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La Falsa Novella 4. I Vangeli di Maria Maddalena

13 Giu

L’uscita nelle librerie italiane de “Il testamento di Satana” (The Fallen, 2017) con cui Eric Van Lustbader riprende un suo personaggio dopo dieci anni di silenzio, mi sembra l’occasione giusta per rispolverare una grande indagine iniziata otto anni fa.

Il 9 novembre 2010 ho iniziato su ThrillerMagazine un viaggio dal titolo La Falsa Novella in cui raccontavo tutti quei falsi vangeli nati dalle penne degli scrittori come mero escamotage per dare pepe ai propri thriller religiosi, anche se non mancano normali romanzi di satira.
Concluso il viaggio il 31 dicembre 2010 – assicurandomi quindi di trattare i vari “Vangeli di Gesù” proprio nel periodo natalizio – nel 2012 ho fatto delle aggiunte e nel dicembre del 2013 mi sono deciso a raccogliere tutto il materiale, organizzato e corretto, in uno dei miei soliti eBook gratuiti.

L’eBook gratuito potete scaricarlo liberamente qui, altrimenti preparatevi ad un viaggio a puntate alla scoperta di tutti quei falsi vangeli che hanno cercato di intrigare i lettori più di quelli veri.


«Se solo fossero venuti da me.
Avrei dato loro gli insegnamenti della Via.»

dal Vangelo di Maria Maddalena
(Kathleen McGowan)


Indice:


I Vangeli di Maria Maddalena

Più di un’autrice si è cimentata nell’immedesimarsi con Maria di Magdala, fra i personaggi femminili più controversi e intriganti della storia, ma nel 1984 la britannica Michèle Roberts ha voluto “speziare” il suo romanzo The Wild Girl con un espediente ormai ben noto al lettore.

«Amati fratelli e sorelle in Gesù Cristo, qui inizia il libro della testimonianza di Maria Maddalena. Colei che scrive lo fa su ordine del Salvatore stesso e della sua santa madre Maria, per la maggior gloria di Dio e per l’edificazione dei discepoli che verranno dopo di lei. È stata, ed è, una testimone della verità. E supplica coloro che leggeranno questo libro perché preghino per la sua anima. Amen.»

Con questa curiosissima premessa, che non ha la benché minima pretesa di sembrare anche solo verosimile, la Roberts inizia il racconto in prima persona di ciò che immagina essere stata la vita della Maddalena: non stupisce che quando il romanzo – inedito in Italia – giunge negli Stati Uniti la Pegasus Books lo ribattezzi subito The Secret Gospel of Mary Magdalene.

Chissà se questo “vangelo segreto” di Maria è stato letto da un’autrice che, vent’anni dopo, ha adoperato un espediente molto simile ma… con ambizioni di verità!


La Trilogia della Maddalena

Rivalutare il giusto peso delle donne negli eventi storici è opera meritoria, ma bisogna stare attenti: si corre il rischio di saltare il fosso e diventare discriminanti verso gli uomini, di macchiarsi cioè dello stesso peccato di generazioni di cronisti faziosi, anche se al contrario.

È un peccato di cui si macchia l’autrice statunitense Kathleen McGowan quando, nel 2006, pubblica a proprie spese il suo particolarissimo contributo alla “Falsa Novella”: Il Vangelo di Maria Maddalena (The Expected One). In origine l’autrice voleva scrivere un saggio, ma (a sua detta) per evitare di creare problemi alle sue fonti ha deciso per la fiction; questa operazione in realtà è di solito la più remunerativa, visto che il saggio più attendibile non arriverà mai al successo di pubblico del romanzo più fantasioso.
Nasce così il suo alter ego Maureen e nasce il primo libro di quella che, dopo, risulterà essere una trilogia: la Trilogia della Maddalena.

La citata Maureen è una professoressa di storia che ha a cuore ristabilire il giusto peso delle donne nelle passate vicende umane. Troppe volte infatti leggende e pregiudizi hanno voluto relegare le donne a ruoli preconfezionati. Maureen deve il successo delle sue lezioni ad un saggio che ha pubblicato e che ha sollevato accesi dibattiti: HerStory: difesa delle eroine più odiate della storia. Il titolo è un delizioso gioco di parole fra history (che suona come his-story, la storia di lui) e herstory (che suona come her-story, la storia di lei).

