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[Estate 2018] Intervista ad Alessio Gallerani

13 Ago

Per l’iniziativa “Estate 2018: Leggiamo italiano” ho incontrato un audace viaggiatore degli universi narrativi.


Intervista ad Alessio Gallerani

Per chi non ti conoscesse, chi è Alessio Gallerani e quale cocente passione muove uno scrittore come te?

La passione di raccontare storie. Quando ero più giovane ero tormentato dalla passione dei fumetti (di tutti i generi), li leggevo e li facevo (meglio: ci provavo), ma quello che mi interessava di più era raccontare la storia dietro il disegno, così ho iniziato a scrivere.

All’inizio erano solo abbozzi di racconti o di romanzi, poi sono arrivato a mettere la parola fine a uno di questi. Era il mio primo romanzo.

Era orrendo e non lo leggerete, tranquilli. Magari un giorno lo riscriverò.

In questi giorni arriva in edicola il “Segretissimo Special” contenente il tuo romanzo vincitore del Premio Altieri: prima di tutto, che effetto fa ritrovarsi nelle edicole di tutta Italia in una collana così storica?

Un effetto di straniamento. Sono veramente io l’autore sulla copertina??

Quando avrò in mano il libro ti aggiornerò sul mio stato mentale. Per ora anch’io aspetto con ansia l’uscita in edicola del romanzo. Penso che per i primi tempi vagherò in tutte le edicole alla mia portata a verificare che lo abbiano.

Il compianto Sergio Altieri è una colonna portante della narrativa italiana: cosa si prova a vincere un premio a lui dedicato?

Lo sento come un grande onore. Ammiravo molto Sergio come persona, e ammiro molto la sua scrittura: penso si possano notare le sue influenze anche nella mia. Da quando ho iniziato a scrivere regolarmente, in tutte le interviste e nelle presentazioni dei miei romanzi ho sempre citato Sergio “Alan D.” Altieri come uno dei miei scrittori preferiti. Avere un romanzo in edicola con un premio a suo nome mi emoziona particolarmente, e allo stesso tempo mi rattrista il fatto che non sia più fra noi.

Bando ai sentimenti e passiamo al tuo romanzo: puoi parlarcene? E puoi presentarci questi nuovi eroi di Segretissimo, gli “Infallibili”?

Il perché di “Infallibili” lo spiegherò alla fine.

Il protagonista del romanzo, Bruce Pantera, è un eroe non ancora maturo. Entra di malavoglia in questa agenzia europea in funzione antiterrorismo, e lo fa solo perché ricattato. È abilissimo nel combattimento corpo a corpo a mani nude; il nome Bruce, in onore di Bruce Lee, glielo ha affibbiato la madre cinese, sua prima maestra di arti marziali. Ma Bruce non è ancora un vero agente, e ne ha una conferma da colui che lo ha reclutato, John Giuliani; «Bruce hai una mira di m***a».

Bruce Pantera ha un passato da sportivo di prim’ordine, ma deve abbandonare forzatamente questa carriera, lo si vede dal prologo. Si trasferirà in una città molto grande e molto pericolosa, dallo zio, e questo servirà a temprarlo.

Poi… poi leggetelo, non vi racconterò più nulla.

Ah, già, vi dovevo spiegare il perché di “Infallibili”. Penso che nella scrittura siamo tutti influenzati dalle storie che leggiamo o vediamo rappresentate. C’è una bellissima serie televisiva degli anni ’70, in cui un agente di mezza età dirige due agenti, uomo e donna, in un’ambientazione molto “british”. Qualcuno si ricorda qual è il titolo italiano di quella serie?

Dal 2014 hai scritto diversi titoli di “Dream Force” (Delos), la collana bollente di Stefano Di Marino: come ti sei trovato “a casa del Professionista”? C’è qualche titolo in particolare che ti ha divertito maggiormente scrivere?

Be’, mi sono molto divertito a scrivere Diamond Pussy, per la sua ambientazione strampalata, una piscina di vetro che fa da ponte tra due palazzi a Londra. Strampalata, ma fino a un certo punto: il progetto per realizzare tale assurda piscina esiste veramente.

Mi piace scegliere notizie vere ma insolite come ispirazione per una storia.

Nel 2017 la Astro Edizioni ha pubblicato “Nimbus“, ma ora devi essere sincero: è un thriller paranormale o è un horror?

Perché mi fai questa domanda? Lo sai che non posso rispondere. Se dicessi che è un horror… Ma non lo dico.

Il protagonista del romanzo comunque è un normalissimo liceale di sedici anni, che scopre di non avere più il cervello. Ne ha solo il dieci per cento in realtà, ma la sua intelligenza non sembra risentirne; come’è possibile? Simon, il nome del protagonista, vive una vita normale fin quando non sprofonda in un incubo dal quale non sembra esserci via d’uscita, né per lui, né per la sua ragazza, e questa è la cosa più terribile.

