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La biblioteca sull’oceano (2013)

01 Ott

Negli ultimi anni ha preso sempre più piede una curiosa usanza editoriale per cui un qualsiasi accenno alla bibliofilia all’interno del titolo italiano di un libro sembra aumentarne le vendite: non so se funziona davvero, ma è innegabile che nel periodo in cui si legge meno nella storia italiana… i titoli sciabordino di riferimenti librari.


L’australiana Ashley Hay è una saggista che dal 2010 ha deciso di passare alla narrativa: il suo secondo romanzo, “La biblioteca sull’oceano” (The Railwayman’s Wife, 2013), è stato portato in Italia da Sperling & Kupfer nel 2017 con la traduzione di Velia Februari.

Come fa il titolo originale “La moglie del ferroviere” a diventare in italiano “La biblioteca sull’oceano”?

La trama ufficiale:

In una piccola città affacciata sull’oceano, c’è una biblioteca dove gli abitanti vanno in cerca di pace e di sogni.
Affidano le loro richieste ad Ani, bibliotecaria alle prime armi, una giovane donna già segnata da un destino crudele, che le ha strappato un pezzo di cuore e l’ha lasciata sola a crescere la sua bambina. Quell’impiego le è stato offerto per aiutarla ad andare avanti e, se lei ha accettato, è anche un po’ per il ricordo che serba della prima biblioteca mai visitata: una sala meravigliosa in cui aveva trovato rifugio in un giorno di pioggia, un luogo solenne che l’aveva incantata. Ora, tra le pagine dei libri, cerca le risposte che non sa darsi da sola e spera di rivivere almeno un briciolo di quella lontana magia.
Tra quei vecchi scaffali, anche il dottor Draper vorrebbe ritrovare la sua vita di un tempo, di quando ancora non aveva conosciuto la guerra e il senso di colpa per tutti coloro che non è riuscito a salvare. Mentre il suo amico Roy, che al fronte si è scoperto poeta, vaga alla ricerca delle parole perdute, quell’ispirazione venuta meno proprio ora che è circondato da tanta pace e bellezza.
Finché una poesia anonima ricevuta da Ani irrompe in quel tempo sospeso e riavvia il corso di quei tre destini, ormai intrecciati per sempre in un’unica trama.
Struggente e poetico, La biblioteca sull’oceano è un romanzo che parla di nuovi inizi e del potere salvifico della letteratura. Una storia di ritorno alla vita, che trafigge il cuore di speranza.

Commento

Credo per fede che questo sia un buon romanzo, come dimostra questa recensione del “Salotto dei Libri“. Di sicuro però chi ha scritto la quarta di copertina ha voluto inserirci a forza “libri” e “letteratura”, e nella trama sono davvero pura tappezzeria.
Gli anni del dopoguerra, paesaggi a non finire, descrizioni su descrizioni, romance e tanta riflessione al femminile: un classicone, insomma (non lo dico come critica) che però coi libri e con la biblioteca del titolo italiano non ha nulla a che vedere.

L.

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2 commenti

Pubblicato da su ottobre 1, 2018 in Recensioni

 

Tag:

2 risposte a “La biblioteca sull’oceano (2013)

  1. Conte Gracula

    ottobre 1, 2018 at 10:27 am

    Non sono molto convinto della bontà dell’idea di costruire una biblioteca troppo vicina al mare: umidità e salsedine, i libri si rovineranno un sacco!

    Piace a 1 persona

     

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