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[Books in Movies] Jason vive (1986)

15 Ott

La tremenda saga filmica di Venerdì 13 – che ho completamente recensito nell’altro mio blog, Il Zinefilo – è stata sin dall’inizio una vetrina pubblicitaria per alcuni prodotti della sua epoca. Per esempio le vittime del secondo film giocano distrattamente con un videogioco appena uscito…

Le vittime di Jason giocano con la Milton Bradley Microvision

… così come l’insopportabile ragazzino del quarto film si mette un mascherone per giocare al computer.

Una versione di Zaxxon

Non mancano le riviste, di cui il terzo film è ricco. Abbiamo riviste e fumetti (come “Shang-Chi Master of Kung Fu”)…

Una rivista e fumetti vari

… ma anche “Fangoria“, la mitica rivista specializzata che è stata molto importante per il successo della saga.

La “vittima” legge un numero non meglio identificato di “Fangoria”

Omaggio a Tom Savini, il vero “padre” di Venerdì 13 (da “Fangoria” n. 1, agosto 1979)

E mettiamoci pure Godzilla! (sempre da “Fangoria” n. 1, agosto 1979)

Un delizioso gioco in cui il film mostra la rivista che maggiormente ha parlato del film stesso.

Arriviamo al sesto film, “Venerdì 13: parte VI – Jason vive” (Jason Lives, 1986) e si scatena la potenza libraria! Le vittime cominciano ad usare i libri per cercare di capire qualcosa dell’occulto che sembra animare l’assassino protagonista, così abbiamo un vero… corso rapido di paranormale!

Fra i morti con Wickland

Carl August Wickland (1861-1945) è stato uno psichiatra svedese noto per essere assiduo frequentatore del mondo degli spiriti: la cosa preoccupante è che gli spiriti gli rispondevano! Il libro in questione, Thirty Years Among the Dead (1924), è inedito in Italia.

I morti sono vivi, parola di Jason!

Harold Morrow Sherman (1898-1987) è stato a lungo scrittore e sceneggiatore, per riviste e TV, ma nel suo cuore è sempre stato parapsicologo o altra roba varia: quale modo migliore di chiudere carriera e vita se non con il saggio The Dead Are Alive! (1981)? Questo testo è inedito, in Italia è arrivato un solo suo libro: “Vivrai dopo la morte” (You Live After Death, 1949), ristampato dal 1979 ad oggi!

E vai col manualone

Non mancano divertiti rimandi come la bambina che dorme con “A porte chiuse” (Huis clos, 1944) di Jean-Paul Sartre.

Dormire con Sartre sul petto può risultare “pesante”…

E, per finire, rilassiamoci con una rivista “disinibita”.

A quanto scopro dovrebbe essere una rivista pornografica per donne

L.

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17 commenti

Pubblicato da su ottobre 15, 2018 in Books in Movies

 

17 risposte a “[Books in Movies] Jason vive (1986)

  1. Cassidy

    ottobre 15, 2018 at 7:48 am

    Oh fantastico lo stavo aspettando questo post! 😉 Penso che l’idea di vedere un bambino che legge Sartre sia una specie di umorismo yankee, in ogni caso le “trame” (chiamiamole così) di molti film di ”Venerdì 13” lasciano il tempo per interessarsi ad altri dettagli come i libri ad esempio 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus

      ottobre 15, 2018 at 8:05 am

      Almeno sono piccoli momenti di interesse in film che non ne sanno risvegliare molto.

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    • redbavon

      ottobre 15, 2018 at 12:44 pm

      E mica il bambino leggeva Sartre. Guardava le figure, no? 😉

      Piace a 1 persona

       
      • Lucius Etruscus

        ottobre 15, 2018 at 12:51 pm

        ahaha comunque credo che il gioco stesse nel “No Exit” del titolo, visto che il bambino è una delle vittime minacciate da Jason.

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      • redbavon

        ottobre 15, 2018 at 1:37 pm

        ‘Azz, nemmeno le figure allora. Un caso ante-litteram della futura sindrome TLDL che colpirà gli internauti!

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  2. redbavon

    ottobre 15, 2018 at 12:43 pm

    Quando i libri ancora si vendevano…oggi il “product placement” dei libri non fa nemmeno più “figo”.