«Una volta lessi che i primi testi storici inglesi erano stati tradotti da una setta di monaci, – racconta la professoressa in un’intervista – i quali credevano che le donne non avessero un’anima e fossero la fonte di tutti i mali. […] Questa scoperta mi sconvolse e mi portò a chiedermi: è possibile che anche altri personaggi storici femminili siano stati dipinti basandosi sul pregiudizio?»

Nasce così una ricerca storica tutta al femminile (forse troppo al femminile), e il punto di arrivo non può essere che la donna più celebre dei Vangeli… No, non la Vergine Maria, bensì Maria Maddalena. «Sono passati più di trent’anni da quando è stato dichiarato formalmente che Maria non era la peccatrice del Vangelo di Luca e che papa Gregorio Magno aveva inventato quella storia nei secoli bui per perseguire le proprie mire. Ma è difficile cancellare l’immagine che l’opinione pubblica si è fatta di lei per due millenni».

Non possono scappare a questa ricerca le grandi donne della storia (soliti ovvi nomi come Lucrezia Borgia, Giovanna d’Arco, etc.), ma questo alla fin fine è solo uno dei molti elementi tipicamente romanzeschi di cui l’autrice non disdegna l’uso: astrologia, alchimia, pittura (grande fetta dei misteri del romanzo si legano ad un celebre quadro di Nicolas Poussin), Templari, i Catari («I loro insegnamenti arrivavano in modo puro e diretto da Gesù Cristo. Tramite Maria Maddalena. Lei è stata la fondatrice del catarismo»)… nessun ingrediente manca al grande pentolone di questo romanzo.

Al di là degli elementi thriller e dei classici temi riguardanti Templari e misteriose sètte, quello che interessa qui è «il Vangelo di Maria Maddalena, un resoconto assolutamente perfetto della sua vita con Gesù Cristo». Nessun testimone l’ha mai visto né ne ha scritto, e ci sono ipotesi secondo cui addirittura il Vangelo di Giovanni – così diverso dagli altri tre canonici – sia stato scritto in realtà dalla donna. Nel Cristianesimo le donne hanno sempre avuto un forte peso, e si giunge addirittura a conclusioni ben più importanti.

«Negli Atti, Luca spiega quali sono i requisiti fondamentali per diventare un apostolo: […] se vogliamo prendere tutto alla lettera, c’è una sola persona che possiede tutti questi requisiti… ed è Maria Maddalena.»

Non a tutti però va giù l’idea di una donna che addirittura potrebbe aver scritto l’unico vero vangelo, ed appartenenti di misteriose sètte moderne potrebbero vedere in Maureen l’Attesa, la reincarnazione di Maria Maddalena. «Da mille anni ci sono persone che ucciderebbero pur di impedire che venga ritrovato il vangelo di Maria. […] Ci sono ancora persone disposte a uccidere pur di impedire che la profezia si avveri. Se queste persone pensano che tu sia l’Attesa, potresti essere in serio pericolo».

Quando viene ritrovato questo prodigioso Vangelo, prima ancora che inizi la traduzione si intuisce che affronterà temi più che scottanti. Una volta tradotta la parte intitolata “Il libro dei Giorni delle Tenebre”, sappiamo che questo «parla dell’ultima settimana della vita di Cristo». Con frasi che sembrano tratte più dal musical Jesus Christ Superstar che da un ipotetico vangelo, scopriamo che Giuda era più oculato degli altri apostoli nonché il più saggio – ma questo in realtà già lo sapevamo, come si è visto nei precedenti capitoli. In un lungo (e sinceramente estenuante) racconto nel racconto, Gesù è sposato con Maria, precedentemente sposata a Giovanni, ed aspettano un figlio: dopo varie peripezie, rielaborazione dei ben noti avvenimenti, il Salvatore va verso la croce salutando la sposa con queste parole:

«Il mio tempo qui è finito. Adesso tocca a te.»

Come si può immaginare, una storia del genere non può diventare di dominio pubblico: il Vangelo di Maria Maddalena scomparirà come tutti gli pseudobiblia, anche se non verrà distrutto bensì finirà nascosto nella Biblioteca Vaticana.

Visto il successo di questo romanzo, la McGowan continua sulla stessa strada e nel 2009 esce – stavolta pubblicato da una casa editrice – il secondo episodio della Trilogia della Maddalena: Il libro dell’amore (The Book of Love).

Il romanzo parte dalla pubblicazione da parte della protagonista del risultato delle ricerche del precedente libro: La verità contro il mondo: il vangelo segreto di Maria Maddalena, un delizioso “libro falso” che analizza un altro “libro falso”!

