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[Archeo Edicola] Bianco di Babbudoiu (2016)

22 Gen

Esce in questi giorni in vendita, in DVD Cecchi Gori, “Bianco di Babbudoiu” (2016) di Igor Biddau, uno dei tipici film italiani in cui si crede che prendere dei comici televisivi sia un’ottima idea per il cinema. Uno sketch da due o tre minuti in TV non è proprio la stessa cosa di un film intero, ma tanto questo è un genere molto sviluppato in Italia: un titolo in più non farà certo la differenza.

I tre comici sardi del “Colorado” di Italia1 non è che si sforzino tanto di far ridere, anzi, però un paio di scene simpatiche vanno riconosciute a questo film. Una di queste vede il tentativo di Michele (Michele Manca, il Pino la Lavatrice televisivo) di racimolare qualche soldo vendendo la sua collezione di “Alan Ford“.

Michele Manca cerca di vendere la sua collezione di Alan Ford

Si sa che i fumettari, come ogni altro venditore, cerca di sminuire il prodotto e demoralizzare il venditore, ma è certo che per la citata collezione si può parlare di valutazione in centinaia d’euro, non in migliaia come vorrebbe il povero Michele.

Possibile questo numero non valga un fantastilione di fantastilioni?

Michele è meno sprovveduto di quanto vorrebbe far credere, però, perché quando arriva un collezionista – vestito con un’armatura, a sottolineare la sua “nerdosità” – ed offre migliaia d’euro per una collezione che però comprenda anche i primissimi e rarissimi numeri della serie, il nostro venditore si apre la giacca come un esibizionista… ed “esibisce” i rarissimi numeri in questione.

Numeri rari ne tieni?

La gag è simpatica ma è una goccia nel mare di un film che non mi sento proprio di consigliare.

L.

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10 commenti

Pubblicato da su gennaio 22, 2018 in Archeo Edicola

 

10 risposte a “[Archeo Edicola] Bianco di Babbudoiu (2016)

  1. Conte Gracula

    gennaio 22, 2018 at 9:06 am

    Le voci incontrollate sulle quotazioni del primo Dylan Dog negli anni ’90 hanno fatto credere a molti che si potessero fare bei soldoni spacciando primi numeri di fumetti.
    Comunque, un mio amico potrebbe farla, quella gag ^^

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    • Lucius Etruscus

      gennaio 22, 2018 at 9:30 am

      Nell’89 i fumettari avrebbero dato la figlia a chiunque gli avesse portato un numero di Dylan Dog, e il prezzo degli arretrati – peraltro all’epoca ancora disponibili dalla casa madre – superavano di molto la semplice paghetta di un 15enn, quale io ero. Poi il crollo della serie ha di molto ridimensionato la valutazione, ma davvero quella testata ha conosciuto tempi d’oro.
      Da qui a parlare di migliaia o anche solo di centinaia d’euro ce ne vuole, anche perché ci sono più collezionisti che lettori e ormai siamo lontani dal periodo in cui i fumetti valevano oro. Leggendo in rete sembra che una collezione in ottimo stato di Alan Ford possa davero valere diverse centinaia d’euro, ma il problema è: chi li spenderebbe?
      Più di dieci anni fa su eBay campeggiava il numero 1 originale di Diabolik a 5.000 euro (o qualcosa del genere), ma questo non vuol dire che poi qualcuno abbia davvero sborsato queste cifre…

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  2. Ivano Landi

    gennaio 22, 2018 at 10:20 am

    Uhm, secondo me non me la contano giusta. I primi rarissimi numeri di Alan Ford sono quelli con la copertina di Luigi Corteggi a tutta pagina senza riquadro su sfondo bianco. Quello nell’interno della giacca sul momento non riesco a riconoscerlo ma non lo direi una rarità con la maiuscola.

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    • Lucius Etruscus

      gennaio 22, 2018 at 10:22 am

      Per il pezzo volevo identificare gli albi inquadrati ma, cercando le immagini dei primi numeri di Alan Ford, è stato subito chiaro che la scena è “posticcia”: penso che per girarla non siano certo andati a cercare vecchi numeri, limitandosi a prenderne a caso. Magari quella mostrata è una vera fumetteria ed aveva già lì pronti dei numeri in vendita con cui organizzare la gag…
      Va be’, fa sempre piacere che in questi anni barbari privi di fumetti, ogni tanto faccia capolino qualche tetata storica 😉

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  3. mikimoz

    gennaio 22, 2018 at 11:30 am

    Cioè, Pino la lavatrice… non hanno MAI fatto ridere nessuno… 😮
    Come sei andato a pescarlo… XD

