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Intervista “da edicola” a Franco Forte

10 Set

Adriano Celentano in edicola, dal film Ecco noi per esempio (1977)

La stagione estiva e la sua ricca offerta di romanzi in edicola si è conclusa: com’è andata? È sentore comune che i nostri giornalai di quartiere non se la passino gran che bene, malgrado le uscite siano tante e ricchissime: ne parliamo con Franco Forte, responsabile delle uscite da edicola per Mondadori.


Intervista “da edicola”
a Franco Forte

La parola “crisi” è ormai fissa in ogni conversazione, ma in cosa consiste la “crisi delle edicole”? In quanto responsabile di lunga data delle uscite Mondadori da edicola, come vedi la questione?

Il problema dell’edicola è… l’edicola stessa, come “strumento” di diffusione di libri. Ormai questo settore sta vivendo una crisi imprenditoriale molto seria, ne chiudono di continuo, e quelle che sopravvvono ci riescono vendendo di tutto, dai gadget ai DVD a qualsiasi altra cosa. Il pubblico abituato a recarsi periodicamente in edicola per vedere le novità e scegliere qualcosa da comprare (rivista, giornali, libri), è sempre meno, e dunque tutto il settore ne soffre. Per cui distribuire in questo canale è difficile, molto dipsrsivo e alla fine poco redditizio.

È appena finita un’estate ricchissima di proposte, con numeri speciali in ogni collana Mondadori: hai già un bilancio di com’è andata a livello di lettori?

Il “Giallo” di agosto 2018

Per “Il Giallo Mondadori” molto bene, la collana è in continua crescita. Resiste con i denti la spy story, con “Segretissimo” e le collane sorelle, come la “corazzata” SAS, dedicata alle opere di Gérard de Villiers.

Un po’ in flessione, invece, le vendite della fantascienza, che soffre sempre di più le difficoltà di distribuzione e di reperibilità dei volumi (che non dipendono certo da Mondadori ma, come detto, dal sistema distributivo delle edicole, troppo frammentato, caotico e di difficile controllo). Il rosa galleggia con collane che soffrono meno e alcune di più.

Ogni mese presenti in edicola una panoramica di “colori” narrativi: il giallo, il rosa, il nero e via dicendo. Puoi rivelarci se c’è qualche genere che riscuote maggiormente il gradimento dei lettori?

Come detto, il giallo. Non intendo noir, thriller e accezioni varie, ma giallo classico, quello d’investigazione, per intenderci. Soprattutto quando a firmare le opere sono autrici donne, come Anne Perry, Ruth Rendell, Rhys Bowen, Maureen Jennings, Tessa Harris.

La proposta di autori italiani nelle varie collane si è fatta importante: com’è la risposta del pubblico? Siamo ancora lettori “anglofili” o abbiamo ampliato i nostri orizzonti?

“Urania” di agosto 2018

I lettori dell’edicola restano fortemente scettici nei confronti degli autori italiani, anche se pian piano stiamo risucendo a far loro capire che non tutto ciò che viene prodotto nel nostro Paese è mediocre (come è stata credenza comune per troppo tempo), anzi, ci sono opere di grande valore, basta avere voglia di provare a leggerle, anziché giudicare in base a pregiudizi, come troppo spesso avviene. Nel giallo, soprattutto, e nella spy story, per fortuna le cose stanno migliorando e gli autori nazionali stanno facendo registrare ottimi risultati di vendita. Pecora nera, come sempre la fantascienza, che sembra prediligere la narrativa anglosassone su qualsiasi altra.

Da qualche anno quasi tutte le uscite da edicola mondadoriane sono disponibili anche in eBook, quindi per la prima volta dalla nascita di queste storiche collane i titoli rimangono “in catalogo” anche dopo il mese di permanenza in cartaceo. Sai dirci se questa piccola rivoluzione ha avuto effetti tangibili? I digitali hanno trovato un loro pubblico come i cartacei?

Il digitale è una buona stampella per reggere i conti economici delle collane, però in certi casi (soprattutto con “Urania”) ha determinato anche un calo delle vendite in edicola, a dimostrazione che non si tratta di un pubblico parallelo, ma in alcuni casi che si sovrappone a quello della vendita del cartaceo. Se nei gialli e nella spy story questo avviene poco (i dati del digitale si sommano nelle vendite a quelli del cartaceo), con la fantascienza la tendenza dei lettori è quella di spostarsi sempre più sull’eBook, abbandonando però la carta. Il che significa che “Urania” diventa una collana a rischio, visto che il solo digitale non potrà mai reggere i costi di pubblicazione dei romanzi proposti.

Sono passati ormai più di sei anni da quella sera in cui annunciasti la nuova veste grafica delle uscite mondadoriane, che raccontai per ThrillerMagazine: ti hanno “perdonato” i collezionisti più incalliti?

2012: L’editor Franco Forte presenta la nuova veste grafica di “Segretissimo”.
(Foto di Stefano Di Marino)

Qualcuno sì, qualcuno no, soprattutto nelle collane più “tradizionaliste” (come “Urania”, tanto per cambiare). Ma alla fine quello che conta sono i romanzi che pubblichiamo, più che la veste grafica, e dunque è a questo che il pubblico guarda. Per nostra fortuna, dico, perché credo che l’offerta dell’edicola Mondadori sia di altissimo livello, per i prezzi a cui i libri vengono proposti.

Per finire, cosa ci dici di Franco Forte scrittore? A quando un tuo nuovo romanzo storico?

Ad aprile 2019 uscirà il primo libro di una grande saga storica che sto scrivendo, dedicata a Carlo Magno, il fondatore del Sacro Romano Impero. Un personaggio straordinario, molto complesso, che è stato capace di rivoluzionare l’èra medievale, portandoci in quella moderna. La sua saga la racconterò in due libri, il primo dedicato alla sua ascesa come re e poi come imperatore, il secondo, alla sua capacità di dominare il mondo.


Ringrazio Franco Forte per la sua disponibilità e ricordo la sua Pagina autore Amazon e la sua Pagina autore su Delos Digital.

L.

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8 commenti

Pubblicato da su settembre 10, 2018 in Interviste

 

8 risposte a “Intervista “da edicola” a Franco Forte

  1. theobsidianmirror

    settembre 10, 2018 at 6:58 am

    Davvero incredibile il fatto che il digitale di Urania stia cannibalizzando il cartaceo e che ciò non succeda nelle altre testate. E’ inspiegabile così come è stato inspiegabile il repentino fallimento della sottocollana “Urania Horror”, visto che credevo che i due generi fossero di interesse più o meno per lo stesso profilo di utente.
    Mi era anche venuto in mente, ad un certo punto, che una sottocollana horror avrebbe potuto avere più successo all’interno dei Gialli, ma evidentemente non è così (visto che tirano solo gli investigatori classici).
    Continuo invece a non spiegarmi l’esistenza dei “Segretissimi” e ad auspicare un ritorno dei “Cerchiorosso”.
    PS. A me la nuova vesta grafica è piaciuta subito. L’unica cosa che proprio non si può vedere è il titolo giustificato a sinistra che è apparso negli ultimi mesi, ma sono dettagli.

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      settembre 10, 2018 at 7:07 am

      All’epoca, quando su ThrillerMagazine presentai l’anteprima di Forte della nuova veste grafica, il popolo della rete esplose e schiere di collezionisti – che ora dovevano spezzare la grafica della propria esposizione – fecero il finimondo. Poi per fortuna si sono calmati 😛
      L’horror è davvero una bestia strana, e temo che sia davvero morto negli anni Ottanta: non conto più le volte che in rete e nei forum sento auspicare il ritorno dell’horror in libreria, ma poi quando questo succede… flop totale. Sono parecchi i tentativi di Urania Horror (ecco dieci anni di proposte) ma a quanto pare i lettori sono semplici nostalgici che sognano qualcosa che loro stessi, in primis, non comprerebbero mai. Perché la sognano e basta. Sognano l’horror, ma non quell’autore, neanche quell’altro, e no no, gli zombie no, i vampiri neanche, il paranormale bah, i vecchi no che sono ammuffiti, i giovani chi si credono di essere? E alla fine non comprano niente…
      Non invidio per nulla chi deve scegliere i titoli in edicola…

      Piace a 2 people

       
  2. Conte Gracula

    settembre 10, 2018 at 7:57 am

    La nuova grafica non è brutta, al limite mi dà fastidio (giusto un po’) per una trilogia iniziata con la vecchia e finita con la nuova. Nulla che già non mi sia successo, proprio con Urania, tra l’altro 😛
    Per la flessione delle vendite di Urania e non delle altre, mi chiedo se solo la rivista fantascientifica abbia sperimentato un aumento dei prezzi – potrebbe aver influito, ormai si parla di 6,50 € per le uscite “normali” e 6,90 € per la “collezione”, a cui si aggiunge la nuova Jumbo (stesso formato dei Millemondi, che mi pare siano a 7,90 €) a 9 € e qualcosa.

    Anche qui a Cagliari hanno chiuso un po’ di edicole, una cosa che negli anni ’90 mai avrei immaginato: continuando così immagino che diventeranno negozi di merci varie…

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    • Lucius Etruscus

      settembre 10, 2018 at 8:08 am

      Sicuramente il prezzo influisce, parlando di collane mensili di lunga data quindi impegnative per i portafogli.
      Ogni collana purtroppo conosce il triste momento del cambio di grafica che sballa tutte le collezioni, soprattutto – come dici bene tu – quando una serie di romanzi dello stesso autore si ritrova in vari formati diversi…

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  3. Ivano Landi

    settembre 10, 2018 at 3:12 PM

    Anche qua c’è la moria delle edicole. Solo nel raggio di un chilometro da casa mia ne hanno appena chiuse due.
    Io avrei un sogno proibito da rivelare al Sig. Forte: che Segretissimo si decidesse a pubblicare l’intera serie degli undici romanzi e le due raccolte di racconti di Modesty Blaise scritti da O’Donnell. Sono invecchiati benissimo e tutti inediti salvo quattro assenti da una vita dagli scaffali italiani… cosa che sarebbe impensabile per esempio nei paesi scandinavi dove vendono alla grande.

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    • Lucius Etruscus

      settembre 10, 2018 at 3:20 PM

      Spero di cuore che il tuo desdierio venga ascoltato, ma mi metto anche nei panni del lettore medio italiano: dubito fortemente posa apprezzare l’operazione…
      “Segretissimo” è una collana coraggiosissima che nel corso dei decenni ha portato in Italia un numero impressionante di eroi d’azione e personaggi seriali di tutto rispetto: a parte Remo Williams e Callaghan (che uscirono sulla compianta “Flash”) ogni eroe d’azione ha avuto almeno una capatina in collana. Il problema è che il pubblico non ha reagito con lo stesso entusiasmo con cui accoglie le mille ristampe di SAS, quindi alla fine i tanti e lodevoli esperimenti della collana non hanno potuto niente contro una risposta unica: “vogliamo SAS”…

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  4. Ivano Landi

    settembre 10, 2018 at 3:13 PM

    P.S. Hai notato che la parte superiore della foto dell’edicola è piena di riviste porno spalancate? ;-D

    Piace a 1 persona

     

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