«Basato sulle sue esperienze di vita, il romanzo fondeva il personale percorso di scoperta di Maureen con le rivelazioni spesso sconcertanti sulla vita di Maria Maddalena come discepola prediletta di Gesù.»

Le critiche, come ci si può immaginare, non mancano né si fanno attendere, ma resta il fatto che la “sua” Maddalena sta conquistando sempre più adepti, benché il manoscritto – portato a Roma – è ancora sotto esame per vagliarne l’autenticità.

Avevamo lasciato Gesù e la Maddalena “uniti” in matrimonio, ed ora scopriamo il frutto di quell’unione: Sarah-Tamar, che in seguito divenne profetessa. Questo personaggio sarà il protagonista di un romanzo nel romanzo, La leggenda di Sarah-Tamar, i cui estratti si alterneranno alle vicende di Maureen e del Libro rosso, che poi anche questo fa parte del Libro dell’amore del titolo: un percorso davvero complesso ma disseminato di tanti gustosi pseudobiblia.

Tra uomini incappucciati e donne dai super poteri, tra flash back in svariate epoche ed in svariate località geografiche, si snoda un’avventura molto meno appassionante della precedente, non priva di frasi zuccherose attribuite a testi antichi: espediente che, a parere di chi scrive, fa perdere credibilità a tutta l’operazione (visto che l’autrice continua a dichiarare di scrivere fiction partendo da risultati di vere ricerche).

«Ecco il Libro Rosso. Questo è il testo più sacro per il nostro popolo, perché, fra le altre cose, contiene le parole scritte dal salvatore del mondo. In queste pagine c’è il vangelo completo scritto da Gesù Cristo, la buona novella che noi conosciamo come Libro dell’Amore

In fondo alla seconda pagina c’è una firma: Magdalhnh. Maddalena. Stranamente, il Libro Rosso è diviso in tre parti proprio come la trilogia della McGowan.

«La prima è il Libro dell’Amore, che è l’unica, vera parola [scritta da Gesù di proprio pugno]. La seconda è la raccolta di profezie di Sarah-Tamar, che sono sacre per il futuro. La terza sono gli Atti degli Apostoli, che sono stati raccolti dalla nostra gente sin dagli albori del cristianesimo.»

Abbiamo anche un estratto:

«Ma lei, lo Spirito, il Paracleto che mio Padre vi manderà in mio nome, v’insegnerà tutto; lei vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto

«Caspita – è il commento di Maureen. – Il genere femminile sembra decisamente enfatizzato.» La donna ha ragione: la faticosa ricerca dell’autrice di far quadrare tutto al femminile (Maddalena arriva ad un passo dal diventare Dio-donna!) finisce per dare al romanzo un’aria di scarsa obiettività che squalifica la pretesa di “verità” del contenuto.

«Niente potrebbe essere più pericoloso per la Chiesa di un vangelo scritto da Gesù Cristo di suo pugno, soprattutto se quel vangelo può dimostrare che tutto quello che la Chiesa sostiene è in netta contrapposizione con i suoi veri insegnamenti. È il documento più pericoloso nella storia dell’umanità.» Sappiamo che non è affatto così. La “Falsa Novella” ci ha insegnato che potrebbero essere scoperti altri cento testi che contraddicano la Chiesa e il risultato sarebbe sempre lo stesso: i fedeli si stringerebbero ancora di più intorno alla Chiesa sotto accusa e i vangeli, con relativi scopritori, farebbero una gran brutta fine.

Chiude la trilogia La stirpe di Maria Maddalena (The Poet Prince, 2010). In realtà la McGowan ha messo tutta se stessa solo nel primo titolo e, quel che avanzava, nel secondo: per il terzo episodio della saga non c’è molto altro da aggiungere, e infatti nient’altro viene aggiunto.

Una volta rischiata la vita per raccogliere prove che Maria Maddalena, sposa di Gesù, diede vita ad una discendenza illuminata di donne di grande spessore, e dopo aver ricostruito il Libro Rosso dell’Amore – vangelo scritto da Gesù in persona – ora nel terzo romanzo la protagonista Maureen Paschal può prendersi una ben meritata vacanza. Così salta su un aereo e se ne va a Firenze a visitare in lungo e in largo la Galleria degli Uffizi.

Sappiamo che la donna ha pubblicato Il tempo ritorna: la leggenda del Libro dell’Amore, scritto grazie agli estratti del Vangelo di Gesù scoperti nel secondo romanzo.