Questo romanzo, anche se è difficile da spiegare alle persone, mi ha dato molte soddisfazioni nei vari firmacopie che ho fatto tra Bologna, Ferrara e la riviera romagnola, o alle fiere di settore, come il Salone del libro di Torino o il Lucca Comics.

Nel 2017 hai pubblicato il romanzo storico “Litania. Massacro nella foresta oscura“, portandoci tutti «in un piccolo paese della bassa padana, vicino Bologna» nel 216 a.C. Cosa puoi raccontarci di questo testo?

Una storia cupa ambientata tra il 216 avanti Cristo, la Roma repubblicana, e i giorni nostri. Tito Livio è l’unico che scrive qualche riga sulla battaglia della Selva Litana, combattuta nelle pianure del Po tra Roma e i Galli Boi, che è il fulcro della storia. Io l’ho “rivisitata” a modo mio, approfittando del fatto che se ne sa poco o nulla, a partire dal luogo esatto in cui è stata combattuta.

Si passa poi al thriller-noir con “Game, Death, Match!“, nel 2015 con un campione di tennis… assassino! Puoi parlarcene?

Che ne diresti se qualche sportivo si drogasse per vincere? Molto scorretto. Ma se questo sportivo del tennis, numero uno del mondo, si “facesse” di una droga non rilevabile da nessun test antidoping? Ancora più scorretto. E se questa droga consistesse nell’atto di uccidere qualcuno?

Alla tua parata di generi non può mancare la fantascienza, e già sai a cosa mi riferisco: “Idiota Universo” del 2011, il delizioso eBook con cui ti ho conosciuto per la prima volta, chiedendoti l’amicizia su facebook. Cosa ricordi di quel titolo?

È fantascienza piuttosto scanzonata. Umoristica se vogliamo. Sempre che si riesca a ridere di una piratessa spaziale sado-maso che ha sottratto un carico prezioso, vitale direi, per i minatori delle colonie.

Da cosa è costituito questo carico? Non posso spiegartelo in questa sede.

Come dicevo, ti ho visto “nascere” nel mondo digitale. Gli anni sono passati e hai continuato a crescere a livello esponenziale. Cosa ne pensi dunque, oggi, degli eBook? L’editoria digitale è un “pericolo” per la cartacea o una compagna di viaggio?

Forse che la pittura è sparita quando hanno inventato la fotografia?

Il libro cartaceo sopravviverà finché ce ne sarà richiesta, alternandosi al libro digitale che magari è meno fascinoso ma più comodo sotto molti aspetti, come la fruibilità quasi immediata e la portabilità estrema. Io acquisto libri digitali e cartacei a seconda delle esigenze, del prezzo e della reperibilità.

Come postavo l’altro giorno su un social: nel 2015 mi hanno pubblicato un racconto in coda al romanzo Che diavolo di spia, quel SAS sulla collana Segretissimo SAS, dal titolo Uccidete il testimone, il cui protagonista è co-protagonista nel romanzo Il nido dei predatori. Adesso quel SAS non è più reperibile in edicola, ma rimane in catalogo il digitale, disponibile in qualsiasi momento.

Questa estate ti ritaglierai una vacanza di stacco totale dalla scrittura o comunque terrai sempre la penna (o la tastiera) a portata di mano anche in ferie?

Le mie vacanze sono sempre piuttosto brevi, ma considera che a volte scrivo con un’applicazione dello smartphone…

Per finire, ti chiedo un consiglio triplo per i lettori: un luogo da visitare questa estate, un film da vedere (di qualsiasi periodo) e un libro da leggere in vacanza (oltre ovviamente ai tuoi titoli).

Per i luoghi da visitare mi ricollego a “Litania”. Chi è interessato alla storia, al passato, all’archeologia, ma anche a chi non frega nulla di queste cose, consiglio di passare una giornata a Ostia antica; di sicuro meno eclatante di Pompei, ma altrettanto interessante, anzi forse di più.

Per non andare troppo indietro nel tempo sui film: Django Unchained (2012) di Quentin Tarantino. Ogni tanto me lo riguardo per gasarmi un po’.

Il libro: Paradise Sky (2015), del buon vecchio Joe R. Lansdale. Da leggere sotto l’ombrellone, ma buono anche da gustare sul divano di casa, oppure in pausa pranzo alla mensa aziendale se i colleghi sono in vacanza.


Chiudo ricordando i libri di Alessio Gallerani disponibili su Amazon e Delos Digital.

L.

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1 Commento

Pubblicato da su agosto 13, 2018 in Interviste

 

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