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Non sono un uomo facile (2018)

30 Apr

Alexandra Lamour (Marie-Sophie Ferdane) è una scrittrice di successo senza più idee, finché un giorno le capita di provare attrazione per il suo assistente Christoph (Pierre Benezit), un giovane un po’ stranito. Ed ecco l’idea per un romanzo: farlo innamorare e poi mollarlo, registrando ogni sua reazione per poter trasformare il tutto in fiction. Solo che durante questo “esperimento” succede qualcosa di inaspettato: Alexandra comincia ad innamorarsi della sua “cavia”…

Un momento, ma questa è la solita classica trama “da maschi”, è un canovaccio già incontrato mille volte: il maschio bello ma superficiale scommette di irretire una sempliciotta per poi scoprire invece di amarla. Lo faceva già il figlio del protagonista de “I tartassati” (1959) con Totò!
Com’è possibile che stavolta questa tipica trama al maschile veda protagonista una donna? Semplice: perché il mondo è ormai alla rovescia!

Sto parlando del delizioso, intrigante e sorprendente “Je ne suis pas un homme facile” (2018), film prodotto da Netflix e distribuito in italiano come “Non sono un uomo facile“, scritto e diretto da Eleonore Pourriat, attrice francese recentemente diventata autrice.

Il film ci presenta lo sciupafemmine Christoph, affascinante e sfrontato, superficiale e maschilista, che un giorno sbatte la testa e quando si risveglia… si ritrova catapultato in una realtà alternativa: ora si ritrova in un mondo governato da donne, dove gli uomini fanno la calzetta, cucinano e pensano ai figli. Inizia una sarabanda di situazioni paradossali che fondono in modo delizioso la semplice commedia con la più tagliente satira di costume.
Tutto questo, come sempre, porta ad inventare libri…

Una scrittrice dai costumi disinibiti

Christoph da maschio alpha si ritrova a dover girare in pantaloncini e ad essere considerato un bel faccino, e non manca la sua capa che fra le pratiche d’ufficio vi inserisce un “lavoretto di bocca” al femminile. Il sesso d’ufficio d’un tratto non è più intrigante, per Christoph, visto che non è più lui a guidarlo.
Così si ritrova a cambiare lavoro ed è un po’ impacciato quando si presenta alla “femmina alpha” Alexandra, scrittrice che non vuole legami ed usa gli uomini esattamente come prima Christoph usava le donne. E visto che siamo nel mondo alla rovescia, si presenta a lui mezza nuda e orgogliosa dei propri addominali.

Una biblioteca “alternativa”

Girando per casa mentre lei si veste, Christoph passa davanti ad una biblioteca, e visto che siamo nel mondo alla rovescia… abbiamo autori donne che scrivono di maschi! Quello che vediamo inquadrato è una raccolta di pseudobiblia – nel senso che sono “libri falsi” nel nostro mondo! – da leccarsi i baffi.

La biblioteca “al femminile”

Ecco i titoli “al femminile”:

  • Maurice Duras, “L’Amante
    da “L’Amant” (1984) di Marguerite Duras
  • Marcelle Proust, “À l’ombre des jeunes gens en fleur
    da “À l’ombre des jeunes filles en fleurs” (1919) di Marcel Proust
  • Honorine de Balzac, “La mère Goriot
    da “Le père Goriot” (1835) di Honoré de Balzac
  • Jane Steinbeck, “Des souris et des femmes
    da “Des souris et des hommes” (Of Mice and Men, 1937) di John Steinbeck
  • Flaubert, “Monsieur Bovary
    da “Madame Bovary” (1857) di Gustave Flaubert

Inizia dunque l’esperimento di Alexandra, che come ogni altra questione umana finirà in un libro. Il titolo? Ovvio: Je ne suis pas un homme facile

Uno pseudobiblion fresco fresco

Un film delizioso che consiglio caldamente, una satira taglientissima da non perdere.

Mica solo gli scrittori maschi sono egomaniaci!

L.

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5 commenti

Pubblicato da su aprile 30, 2018 in Pseudobiblia

 

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5 risposte a “Non sono un uomo facile (2018)

  1. zoon

    aprile 30, 2018 at 6:28 am

    Geniale davvero…

    Piace a 1 persona

     
  2. Conte Gracula

    aprile 30, 2018 at 8:01 am

    Il ribaltamento “polare” dei sessi è un po’ un classico… ma è un problema solo quando viene usato per dire “visto, la mia storia non ha stereotipi”. Come fa la Disney da un po’ di anni a questa parte, con le principesse che salvano le inutili controparti maschili 😛

    Devo dire che il “what if” sembra gustoso: magari un po’ classico, ma divertente. E i libri dell’altra polarità hanno il loro perché ^^

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      aprile 30, 2018 at 8:06 am

      Proprio perché siamo abituati agli “scambi” americani risulta molto più gustoso questo film film francese, dal gusto molto più europeo e meno schiavo degli asfittici luoghi comuni statunitensi. Questo film è talmente pieno di piccole geniali trovate di ribaltamento che andrebbe rivisto più volte per coglierle tutte.
      Mentre l’intento delle major americane è cercare di allargare i bacini al pubblico femminile, con trovate paracule varie, qui l’intento è rendere la pariglia: far provare ai maschi cosa significhi essere amati ma allo stesso tempo considerati di serie B. Non dico che il film sia libero da stereotipi, ma sa giocarci in modo frizzante e senza scadere in banalità macchiettistiche.

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  3. Kukuviza

    aprile 30, 2018 at 6:30 pm

    E le scrittrici sembrano anche più sintetiche degli scrittori. A occhio i romanzi di Flaubert, Balzac e Proust sono più ciccioni.

    Piace a 1 persona

     

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