuove storie, il mercato dell’editoria dovrà puntare molto sul digitale per abbassare i prezzi, ma credo che per la lettura lo spazio non mancherà mai.

La proposta digitale del romance è molto sviluppata: cosa ne pensi degli eBook? Potranno aiutare a dare una maggiore scelta ai lettori?

Gli ebook sono stati una grande invenzione, almeno per me. Ho la casa piena di cartacei è vero, sono nata in un tempo in cui la sensazione delle pagine sotto le dita era la cosa più bella e forse per me lo rimarrà sempre, ma è anche vero che il digitale permette di avere a disposizione a portata di click e di budget molte più storie.

Il romance sembra vivere di digitale, e ammettiamolo aiuta chi di noi vive con ansia il sentirsi additata perché sta leggendo un romanzo rosa (vedi la famosa guerra dei generi), ma l’ampia possibilità di scelta può essere un’arma a doppio taglio; a volte/spesso ci si trova davanti a storie già viste, personaggi simili tra loro e poca originalità.

Insomma, viva il digitale per comodità, ma evitando di acquistare a scatola chiusa.

Per finire, un bilancio dell’estate appena trascorsa: qual è stato il romanzo più bello che hai letto e che vuoi consigliare? Anche più d’uno, se vuoi.

Questa estate non ho letto molto, anzi ho preso proprio una pausa dopo quattro anni dall’apertura del blog. Ci sono comunque tre titoli che mi hanno catturata e che vorrei citare:

per le romantiche pure che amano leggere storie d’amore frizzanti “L’amore è sempre in ritardo” (2018) di Anna Premoli, una delle migliori penne romance italiane a mio parere;

per chi ama i thriller (e credo qui siano in molti e probabilmente molto più esperti di me) ho particolarmente apprezzato “Non svegliarti” (Don’t Wake Up, 2017) di Liz Lawler [ecco la Scheda di Uruk] e “Testimone silenziosa” (Try Not To Breath, 2016) di Holly Seddon.


Ringrazio Deborah per la gentile disponibilità e per averci dimostrato che ciò che importa per un lettore è leggere, al di là del genere che ci piace di più.

L.

– Ultimi post simili:

 
8 commenti

Pubblicato da su ottobre 17, 2018 in Interviste

 

8 risposte a “Leggendo Romance

  1. theobsidianmirror

    ottobre 17, 2018 at 10:50 am

    Ancora non mi spiego se c’è davvero una differenza, così come a pelle mi pare, tra le letture da edicola e quelle da libreria in termini di qualità. Gli Harmony, con tutto il rispetto, mi sono sempre sembrati dei romanzi un tanto al chilo, scritti su commissione giusto per arrivare alla fine del mese

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      ottobre 17, 2018 at 10:55 am

      Purtroppo in alcuni casi la tua definizione si adatta anche a romanzi da libreria, tanto che l’unica differenza sembra essere la copertina rigida.
      Il genere è di una ampiezza inimmaginabile e parliamo di migliaia di titoli ed autori, quindi generalizzare è sempre pericoloso. Che però gli Harmony siano un prodotto “da edicola” è vero solo in Italia, visto che molto spesso traducono testi usciti in patria con più attenzione. Tutto dipende dagli autori e come scrivono: così come un cartonato da vetrina di libreria può essere una robbetta senza nessun sapore, così un tascabile da edicola può essere un piccolo gioiello. 😉

      Piace a 1 persona

       
  2. illettorecurioso

    ottobre 17, 2018 at 12:42 pm

    Bellissima l’idea di intervistare chi ha a che fare con questo genere così spesso. Domande mirate e molto interessanti, così come le risposte! Bravi a entrambi

    Piace a 1 persona

     
  3. Deb LR

    ottobre 18, 2018 at 10:45 am

    Ciao e grazie per avermi ospitata con questa intervista!

    Piace a 1 persona

     
  4. Orlando

    ottobre 18, 2018 at 10:56 pm

    Interessante l’intervista.
    Sono d’accordo sia con TOM che con Lucius Etruscus: sì, la maggior parte degli Harmony è, letterariamente parlando, spazzatura; e sì, moltissimi dei “best seller” e dei costosi cartonati impilati nelle librerie sono a loro volta, letterariamente parlando, spazzatura.
    Per quanto riguarda gli Harmony parlo a ragione abbastanza veduta in quanto ne ho letti parecchi in vita mia (ne ho anche scritti un paio… mai pubblicati però ^____^). Ovviamente si può avere coscienza che un qualcosa è spazzatura e nonostante questo se ne può provare una (moderata, per quanto mi riguarda) attrazione. Come per la musica: amo molti generi estremi, ma da sempre ho un debole per… oh no, non lo vengo certo a dire a voi! :DDD
    Quindi ritengo che ognun* abbia il sacrosanto diritto di legger quel che vuole, ma da qui a dare dignità letteraria a qualsiasi cosa ce ne passa, a mio giudizio.
    Se poi parliamo di “letteratura come consolazione”, concetto al quale sarei abbastanza contrario, col romance ne raggiungiamo il livello più alto.
    Sarebbe interessante, invece, se qualche autrice/autore di romance osasse sterzare in direzioni mai tentate, così come ad esempio il weird ha fatto col fantastico…

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      ottobre 19, 2018 at 6:02 am

      Grazie della testimonianza e spero che i tuoi inediti vedano la luce ^^
      Parlare di “letteratura-spazzatura” è sempre spinoso perché non partiamo dalle stesse premesse, visto che ognuno considera “letteratura alta” qualcosa che forse non lo è. Forse dovremmo limitarci alla narrativa di intrattenimento, che è il campo sia degli Harmony sia di ogni altra collana da edicola: sono storie raccontate per intrattenere, divertire e (perché no?) affascinare il lettore. Se poi abbiano un alto valore letterario temo non sia importante: l’importante per una barzelletta è far ridere, non essere recitata in buon italiano. Ecco, spesso capita che un romanzo di narrativa di intrattenimento non intrattenga, e questo è un grave errore.
      Ogni narrativa ha i suoi canoni, e se negli harmony c’è spesso la donna rivale odiosa e il miliardario innamorato, nell’action c’è il super-nemico e il duro che piace alle donne, così come nello spy ci sono tripli tradimenti e nell’horror c’è la casa degli spiriti o la ragazza posseduta. Non è lo stereotipo il problema, è come viene trattato. Se compro un romanzo action mi aspetto che l’eroe sia un tipo d’azione deciso che sa menar le mani, così come se compro un horror mi aspetto qualcosa che metta orrore e via dicendo: se il romanzo tradisce queste attese, può anche essere scritto dal Manzoni ma fallisce il suo obiettivo. Così come se le rispetta ma è scritto coi piedi il divertimento è strozzato.
      E sul fatto che ognuno legga quel che vuole siamo tutti d’accordo ^
      ^

      "Mi piace"

       

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: