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[Estate 2018] Intervista a Diego Lama

31 Ago

Per l’iniziativa “Estate 2018: Leggiamo italiano” ho incontrato l’autore insignito del prestigioso Premio Alberto Tedeschi.


Intervista a Diego Lama

Chi è Diego Lama e quale cocente passione muove uno scrittore come te?

Architetto e giornalista napoletano di 53 anni… Sono un gran lettore (romanzi e fumetti) e un gran amante del cinema… Ho scelto di diventare architetto perché sapevo disegnare abbastanza bene. Poi ho scoperto che la narrativa mi appassiona molto di più del cemento. Così mi sono dedicato alla scrittura con maggior consapevolezza. E dopo tanti anni…

Questo agosto arriva in edicola un’uscita “extra” del Giallo Mondadori: prima di tutto, cosa si prova a ritornare nella storica collana con un’uscita in solitaria?

Sono molto felice e parecchio emozionato per la pubblicazione di La settima notte di Veneruso: è sempre un gran onore uscire nella storica collana dei Gialli Mondadori in tutte le edicole italiane. Il mio precedente romanzo, La collera di Napoli vinse il Tedeschi, venne pubblicato nei Gialli e poi passò subito agli Oscar, magari potrebbe accadere di nuovo… Dipende dal pubblico. Spero che il libro piaccia: ha una struttura molto particolare.

Il romanzo in questione è “La settima notte di Veneruso”: cosa puoi raccontarci di questi sette casi del tuo commissario capo nella Napoli del 1884?

Si tratta di una terribile settimana per Veneruso: il libro racconto ciò che accade, dal lunedì alla domenica in una calda e fantomatica settimana del 1884 al povero commissario. Sette casi diversi, spesso raccapriccianti, in sette giorni, più sette afose notti nelle quali Veneruso cercherà inutilmente di addormentarsi, ma che diventano invece il preludio per l’ultima avventura, la settima notte di Veneruso, appunto…

Il tuo precedente Giallo Mondadori (n. 3136) era “La collera di Napoli“, ristampato poi per gli “Oscar Gialli” cosa ricordi di quella prima uscita in edicola?

È stato un libro fortunato: è piaciuto, tanto da vincere il Tedeschi, e poi da passare dai Gialli Mondadori agli Oscar. Continua a vendere e continua a ricevere belle recensioni. I libri diventano dei pezzi della propria esistenza e ti accompagnano per anni. Avrei solo voluto farlo leggere a mio padre, invece è morto poco prima dell’uscita.

Negli stessi “Oscar Gialli” sei ritornato con “Sceneggiata di morte“, sempre con il commissario Veneruso: cosa puoi raccontarci di quel romanzo?

Si tratta di una rivisitazione in chiave noir della commedia di Eduardo Filumena Marturano: una ex prostituta viene uccisa, lascia tre figli segreti, ma solo uno dei tre è figlio del suo compagno, e nessuno sa chi. Il compagno cercherà in tutti i modi di scoprirlo, tra delitti e tanto altro. Alla fine la soluzione la troverà Veneruso, molto diversa da ciò che tutti potrebbero aspettarsi…

In una tua uscita “Extra” del Giallo in edicola, nell’estate del 2016, hai partecipato all’antologia “Giallo di rigore“, a tema ovviamente calcistico: cosa ricordi di quell’esperienza?

Pur se napoletano non sono un gran appassionato di calcio: ho raccontato una storia contemporanea con protagonisti solo due camorristi chiusi in una stanza durante una partita famosa…

A proposito di antologie, per “Delos Digital” ha scritto ben cinquanta racconti sul tema “Il grande vuoto“: puoi dirci di più?

Si tratta di 50 microstorie. La storia di una sola pagina mi ha sempre molto affascinato: deve avere ritmo, struttura e un’idea forte, altrimenti non funziona. Non è facile: quando mi viene in mente un’idea io la registro sul mio telefono mentre cammino, poi riascolto e buttò giù, più o meno come l’ho concepita. Ne ho scritte molte così: alcune hanno avuto riconoscimenti interessanti… Magari un giorno metterò assieme il materiale per un’altra raccolta.

Per “Delos Crime” nel 2014 hai scritto “La casa del matto” e “La casa degli amori segreti“: come ti trovi ad affrontare un thriller più “moderno”?

Si tratta dei miei primi tentativi di noir professionale. Il protagonista è un giovane architetto calvo (come me), non molto soddisfatto del suo lavoro…

Non dimentichiamo l’horror, con la tua partecipazione alla saga “The Tube” di Franco Forte: cosa puoi dirci di quell’esperienza?

Ti dico che stimo moltissimo Franco Forte, da molto tempo: lui ha il potere di trascinarmi dove vuole, anche in storie “rosa”. L’horror, in ogni caso, è stata una mia remota passione, mai completamente scomparsa.

Sei un autore molto presente in eBook: cosa ne pensi di questa “nuova” editoria? La vedi come un ostacolo o come una risorsa aggiuntiva?

Gli ebook sono sicuramente una risorsa e una necessità ora che il mondo della comunicazione e dei sogni è stato completamente appaltato dal digitale. Io continuo a preferire la carta.

Questa estate staccherai completamente, in vacanza, o avrai sempre a portata di mano penna e/o tastiera?

Sempre penna, matita e pennello, e computer, e chi può farne a meno di scrivere? poi magari butto tutto: si scrive per scrivere.

Per finire, ti chiedo un consiglio triplo per i lettori: un luogo da visitare questa estate, un film da vedere (di qualsiasi periodo) e un libro da leggere in vacanza (oltre ovviamente ai tuoi titoli).

Luogo: Napoli, la mia città. Vedi Napoli e poi muori. La città dove si piange due volte: quando si arriva e quando si va via…

Film tantissimi, uno a caso: Angeli con la pistola (1961) di Frank Capra.

Libri? Ovviamente solo i miei: inizierei con La settima notte di Veneruso in edicola dal 4 agosto, e poi con gli altri…


Chiudo ricordando i libri di Diego Lama disponibili su Amazon e Delos Digital.

L.

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Pubblicato da su agosto 31, 2018 in Interviste

 

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