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[Estate 2018] Intervista ad Andrea Valeri

01 Ago

Per l’iniziativa “Estate 2018: Leggiamo italiano” ho incontrato uno scrittore che non ha paura dei generi narrativi: sono questi ad aver paura di lui!


Intervista ad Andrea Valeri

Per chi non ti conoscesse, chi è Andrea Valeri e quale cocente passione muove uno scrittore come te?

Sono un lettore vorace e scrivo da sempre. Sono anche appassionato di cinema, musica e videogiochi. Utilizzo il mio bagaglio di suggestioni per creare i miei mondi. Ho condotto un programma radiofonico, scritto recensioni musicali e mi sono anche cimentato nel fantastico mondo delle sceneggiature. Da alcuni anni scrivo per la Delos Digital.

Lo scorso maggio Delos Digital ha pubblicato il tuo “Torbido inganno” nella collana a tinte forti “Dream Force”: puoi parlarci di questo tuo nuovo titolo? È “bollente” come sembra?

Si tratta dell’ultimo episodio delle avventure del Marchese, una sorta di lunga caccia al tesoro che attraversa tutta l’Asia Centrale. La serie è iniziata con Luce di sangue e conta finora nove capitoli. Caratteristica della collana “Dream Force” è proprio quella di offrire titoli che mescolino all’azione e all’intrigo forti dosi di sensualità. Devo dire che in questo senso, il Marchese non è certo uno che si tira indietro, che si tratti di gettarsi in una sfida rischiosa o di corteggiare una bella donna. Leggere per credere.

“Torbido inganno” è il nuovo titolo di una lunga saga iniziata nel 2014: ti rifai di più alla narrativa spy o al thriller? Oppure ti piace fondere tutto?

Ho scritto per “Dream Force” due serie. La prima parla di un’agenzia investigativa non convenzionale chiamata “Dark Eye” e della sua lotta contro la Crab, una diabolica multinazionale del crimine. Il Marchese qui è uno dei cattivi e la sua figura mi ha divertito abbastanza da meritarsi una serie tutta sua, quella in corso tuttora. In entrambe le serie è facile trovare riferimenti sia alla spy story, sia al thriller, ma anche, in generale, al romanzo d’azione e d’avventura. Non mi piace mettere dei paletti a quello che scrivo e spesso è possibile rintracciare altre influenze, come l’horror o la fantascienza.

Per Delos Digital nel 2017 hai anche curato la saga piratesca di Black Keel: che effetto ti ha fatto affrontare un genere letterario così autorevole?

Sono cresciuto con grandi autori che facevano dell’avventura il perno centrale della loro scrittura. Penso a Salgari, Stevenson, Verne o Defoe. Inevitabilmente parlare di pirati significa per me confrontarsi con tutta una serie di emozionanti letture. Se da un lato la cosa mi spaventa, dall’altra mi affascina. Con la speranza che i miei pirati abbiano reso onore almeno un po’ a tutti quelli che mi hanno preceduto!

Non manca la tua firma nel genere western, con la saga di Gold Creek: la tua formazione western è più letteraria o più filmica?

Vedevo film western con mio padre fin da bambino e la Frontiera è rimasta per me un territorio mitico, fuori dal tempo, una sorta di archetipo fondamentale del racconto d’Avventura con la A maiuscola. Direi quindi che i film sono stati decisamente più importanti.

Sei molto attivo nel campo degli eBook: cosa ne pensi dell’editoria digitale? Che effetto fa sapere di essere sempre disponibile negli eStore?

L’editoria digitale è senza dubbio un ottimo modo per farsi conoscere. Gli eBook sono molto comodi per chi viaggia, sono economici ed è possibile trovare molti titoli non disponibili in formato cartaceo. Detto questo, il libro vero e proprio rimarrà sempre insuperabile, per quel che mi riguarda.

Puoi anticiparci qualche progetto per il futuro? Hai altri episodi di “Dream Force” nel cassetto?

Sto ultimando un thriller ambientato a Roma, poi c’è in ballo il seguito del mio romanzo Il sole di ferro, uscito sempre per Delos Digital nella collana Odissea, e un nuovo episodio di Dream Force. Ci sono anche altri lavori in programma e idee da sviluppare, anche se è prematuro parlarne ora.

Questa estate ti ritaglierai una vacanza di stacco totale dalla scrittura o comunque terrai sempre la penna (o la tastiera) a portata di mano anche in ferie?

Uno scrittore non stacca mai. Penna e tastiera restano sempre a portata di mano, giorno e notte! Leggere e scrivere sono attività inscindibili, da cui è impossibile sganciarsi. È una passione molto forte, come quello per una donna bellissima e sfuggente, in grado di regalare grandi soddisfazioni ma a prezzo di grandi sacrifici.

Per finire, ti chiedo un consiglio triplo per i lettori: un luogo da visitare questa estate, un film da vedere (di qualsiasi periodo) e un libro da leggere in vacanza (oltre ovviamente ai tuoi titoli).

Per chi come me è cresciuto nel mondo dei fumetti e dei videogiochi, Tokyo e il Giappone rappresentano una tappa fondamentale. Se poi amate anche il lato più tradizionale della storia nipponica e il buon cibo, questo è un luogo imprescindibile.

Il film che consiglio è una pellicola che ho rivisto in tempi recenti, sorprendendomi oggi come quando lo vidi da ragazzino. Si tratta de Il maratoneta (1976), con Dustin Hoffman.

Di libri ne consiglio due, uno italiano e uno francese. L’ottimo Massimo Carlotto con Il turista (2016), noir tagliente ed efficace, e Non spegnere la luce (2014) di Bernard Minier, un thriller da non perdere.


Chiudo ricordando i libri di Andrea Valeri disponibili su Amazon e su Delos Digital.

L.

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1 Commento

Pubblicato da su agosto 1, 2018 in Interviste

 

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