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    • Lucius Etruscus

      ottobre 15, 2018 at 12:51 pm

      Infatti è ormai usanza relegata agli Ottanta: il mercato librario è così crollato che quando appare un libro in un prodotto americano di solito è un “libro falso”.
      In Italia mostrare un libro è peggio che bestemmiare: pensare che nel 1976 addirittura Tomas Milian era testimonial della Garzanti e negli anni Ottanta i calciatori del Milan avevano sulla maglia il logo degli Oscar Mondadori… Altri universi!

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      • redbavon

        ottobre 15, 2018 at 1:27 pm

        Ora sono pure i calciatori a scrivere (o farsi scrivere) libri. Ora capisco quando la mia insegnante di italiano mi diceva “scrivi con i piedi”. Non era un rimprovero ricolmo di disprezzo, ma un augurio di futuro successo!

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      • Lucius Etruscus

        ottobre 15, 2018 at 1:43 pm

        E’ un’epoca strana, dove nessuno legge ma tutti scrivono… o fingono di scrivere…

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      • redbavon

        ottobre 15, 2018 at 1:46 pm

        Io modestamente sono nella terza categoria: fingo di scrivere, ma almeno ne sono consapevole e senza velleità.

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      • Lucius Etruscus

        ottobre 15, 2018 at 2:02 pm

        Scrivi con passione e per passione, il che ti mette su parecchi gradini più in alto del romanziere medio italiano, che scrive solo per vedere il proprio nome su un oggetto cartaceo in libreria 😛

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      • redbavon

        ottobre 15, 2018 at 2:08 pm

        Ma fin là ammetto pure il peccato di narcisismo e vanagloria. Quelli che non sopporto sono dei nostri ex-“colleghi” di passione, ex-“blogger” per loro stessa ammissione: i cosiddetti “influencer”. Marchettari della peggiore specie perché non solo ha svenduta il suo pensiero per soldi, ma prova anche a contagiare gli altri.

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      • Lucius Etruscus

        ottobre 15, 2018 at 2:14 pm

        Se domani mi chiama la Asylum e mi paga per dire che i suoi filmacci sono capolavori, oh, io l’avverto: diventerò il poeta della Asylum 😀 😀 😀
        Scherzi a parte, mi sa che la passione finisce dove iniziano i soldi, per cui appena una grande casa ti contatta e ti sponsorizza, ho idea che ogni freno crolla. Per fortuna stroncando film non corro rischio di essere contattato dalle relative case 😛

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      • redbavon

        ottobre 15, 2018 at 2:21 pm

        Mi sa che la stroncatura dei film Asylum rientra nella loro strategia di comunicazione rivolta agli amanti del trash senza “se” e senza “ma”. Un classico esempio di “A caval bestemmiato, luccia il pelo.”.
        Perciò se ti contatta Asylum e ti offre soldi, accetta e pensa anche agli amici di blog per smistare lavoro.

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      • Lucius Etruscus

        ottobre 15, 2018 at 2:29 pm

        E’ che ho troppe poche visual e follower, sono poco più di un sassetto nella spiaggia. Se no la faccia tosta non mi manca: come ThrillerMagazine (che fa più effetto) sono andato a bussare ad un sacco di porte per avere materiali ben miseri – tipo le copertine dei libri in uscita a risoluzione decente, che sembra niente ma prima dell’avvento delle anteprime di Google e Amazon non si trovavano – chiedevo info e contenuti, roba cioè che alle case non costava nulla. E infatti nulla rispondevano. Invece quando contattato amici di facebook per chiedere loro se volessero scrivere di ciò che sapevano su ThrillerMagazine, mi chiedevano quanti soldi ci fossero in ballo: ah, quando si scrive per passione 😀

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      • redbavon

        ottobre 15, 2018 at 2:37 pm

        Ma pure tu ci metti del tuo, però! Vai a chiedere di impiegare il loro prezioso tempo a scrivere delle frasi di senso compiuto a famosi (il)letterati e instancabili aLcolisti… ooops aRticolisti su FaceBook!

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      • Lucius Etruscus

        ottobre 15, 2018 at 2:40 pm

        Per questo sono contento di essere stato bannato da facebook, anni fa, perché ho trovato un mondo di blogger appassionati, scrittori che non hanno paura delle parole e che soprattutto amano condividere. Quanto tempo perso a leggere monosillabi social…

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