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[Estate 2018] Intervista ad Errico Passaro

22 Giu

Lo scorso maggio è arrivato in edicola il terzo romanzo della serie LEX [Law Enforcement X]: è nato un nuovo eroe di “Segretissimo” (Mondadori) e il suo nome è Errico Passaro.

Con LEX: Tolleranza zero (disponibile anche in eBook) – che trovate schedato negli Archivi di Uruk – si afferma il lato spy di un autore votato al fantastico: ecco la scheda del Catalogo Vegetti che dimostra la passione per la narrativa fantastica di questo autore.

Per l’iniziativa “Estate 2018: Leggiamo italiano” ho incontrato Errico Passaro per conoscerlo meglio.


Errico Passaro sulla diga di Assuan (per concessione dell’autore)


Intervista ad Errico Passaro

Per chi non ti conoscesse, chi è Errico Passaro e quale cocente passione muove uno scrittore come te?

Sono un amante della letteratura senza distinzioni di genere. Mi eccita la sfida di confrontarmi con codici linguistici sempre diversi.

Lo scorso maggio è uscito in edicola (e negli eStore) il terzo romanzo di LEX nella storica collana “Segretissimo”: come presenteresti questa serie spy action a chi non la conosce?

LEX è un cocktail di azione, intrigo, sesso, scenari esotici, con un ingrediente in più rappresentato dal retroterra giuridico-militare del protagonista, un “avvocato con le stellette” in perenne conflitto fra le esigenze dell’azione e i rigori della legge. Volendo coniare una nuova etichetta, lo si potrebbe definire uno “spy legal”.

La tua biografia sul citato volume dice che lavori per l’Aeronautica militare: quanto c’è di te in ciò che racconti?

In LEX molto: la serie nasce da un’intuizione di Franco Forte, che, vedendomi in uniforme durante un incontro romano, mi suggerì di scrivere qualcosa che potesse capitalizzare in senso narrativo la mia esperienza di “JAG” italiano. Nel resto della mia produzione, meno, perché rifuggo dall’indulgere a riferimenti autobiografici.

In realtà tu nasci in tutt’altro genere, molto più “fantastico”: come mai dopo tanti anni – avendo tu esordito sul finire degli anni Ottanta – hai deciso di fare un “salto” così sostanziale?

In realtà non ho mai abbandonato il filone fantastico, perché continuo a scrivere racconti e romanzi di fantascienza, fantasia eroica e horror. Tuttavia, mi devo scontrare come tutti con le angustie del mercato editoriale e, parallelamente al mio vecchio amore, ho pensato di diversificare la mia produzione. D’altronde, come tu mi insegni, nel mondo anglosassone gli scrittori spaziano tra i vari generi senza porsi troppi problemi.

Prima di “Segretissimo” sei stato pubblicato anche su “Urania”: cosa si prova a far parte di collane così storiche?

Per la precisione, sono stato pubblicato su tutte e tre le collane storiche da edicola di Mondadori, “Giallo Mondadori” compreso con un raccontino. Be’, che dirti… una soddisfazione indescrivibile, sopratutto nel guadagnare la fiducia degli appassionati dei singoli generi, non abituati a personaggi “trasversali” e molto legati ai nomi storici.

Sei ormai entrato anche tu nel grande mondo dell’editoria digitale: cosa si prova a far parte di un catalogo sempre disponibile?

Guardo con spirito di apertura a qualsiasi innovazione tecnologica, ma, come molti scrittori della mia generazione, sono sentimentalmente legato al mondo dell’editoria cartacea.

Questa estate ti ritaglierai una vacanza di stacco totale dalla scrittura o comunque terrai sempre la penna (o la tastiera) a portata di mano anche in ferie?

L’estate è per me la stagione di scrittura più fertile, non solo per il tempo in più che posso dedicare alla scrittura, ma soprattutto per la libertà della mente, che mi consente di attingere a suggestioni e spunti creativi che il tran-tran quotidiano a volte soffoca.

Per finire, ti chiedo un consiglio triplo per i lettori: un luogo da visitare questa estate, un film da vedere (di qualsiasi periodo) e un libro da leggere in vacanza (oltre ovviamente al tuo romanzo).

Ti stupirò, ma i miei suggerimenti hanno tutti come minimo comune denominatore la fantasia eroica, il mio genere preferito in assoluto: visitate il Castello di Sermoneta, a pochi chilometri da Roma, dove si potrebbe egregiamente ambientare una storia di spada e magia; vedete Excalibur (1981) di John Boorman (io ho perso il conto delle visioni…); leggete La spada spezzata (The Broken Sword, 1954) di Poul Anderson (dovrete fare uno piccolo sforzo per reperirlo sul mercato dell’usato o degli arretrati, ma ne varrà la pena, credetemi).


Chiudo ricordando i libri di Errico Passaro disponibili su Amazon e su Delos Store.

L.

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1 Commento

Pubblicato da su giugno 22, 2018 in Interviste

 

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