«Dal primo istante in cui si era trovata a contatto con gli insegnamenti del Libro Rosso, Maureen aveva pensato che fossero le parole più belle che avesse mai letto. Le riconosceva come la verità, ed era stata una festa per lei scrivere un libro sulle anime coraggiose che avevano rischiato tutto per conservare quel tesoro eccezionale per duemila anni.»

Il romanzo segue la Marchal nella sua visita fra i dipinti degli Uffizi e relative incredibili scoperte, rendendo il tutto più simile ad una guida turistica che ad un thriller. Non c’è davvero altro da aggiungere a quanto già raccontato nei precedenti due romanzi della McGowan, se non sperare che futuri altri suoi thriller religiosi abbiano maggiore ispirazione e consistenza.

Una nota finale. Contemporaneamente alla McGowan, nel 2006 il giornalista Tucker Malarkey sente il bisogno di trasformare in verboso romanzone la ben nota vicenda dei vangeli gnostici ritrovati a Nag Hammadi, ma il suo sconsigliabile Il Vangelo di Nag Hammadi (Resurrection) va citato perché all’autore preme fortemente sottolineare quanto il fondamentale ruolo delle donne sia stato drasticamente ridotto dalla Chiesa, mentre i vangeli gnostici ne danno testimonianza chiara. Insomma, cadendo negli stessi eccessi della McGowan, Malarkey si lancia nelle stesse speculazioni dietro però la facciata di “docu-fiction”.


L’ultima rivelazione

Il giovane statunitense Joseph Thornborn è un autore abbastanza misterioso: malgrado la biografia sui suoi libri ci dica che ha rapporti stretti con il Vaticano ed ha insegnato alla Columbia University, la sua totale assenza in fonti diverse da quelle italiane desta parecchio sospetto: che sia uno dei tanti autori nostrani che si nascondono dietro pseudonimo straniero? Comunque dopo il successo de Il quarto segreto, è la volta de L’ultima rivelazione, di cui non è noto né il titolo originale né la data: altro elemento che fa decisamente propendere per un’opera italiana “mascherata”.

Il romanzo si apre con un delizioso gioco letterario: al contrario degli altri thriller che speculano sui Vangeli per fiction, questo romanzo parte dalla presa di coscienza che… ci sono troppi romanzi che speculano sui Vangeli per fiction!

«Hai visto il successo di quel romanzo dedicato a Maria Maddalena, alla sua unione con Gesù e alla sua presunta discendenza? – viene chiesto al protagonista, riferendosi probabilmente al Codice Da Vinci ma che potrebbe rifarsi anche al primo libro della McGowan. – Settanta milioni di copie vendute! E quasi tutte sono state vendute in Paesi un tempo cristiani…»

Dando per scontato che le vendite di un libro modaiolo abbiano qualcosa a che vedere con la vera religione, l’atto d’accusa continua.

Qual è però il vero problema di queste lamentele? «Fino a qualche anno fa questi attacchi contro la fede, che poi sono attacchi contro la storicità dei Vangeli e di Gesù Cristo, avvenivano in ambito accademico […] Ne discutevano i teologi, si accapigliavano i biblisti, ma i semplici fedeli, la gente comune, quasi non se ne accorgeva. Erano attacchi diretti, tremendi, non lo nego… ma la fede dei semplici, quella rimaneva intatta…» Non è un discorso moralmente ineccepibile, ma se non altro è onesto: se i “semplici” sono confusi da troppi pensieri poi perdono la fede cieca…

Come si spiegano i protagonisti de L’ultima rivelazione tutti questi thriller che presentano altre interpretazioni dei Vangeli canonici o addirittura si inventano nuovi Vangeli? La risposta è tanto ovvia quanto stupefacente: c’è odore di zolfo! Lo dice anche il papa: «Il fumo di Satana si è purtroppo infiltrato anche in questi palazzi…»

Possiamo credere che gli autori di thriller religiosi si inventino Vangeli perché ispirati da Satana? Più plausibilmente lo fanno per soldi, ma visto che nel Medioevo (Jacques Le Goff docet) il denaro era visto come lo sterco del demonio, i conti tornano. Ma “Sterco del demonio” (Teufelsdröckh) è anche il cognome dell’autore del Sartor Resartus, illuminato “libro falso” inventato da Thomas Carlyle… Il cerchio si chiude e il povero demonio deve soccombere alla potenza creativa degli pseudobiblia.

Chiusa la geremiade sugli odiati thriller legati a falsi Vangeli, L’ultima rivelazione entra nel vivo della storia e si rivela per quello che è: un thriller legato ad un falso Vangelo! Sarà ispirato da Satana come gli altri?

