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Io e i miei Lego [6980] Speciale Natale 1

18 Dic

Leggendo questo post del blog “The Reign of Ema” mi è venuta l’idea per questa rubrica, che condivido con il mio blog “Myniature” (dedicato ad action figures, figurini e giocattoli vari della mia collezione): grazie dunque Emanuele per il “contagio”!

da “Topolino” n. 1430
(24 aprile 1983)

L’immagine qui a sinistra rappresenta una pubblicità apparsa sul numero 1430 (24 aprile 1983) dello storico settimanale “Topolino”, mia lettura prediletta dell’epoca. Avevo nove anni, stando alla data dell’albo, ma dalle mie ricerche – basandomi cioè sulle rare foto che in famiglia si scattavano all’epoca – l’astronave ritratta l’ho ricevuta in regalo nel Natale del 1985.

Credo di dire cosa ovvia quando affermo che l’unico regalo degno di questo nome è una confezione di Lego: non esiste altro regalo natalizio, almeno fino a 15 anni. Una volta, ero piccolissimo, una zia provò a regalarmi dei calzini: non ricordo cosa ho detto, aperto il regalo, ma mi hanno detto che la mia risposta non è stata diplomatica. Da allora quella zia non mi ha mai più regalato nulla.
Mi spiace… ma pure tu! Regali dei calzini ad un bambino? Ringrazia che ancora non conoscevo le parolacce!

Avevo già un’astronave Lego almeno dal Natale del 1983 (ne parlerò in un altro post), ma questo modello n. 6980 – che oggi scopro chiamarsi Galaxy Commander – aveva qualcosa… non lo so, quest’astronave l’ho sempre considerata un capolavoro inarrivabile.

Dire che ero innamorato di quella pubblicità di Topolino non rende: per mesi ci ho vissuto in perfetta simbiosi. Quando la sera mi mettevo a vedere i miei cartoni animati diseducativi – perché oggi “Lupin III” e “Lamù” mi sa che non sarebbero concessi ad un bambino di 9 anni! – mi mettevo la pubblicità dell’astronave vicino e, durante le migliaia di pubblicità in un’epoca non ancora normata, me la guardavo, l’accarezzavo e sognavo.
Sognavo storie ambientate in quel mondo “legoso”, sognavo storie da far vivere ai due astronauti ritratti, e contemporaneamente lanciavo leggerissimi segnali ai miei genitori: se non mi avessero comprato quell’astronave sarei morto di dolore… E la tecnica passivo aggressiva funzionò.

Galaxy Commander

Sarà che ero piccolo io, ma la confezione di questa astronave mi sembrava grande, enorme: sarebbe uscita fuori una vera astronave, grandissima. E poi nella parte posteriore si apriva ed usciva fuori un laboratorio scientifico… mio Dio, c’erano così tanti dettagli e particolari che i miei ricordi si sono espansi e mi sembra di aver costruito un palazzo.
Riguardando oggi le istruzioni mi sembra una robina minuscola.

Retro delle istruzioni

Paradossalmente non ho molti ricordi del tempo passato a costruire e giocare con l’astronave, gli unici flash che mi rimangono risalgono a quei magici giorni natalizi in cui sapevo c’era quella confezione sotto l’albero e, forte delle vacanze scolastiche, ci giocai a lungo e con violenta passione.
I ricordi più cari e teneri, però, rimangono quelli passati seduto su una sedia, a vedere i miei cartoni adorati, accarezzando un foglio di carta strappato a “Topolino”: quella pubblicità, ogni volta che la guardo, mi sussurra Natale…

Natale 1985 in casa etrusca

In chiusura, la foto qui sopra dimostra come l’astronave Lego mi sia stata regalata nel Natale 1985, insieme a Kobra Khan (1984), il Signore dei Serpenti dei Masters of the Universe quando ancora non esisteva la serie Snake Men.

L.

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8 commenti

Pubblicato da su dicembre 18, 2017 in Etrusco racconta

 

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8 risposte a “Io e i miei Lego [6980] Speciale Natale 1

  1. Cassidy

    dicembre 18, 2017 at 8:45 am

    I mattoncini Lego sono quelli su cui è stato costruito il Natale 😉 Bellissimo racconto, le pubblicità di Topolino erano mitiche, davvero non ricordo niente in grado di andare sottopelle ad un bambino in quel modo, una capacità di creare il desiderio micidiale. Ma poi dai, uno ha tutta la vita per ricevere calzini (e altre regali di questo tipo), da bambino almeno che siano mattoncini Lego e dai! 😉 Cheers

    Piace a 1 persona

     
  2. Cassidy

    dicembre 18, 2017 at 8:46 am

    Ah dimenticavo (faccio come il tenente Colombo), la foto di apertura è fantastica, eri il perfetto riassume proprio la gioia 😉 Cheers!

    Piace a 1 persona

     
  3. Conte Gracula

    dicembre 18, 2017 at 9:13 am

    I regali nouosi dovrebbero essere banditi dalla vita di un bambino. Tipo i vestiti. Un regalo deve essere un po’ frivolo, la sua utilità deve essere diversa da una cosa di tutti i giorni – vanno bene anche certi libri o un microscopio, và!
    Anche a me è capitato di ricevere dei regali che urlavano “no, non è Natale e non lo sarà mai più!” e mi è sempre toccato fingere che fosse gradito. -_-

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    • Lucius Etruscus

      dicembre 18, 2017 at 9:17 am

      Ora che me lo dici mi ha fatto ricordare che mi è stato regalato anche un microscopio! Però ero già grandicello e sono abbastanza sicuro di averlo chiesto io. E ovviamente dai 18 anni in poi l’unico regalo immaginabile è diventato “librario” 😉

      Piace a 1 persona

       
  4. Emanuele

    dicembre 18, 2017 at 11:44 am

    Ma grazie a te per aver condiviso questo ricordo (più che il prodotto, a me piace parlare delle emozioni che mi ha dato) ma soprattutto grazie per la citazione!

    Una zia da cacciare a calci nel culo se fossi stato uno dei tuoi genitori! Meglio niente che i calzini!
    Io da piccolo poi ero stronzo, se ricevevo pochi giocattoli mi buttavo sul divano a faccia in giù e non mi filavo più nessuno. Viziato? Sì e me ne vanto!
    I calzini li accettavo solo dalla nonna paterna che aveva per marito un vero stronzo e riusciva a fare questo pensierino solo grazie ai pochi spicci che metteva da parte (ed eravamo tanti nipoti!). Riusciva anche ad infilarci un giocattolino da due soldi preso al mercato, sempre apprezzatissimo!

    Fantasticavo come te coi giocattoli desiderati grazie ai cataloghi di Amico Giò!

    Parlando di questo set, che dire? Stupendo!
    Ho sempre ribadito su Myniature quanto preferisca i Lego o i Playmobil vecchi ma quelli ancora più vecchi, del decennio precedente a quando ho iniziato a giocarci io, li trovo ancora più affascinanti dei miei!

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