    Moz-

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    • Lucius Etruscus

      gennaio 22, 2018 at 11:33 am

      Una quindicina d’anni fa, quando Colorado era tutt’altro mondo, quei tre sardi qualche risata riuscivano a strapparla. Nelle edizioni degli ultimi due o tre anni appena salgono sul palco vado avanti veloce… Per fortuna quest’anno non ci sono stati.
      Vedo così tanti film che c’è spazio per tutto e tutti, anche perché le chicche si annidano nei punti più impensabili ^_^

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  4. zoppaz (antonio zoppetti)

    gennaio 23, 2018 at 7:41 pm

    il mercato dei libri rari o antichi, che include anche i fumetti, è molto complesso. i prezzi su ebay sono spesso sproporzionati, uno ci prova… ma non è detto che il prezzo richiesto sia di mercato e che si venda. spesso nelle libreria specializzate si trovano a meno che in rete. il problema principale è che un negoziante ci deve guadagnare, e quindi un libro o un fumetto che vale 300 euro se va molto bene te lo compra a 150, visto che poi lo deve rivendere, magari dopo averlo tenuto in casa per un anno. altro è avere sottomano compratori senza intermediari, tipo appassionati, ma nel caso dei numeri 1 di solito si vendono molto in fretta. e poi le condizioni incidono molto. il n.1 di Superman americano è stato venduto per 3,2 milioni di dollari… ma quello di Alan Ford temo che sia una roba da 100 euro come valore di mercato, per cui il negoziante è tanto se te ne dà 50. gli altri numeri sono invece cose da 1 o 2 euro a pezzo

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    • Lucius Etruscus

      gennaio 23, 2018 at 7:50 pm

      Ho passato l’adolescenza a contrattare con i fumettari, e non rimpiango affatto quel mondo. Con due Topolini potevi prendere un Tex, solo perché il buon Willer non vale una cippa. Se volevi un Bonelli potevi prenderlo dando in cambio due Bonelli, ma Dylan Dog era un mondo a parte: dovevi dare un rene, se volevi i numeri bassi…
      Passare dai fumettari a eBay ed Amazon ha tolto di mezzo quella fastidiosa contrattazione: aspetti che il venditore capisca che quel suo fumetto non lo vuole nessuno e abbassi il prezzo. E zac, colpisci.
      Meglio ancora è bazzicare le bancarelle degli svuota-cantine, gente che mette in vendita roba senza avere idea di cosa sia: mi capita spesso di insistere per pagare, perché essendo loro convinti che i libri siano carta straccia hanno pena di me che me ne porto via a chili…
      “Uno ci prova”, sei uno dei rari che lo dice. Quando mi parlano di “valore” esco matto: un oggetto ha valore se qualcuno glielo dà, non in sé per sé. Io posso vendere un libro a Mille euro perché li vale, ma se nessuno lo compra allora il valore di quel libro è zero tondo…
      Ci sono libri talmente rari e di valore che su eBay se li vendono tipo in 50: ma se siete in così tanti, non vi viene in mente che forse quel libro non vale il prezzo che state chiedendo? Basta aspettare che uno se ne renda conto, abbassi le pretese e zac, colpire 😛
      Essendo io fan malato dell’universo di Aliens, sto sfruttando le offerte di Amazon per comprarmi dall’America i libri inediti in Italia. Sai che ci sono dei romanzi di Predator per ci chiedono anche 200 euro? Sono libri che non valgono una mazza, scritti male, che non hanno venduto nulla e che la casa sta ancora piangendo per aver pubblicato, ma proprio perché sono subito scomparsi dal mercato – e non li cerca nessuno – alcuni utenti credono che siano grandi rarità e sparano cifre assurde.

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  5. zoppaz (antonio zoppetti)

    gennaio 23, 2018 at 8:08 pm

    concordo su tutto. e aggiungo che il concetto di rarità e di valore sono cose diversissime. come bazzicatore dei mercatini diciamo così, avveduto, più di una volta mi son portato via per 5 euro dei libri davvero rari o introvabili, ma il loro valore “di mercato”era sempre tra i 25 e 50 massimo, cioè quello di un libro nuovo… dunque un affare, ma solo perché erano pezzi di mio interesse, se li dovessi rivendere non sarebbe affatto una gran speculazione. (una volta ti racconetrò una storia sul numero 1 dei gialli mondadori)

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    • Lucius Etruscus

      gennaio 23, 2018 at 8:14 pm

      Il mio blog nasce proprio per le chicche librarie, quindi un tuo guest post in cui racconti una chicca libraria ha sempre le porte aperte ^_^

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