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[Estate 2018] Intervista a Alberto Odone

23 Lug

Per l’iniziativa “Estate 2018: Leggiamo italiano” ho incontrato il vincitore del prestigioso Premio Alberto Tedeschi.


Intervista ad Alberto Odone

Per chi non ti conoscesse, chi è Alberto Odone e quale cocente passione muove uno scrittore come te?

La passione per fabbricare storie. Raccontare è tenere insieme il tessuto del mondo e anche tenere insieme noi stessi, che siamo la storia che ci raccontiamo ogni giorno. A volte arrivo a pensare che sia un istinto primario, o almeno per me lo è. Ma assieme alla passione di fabbricare c’è anche la passione per le storie altrui, soprattutto in forma di letteratura ma anche di cinema, di fumetto, di teatro.

Il Premio Alberto Tedeschi è un’istituzione di cui l’editoria italiana va giustamente fiera: cosa si prova ad averlo vinto quest’anno?

Una grande soddisfazione, guardo i nomi di chi ci è passato prima di me, penso alla qualità dei loro romanzi e quasi mi stupisco di essere fra loro. In molti casi si tratta di opere di valore letterario così alto da trascendere il genere e da collocarsi fra le migliori opere delle letteratura italiana contemporanea. E in questo, specialmente negli ultimi anni, grande merito va alla svolta impressa dall’editor della collana Franco Forte.

Il tuo romanzo vincitore, “La meccanica del delitto”, è in edicola questo mese: vuoi parlarci di questa storia ambientata nella Monaco del 1920?

In una città in cui i movimenti di estrema destra ed in particolare il neonato partito nazionalsocialista sta cominciando ad impossessarsi delle leve del potere, un uomo di grande coraggio, l’ispettore della Kripo Kurt Meingast è disposto a rischiare tutto per ripristinare quel poco di giustizia che le circostanze consentono. È un romanzo le cui atmosfere sono plasmate sulle ombre dilatate del cinema espressionista tedesco, questo romanzo nello specifico riprende quelle de Il Gabinetto del Dottor Caligari (1920). Nella mia mente è il primo volume di una trilogia che copre il periodo dal 1920 al 1933, anno della definitiva presa del potere da parte del nazismo.

Questo romanzo è pubblicato come numero 27 della collana speciale “Il Giallo Mondadori ORO”, quindi sei entrato a far parte anche di un’altra istituzione italiana come il Giallo: seguivi qualche suo autore, che ora puoi considerare “collega”?

Come ho detto il Giallo propone autori che, pur restando incardinati nel genere, hanno prodotto opere di assoluto valore letterario: Diego Lama, Andrea Franco, Enrico Luceri, Cristiana Astori, Marzia Musneci, per citare quelli che amo di più. E ci sono bravissimi giovani autori che incalzano e che sul Giallo hanno già pubblicato diversi racconti, come Luca di Gialleonardo.

Avevi già “colpito” nel giallo storico con “Prestige” (Delos History Crime) nel 2016: cosa puoi raccontarci di quel thriller ambientato negli Stati Uniti del 1925?

Come si sarà capito, amo il romanzo storico, il gusto di ricostruire un’epoca, una temperie culturale, un’atmosfera. Qui il protagonista, il Capitano L.B. James della Polizia di Stato del Rhode Island, è un detective molto particolare, che risolve casi complessi grazie al contributo di prestigiosi “aiutanti” del momento (diversi di racconto in racconto e quasi sempre personaggi storici o della letteratura molto noti) e diventa una leggenda delle detective novel quasi suo malgrado e senza grande merito.

Non dimentichiamo “L’uomo col basco del Che” (Delos Crime), sempre del 2016: cosa ricordi di quel titolo?

Amo il romanzo storico, ma anche le grandi storie di attualità e di ambientazione italiana (Milano nella fattispecie). Qui compare il mio primo personaggio seriale, il Commissario Scholl: presuntuoso, geniale, insofferente alle regole e amante dell’intellettualismo fine a se stesso (cita Heisenberg o Spinoza con estrema facilità). Qui ha a che fare con un mistero che riguarda il vero, originale basco del “Che” Guevara. Scholl era già comparso sulle pagine de “Il Giallo Mondadori” nella raccolta Giallo 24 e L’uomo col basco del Che era contenuto in una raccolta che fu finalista al Premio Calvino.

Sei ormai entrato anche tu nel grande mondo dell’editoria digitale: cosa si prova a far parte di un catalogo sempre disponibile?

Sono un gran lettore di eBook. Sono un preziosissimo aiuto ad ampliare il bacino dei lettori.

Questa estate ti ritaglierai una vacanza di stacco totale dalla scrittura o comunque terrai sempre la penna (o la tastiera) a portata di mano anche in ferie?

Sto ultimando quella che considero una sfida al mio animo di giallista, un apocrifo di Sherlock Holmes, poi c’è il secondo romanzo di Meingast che mi attende. Grosse pause non ne vedo all’orizzonte.

Per finire, ti chiedo un consiglio triplo per i lettori: un luogo da visitare questa estate, un film da vedere (di qualsiasi periodo) e un libro da leggere in vacanza (oltre ovviamente al tuo romanzo).

La Norvegia il luogo, Memento (2000) di Cristopher Nolan il film, Il fabbricante di eco (The Echo Maker, 2006) di Richard Powers il romanzo.

Un caro saluto e a presto.


Chiudo ricordando i libri di Alberto Odone disponibili su Amazon e su Delos Digital.

L.

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1 Commento

Pubblicato da su luglio 23, 2018 in Interviste

 

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