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[Estate 2018] Intervista a Pasquale Ruju

16 Lug

Per l’iniziativa “Estate 2018: Leggiamo italiano” ho incontrato l’autore che si divide tra cinema, TV, libri e fumetti.


Pasquale Ruju


Intervista a Pasquale Ruju

Per chi non ti conoscesse, chi è Pasquale Ruju e quale cocente passione muove uno scrittore come te?

Quella di raccontare storie, indubbiamente. Le ho raccontate in teatro e nel cinema indipendente, come attore e regista, e perfino nel doppiaggio, prestando la mia voce a personaggi di fiction televisive, film e cartoni animati. Le ho raccontate attraverso i fumetti, con protagonisti miei o di altri. E da relativamente pochi anni, dopo alcuni vecchi racconti, ho riscoperto il piacere di raccontarle in prosa. Un piacere e un divertimento cui non saprei più rinunciare.

Lo scorso maggio per edizioni e/o è uscito “Stagione di cenere”, un romanzo a dir poco… “scottante”! Vuoi raccontarcelo?

È un noir con venature hard-boiled, ambientato in Sardegna, fra la scintillante Costa Smeralda e l’interno montuoso e selvaggio. Esce per le Edizioni E/O nella collana Sabot/Age, curata e diretta da Massimo Carlotto e Colomba Rossi. Come è nella filosofia della collana, il romanzo si incentra su un nervo scoperto della nostra società. Il tema che ho scelto è quello della mafia degli incendi, l’industria criminale che guadagna dai roghi, distruggendo ogni estate migliaia di ettari di terre e boschi, in tutto il Mediterraneo.

Ritroviamo il tuo eroe Franco Zanna, che avevamo già incontrato in “Nero di mare” nel 2017: cosa ricordi di quella sua prima avventura?

Franco Zanna è un ex reporter di successo, trasformato da un terribile episodio in un paparazzo semi alcolizzato. Opera durante la stagione estiva fra Barbagia e Costa Smeralda, fotografando vip, personaggi di successo, coppiette clandestine ma anche individui molto più sinistri e pericolosi. In Nero di mare si era confrontato con un clan di rapinatori insospettabili, e al tempo stesso aveva cominciato a recuperare un rapporto con una figlia fino ad allora quasi sconosciuta, la dolce adolescente Valentina. In Stagione di cenere ritroveremo lei come altri personaggi della strana famiglia vicaria che circonda Zanna, la sexy e sboccata datrice di lavoro Irene, la burbera barista Cosima e il vecchio ma ancora micidiale zio Gonario, l’ultimo dei banditi sardi.

Di diverso genere il tuo “Un caso come gli altri” del 2016, con una grintosa donna protagonista: vuoi parlarcene?

Quella era una storia di ’Ndrangheta al femminile, ispirata a un mio cortometraggio, interpretato dalle splendide attrici Stella Bevilacqua e Grazia Audero. Il loro lavoro mi ha aiutato molto nel delineare le personalità delle due protagoniste del romanzo: una vedova di ’Ndrangheta che si confronta con un sostituto procuratore, donna come lei, durante un interrogatorio serrato e drammatico in una stazione di polizia. Attraverso le loro parole emergerà la storia di una intera stagione criminale, che ha portato la malavita organizzata a occupare le ricche città del nord Italia e poi a espandersi in tutto il mondo. Fino a un finale difficile da prevedere, ma che a quanto dicono ha lasciato il segno.

Oltre ad uno scrittore appassionato sei un noto fumettista: ti viene spontaneo dividerti fra questi due media o serve un deciso controllo della creatività?

Non riesco sicuramente a fare le due cose insieme. Il modo di lavorare è differente e scrivere un nuovo romanzo mi assorbe in modo completo. Per questo mi prendo due mesi di tempo, di solito in estate, per completare la prima stesura. Poi torno alla sceneggiatura, che richiede una creatività più “controllata”, veicolata al lavoro del disegnatore e alle necessità di un impianto seriale. Due mestieri assimilabili ma diversi, dunque, che amo però allo stesso modo. In fondo, come ho detto, si tratta sempre di raccontare storie!

In questo periodo sei in edicola con uno dei vari personaggi Bonelli che hai curato: Tex. Oltre al MaxiTex di quest’anno, da febbraio sei alla guida delle storie mensili: che effetto fa gestire una colonna portante del fumetto italiano?

È una bella responsabilità. Cerco, come gli altri colleghi (Mauro Boselli fra tutti), di farmene carico lavorando al meglio, e con continuità. Scrivere Tex e scriverlo bene, all’altezza delle aspettative di centinaia di migliaia di lettori, richiede un impegno costante.

I tuoi romanzi sono disponibili anche in eBook: che ne pensi dell’editoria digitale? La consideri un modo per raggiungere più lettori e per essere sempre “in catalogo” o la vedi come un rischio? E cosa pensi del fumetto digitale, ancora abbastanza raro in Italia?

L’editoria digitale fatica un po’ ad affermarsi nel nostro Paese, e sicuramente nel fumetto è davvero di nicchia, forse anche perché non c’è un device “giusto”, che offra una esperienza paragonabile a quella che il lettore ottiene con gli albi cartacei. Personalmente possiedo un Kindle, che uso per lo più in viaggio, e lo trovo molto comodo. A casa leggo libri tradizionali. Non vedo l’affermazione degli eBook come un pericolo, in ogni caso. Sono convinto che, come è successo per la musica, arriveranno presto – alcune le vediamo già – strategie di mercato volte a garantire gli autori e ad avvicinare sempre nuovi lettori alle nostre storie.

Questa estate ti ritaglierai una vacanza di stacco totale dalla scrittura o comunque terrai sempre la penna (o la tastiera) a portata di mano anche in ferie?

La tastiera (quella dell’iPad, con cui ho scritto tutti e tre i miei romanzi) sarà sempre a portata di mano!

Per finire, ti chiedo un consiglio quadruplo per i lettori: un luogo da visitare questa estate, un film da vedere (di qualsiasi periodo), un libro da leggere in vacanza (oltre ovviamente ai tuoi titoli) e un fumetto o un graphic novel da mettere in valigia.

Come luogo, la Sardegna dell’interno. La Barbagia, in particolare. Per chi volesse venire sull’Isola, un’esperienza differente e memorabile, anche rispetto al bel mare delle nostre spiagge.

Come film, direi Manhunter (1986) di Michael Mann, prequel de Il silenzio degli innocenti. Un thriller freddo e teso come pochi, che inchioda alla sedia anche dopo molto anni.

Fra i libri, ho amato molto La buona legge di Mariasole (2015), di Luigi Romolo Carrino. Un noir di ambientazione napoletana, duro ma poetico, incredibilmente ben scritto, da recuperare per chi non conoscesse l’autore.

Fumetto da mettere in valigia? Restando sul genere, sicuramente la raccolta de Lo sconosciuto di Magnus. Da scoprire o riscoprire.


Pasquale Ruju


Chiudo ricordando i libri di Pasquale Ruju disponibili su Amazon e la sua pagina del sito Sergio Bonelli Editore.

L.

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Pubblicato da su luglio 16, 2018 in Interviste

 

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