John Costa, giornalista vaticano protagonista del romanzo, viene assegnato ad una delegazione dell’arcivescovo di Bari che sta per recarsi in Russia: è stata fatta una “scoperta clamorosa”. Pulendo un’antica icona, ci si è accorti che all’interno c’è un’altra icona, più piccola. Quest’ultima poi porta incise sul retro delle parole greche che stanno per «E Maria custodiva tutte queste cose meditandole nel suo cuore», tratte dal Vangelo di Luca (2,19). Ma c’è anche una frase (rovinata dal tempo) che accenna al testamento di Maria e alla discendenza di sangue nobile…

«Mi ricorda il romanzo che parla della Maddalena e del sacro Graal – è la reazione tanto di Costa quanto del lettore. – La tesi secondo la quale esisterebbe una presunta discendenza terrena di Gesù e della Maddalena, custodita in gran segreto da un ordine esoterico.»

Sarebbe un bel guaio se le fantasiose trovate di un romanzo potessero vantare addirittura delle prove reali.

Contemporaneamente Costa segue anche gli scavi nel sito di Tabaqat Fahl: in una delle collinette artificiali della città di Pella sono stati trovati dei rotoli, ed ora viene organizzata una spedizione archeologica. Eusebio di Cesarea scrisse nella sua Storia Ecclesiastica «I fedeli di Cristo si spostarono a Pella»: chi dice che non si fossero portati dietro anche dei preziosissimi manoscritti? (Fra cui la celebre raccolta di detti di Gesù, che viene citata da duemila anni senza che nessuno l’abbia mai vista.)

C’è chi uccide e c’è chi muore; papiri e manoscritti antichi vengono alla luce solo per scomparire di nuovo; ci sono tutti gli elementi standard di ogni thriller, con in più l’accorato e quasi maniacale tentativo dell’autore di dare addosso a quegli imbroglioni che speculano sulla discendenza di Gesù, intortando le menti deboli e rubandole alla Chiesa…

Purtroppo il romanzo non è privo anche di imbarazzanti cadute di stile, con frasi del tipo «Maestro, la nostra vittoria sarà totale», che si adatterebbero meglio ad un cartone animato che ad un thriller religioso. Anche il gioco letterario che apre la storia si scopre essere tutt’altro che un divertissement: i thriller religiosi diversi dal presente sono definiti «operette fumettistiche, che non scoprono nulla ma ripropongono paccottiglia anticlericale, di origini gnostiche e massoniche». La figura dello scrittore Murphy Darrow incarna tutto il male che Thornborn pensa di quelli che scrivono “romanzacci” attentando alle fondamenta della Chiesa.

Essendo in effetti questo messaggio davvero controcorrente – in forte minoranza se si pensa alla mole di thriller scritti contro la Chiesa – ci si poteva aspettare una storia un po’ più intrigante di una becera riproposizione di un feuilleton ottocentesco, con tanto di Cattivone luciferino. (In realtà, mi preme sottolinearlo, i feuilleton erano migliori!)


Il quinto Vangelo

Perché parlare qui de Il quinto Vangelo (2010) di Carlo Santi e non nella sezione dedicata ai “quinti evangeli”? La risposta è nello spunto del romanzo stesso.

Tommaso Santini è un Risolutore: per lavoro risolve problemi in seno al Vaticano. Viene chiamato ad investigare su una strana morte e subito rimane incastrato in un fin troppo scontato intreccio da thriller religioso. Ciò che qui interessa è che dalla Biblioteca Apostolica Vaticana viene rubato un manoscritto molto prezioso, ovviamente ignoto ai più.

«È il Vangelo scritto da Maria Maddalena, la compagna di Gesù.»

La spiegazione sembra ricalcare fedelmente ciò che già poco ispirati autori stranieri hanno saputo concepire. «Maria Maddalena era la compagna e moglie di Gesù di Nazareth; ma anche che non era né una prostituta, come dicevano in tanti all’interno della Chiesa, né una poco di buono che Gesù avrebbe preso con sé per salvarla da chissà quale peccato. Lei era un Apostolo, come gli altri, e scrisse la sua verità in quel manoscritto: il suo Vangelo, il quinto. Attraverso quel Vangelo, Ella spiegava la storia di Cristo, così come lui stesso le aveva raccontato per anni e come le aveva chiesto di scriverla. Per cui quel manoscritto, il Vangelo di Maria Maddalena, era quindi autentico ed era stato scritto usando un codice, ideato da Gesù in persona. Quel codice era custodito a Roma, in Vaticano.»

