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[Estate 2018] Intervista a Marco Minicangeli

24 Ago

Per l’iniziativa “Estate 2018: Leggiamo italiano” ho incontrato un autore nerissimo.


Intervista a Marco Minicangeli

Per chi non ti conoscesse, chi è Marco Minicangeli e quale cocente passione muove uno scrittore come te?

Ho letto da qualche parte che scrivere significa vivere tante vite. Ecco, mi piace questa descrizione della scrittura: mi porta a vivere la mia vita e poi quella dei miei personaggi inseriti nelle loro storie. Lo ha detto Eco, ma anche Murakami.

Questo giugno la Delos presenta il tuo “Hard Boiled Love” nella collana “Delos Crime”: cosa puoi raccontarci di questa torbida storia?

Sì… l’hard boiled mi è sempre piaciuto. Il cinema “nero” americano (per intenderci quello che nelle inquadrature aveva sempre la “volta” nera) è parte integrante del mio immaginario. Ecco, volevo provare a scrivere una storia del genere, una storia senza speranza in cui il finale… ma insomma, non mi far anticipare nulla. “Bello”, il protagonista, è lì che vi attende.

Per “Delos Crime” in passato hai già pubblicato “I killer di Jahve” (2015), “Elena” (2015) ed “Elogio all’immondizia” (2016): ti va di presentarceli?

I killer di Javhe è una spy story che inizialmente era più breve e doveva essere pubblicato in appendice a un “Segretissimo”. L’accordo era stato preso con il mai troppo compianto Alan Altieri. Sparito lui non se ne è fatto più nulla, allora l’ho rivisto e ampliato. Elena è un racconto sui segreti di ognuno di noi. Elogio all’immondizia quasi un racconto di resistenza civile.

Per inKnot lo scorso aprile hai presentato la saga “Conti in sospeso“: in cosa consiste?

Sono tre romanzi, che sono stati tutti e tre pubblicati. Conti in sospeso è il primo della serie, ed adesso per Inknot lo abbiamo ritirato fuori, dopo averlo abbondantemente rieditato. È interessante tornare sui tuoi vecchi romanzi, marcano una distanza temporale da quello che eri che porta veramente a fare i conti con te stesso.

Gli altri due sono La storia sporca e All’ombra del suo corpo.

Il nero è il tuo colore, ma a quanto ho capito il tuo cuore è diviso a metà, e l’altra parte è occupata dalla fantascienza, tanto che nel 2003 insieme a Fabio Giovannini hai stilato per Castelvecchi una “Storia del romanzo di fantascienza“: com’è stata quell’esperienza?

La fantascienza è il mio primo amore. Fare quel libro con Fabio (forse il più grande esperto di Dracula, a cui ha dedicato diversi libri) è stato moto interessante. Da lui ho imparato molte cose.

La prima volta che ti ho letto è stata nel 2010, quando sei uscito in edicola con “Uomo alla n”: che sensazione ti ha fatto apparire nella storica collana “Segretissimo”?

Molto bello. Altieri mi ha fatto riscrivere quel libro diverse volte, ma da lui ho imparato moltissimo.

Sono passati quasi vent’anni dalla tua “Malaroma. Guida al lato oscuro della Città Eterna“, scritto insieme ad Aldo Musci: quanto pensi sia cambiata la nostra povera Roma? È ancora terra fertile per trame nere?

Accidenti, sì… ma più che di Malaroma parlerei dell’esperienza romanza del movimento NeoNoir di cui ho fatto parte insieme a Fabio Giovannini, Antonio Tentori, Alda Teodorani, Aldo Musci, Cladio Pellegrini… Rivendico il fatto che noi siamo stati i primi a parlare e a scrivere certe cose. Il problema (se così vogliamo dire) è che lo abbiamo fatto con piccole case editrici e non con Feltrinelli e Mondadori. Acquisti in libertà espressiva, perdi in visibilità.

Da anni sei attivo nel mondo degli eBook. Fermo restando che la carta piace a noi tutti ed è imprescindibile, non pensi che l’editoria abbia anch’essa i suoi vantaggi? Per esempio i tuoi titoli sono sempre disponibili, e non è poco. Che ne pensi?

Penso che Carta e Digitale continueranno ad integrarsi l’un l’altro. Inknot nasceva come casa editrice digitale (nomen omen), poi però si è in parte piegata alla carta. Non bisogna essere talebani, ma solo avere un po’ di sano buonsenso.

Questa estate ti ritaglierai una vacanza di stacco totale dalla scrittura o comunque terrai sempre la penna (o la tastiera) a portata di mano anche in ferie?

Scrivere-as-way-of-life.

Per finire, ti chiedo un consiglio triplo per i lettori: un luogo da visitare questa estate, un film thriller e un film di fantascienza da vedere (di qualsiasi periodo) e un libro thriller e uno di fantascienza da leggere in vacanza (oltre ovviamente ai tuoi titoli).

Troppi consigli. Leggetevi J.G. Ballard, darete uno sguardo al futuro.


Chiudo ricordando i libri di Marco Minicangeli disponibili su Amazon.

L.

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1 Commento

Pubblicato da su agosto 24, 2018 in Interviste

 

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