Il Gesù crittografo qui descritto è uno che la sa lunga (come in effetti ci si potrebbe aspettare dal figlio di Dio!): previsto che Giuda tradirà, per non lasciare gli apostoli in undici – cosa evidentemente disdicevole – nomina preventivamente Apostola la Maddalena, e non pago arriva ad affidarle il compito di fondare la sua Chiesa. E a Pietro?

«Rifletti Risolutore, apri la tua mente. Pietro fu quello che rinnegò Gesù Cristo per tre volte prima del canto del gallo, ricordi? […] Per cui è legittimo pensare che proprio lui non potesse essere l’unico meritorio per fondare la Chiesa di Cristo?»

È abbastanza comprensibile che quando questo incredibile Vangelo è stato ritrovato e decodificato, la Chiesa ha fatto di tutto per toglierlo di mezzo e seppellirlo nel più profondo degli archivi. «La Madonna era Dio, Risolutore, questo scrisse Maria Maddalena. Ed Ella era colei che Gesù amava e alla quale diede il compito di fondare la sua Chiesa»: questa roba deve assolutamente scomparire…

Dichiarato eretico da Bonifacio I, il manoscritto del Vangelo viene separato dal codice indispensabile per leggerlo: il primo viene affidato alla Chiesa Greco-Ortodossa, il codice alla Chiesa Romana Apostolica. Ma il tempo passa e i due elementi cambiano di mani e la situazione si ingarbuglia. Al tutto va aggiunta la quasi obbligatoria setta segreta, antica e potente, che vuole sferrare un attacco mortale al Vaticano.

Il quinto Vangelo di Carlo Santi è un romanzo sicuramente appassionato ma che denuncia davvero una grave mancanza di originalità, dove non addirittura di una candidiana semplicità. Il sapore che lascia nella bocca del lettore è pungente: è il sapore del saggio fantasioso impossibile da pubblicare che viene trasformato in thriller religioso, pieno di lunghe spiegazioni e di idee indigeste, il tutto condito da elementi da thriller troppo “già letti” per destare interesse.


(continua)

L.

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7 commenti

Pubblicato da su giugno 13, 2018 in Indagini, Pseudobiblia

 

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7 risposte a “La Falsa Novella 4. I Vangeli di Maria Maddalena

  1. Conte Gracula

    giugno 13, 2018 at 11:12 am

    Dimmi che salterà fuori un Vangelo secondo Pinhead XD

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      giugno 13, 2018 at 11:30 am

      Recentemente Barker ha scritto “Vangeli di sangue” che, mi sembra di capire, ha una partecipazione di Pinhead, ma a quanto ho capito siamo molto lontani dal genere “pseudo-vangelo”, usa l’espressione in senso molto lato. E poi sono così disgustato da Hellraiser che non ho proprio voglia di leggermi quel librone 😛

      Piace a 1 persona

       
      • Conte Gracula

        giugno 13, 2018 at 12:36 pm

        XD
        Vabbè, Barker è abbastanza bravo a scrivere, si spera che non prenda racconti di altri per trasformarli in storie sui cenobiti 😛

        Piace a 1 persona

         
      • Lucius Etruscus

        giugno 13, 2018 at 12:46 pm

        Sicuramente negli anni Ottanta e Novanta era bravo: lo è ancora adesso?

        Piace a 1 persona

         
      • Conte Gracula

        giugno 13, 2018 at 12:53 pm

        Non so, la roba più recente che ho letto, scritta da lui, sarà vecchia più di dieci anni: era Everville. Più fantasy che horror, chiudeva (?) la storia di Harry D’Amour, anche se non era il protagonista.

        Piace a 1 persona

         
  2. Ivano Landi

    giugno 14, 2018 at 10:04 am

    Vedo che la PIEMME è particolarmente scatenata sul fronte degli pseudo-vangeli 😀
    A questo punto, però, mi sento in dovere di segnalarti, nel caso volessi anche affrontare i Vangeli di Maria (madre di Gesù), questo titolo, di una mia conterranea, di cui mi è stato affidato l’editing alcuni anni fa: “Io Maryan madre di Joshua. Il diario di maria” di Marcella Marranci. Edizioni Laris.

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      giugno 14, 2018 at 10:27 am

      Uh, grazie della bella chicca: potrei pensare a fare degli aggiornamenti, alla fine 😉

      Mi piace

       

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