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[Books in Movies] Paprika (1991)

11 Ott

All’inizio non si nota, ma lo “sfondo” dei titoli di testa è una parte di Debora Caprioglio: chissà quale…

Le grandi menti pensano all’unisono, così quando Ivano Landi – che ho intervistato ad agosto – nel giugno di quest’anno mi ha segnalato un libro nel film “Paprika” (1991) di Tinto Brass per la mia rubrica, io avevo già da parte quella citazione sin dalla fine di marzo, quando ho presentato il film nel mio blog “Il Zinefilo” nella rubrica “Il Zinnefilo“. (L’argomento di detta rubrica si può evincere da quella “n” in più nel titolo…)
Perché ho raccolto una citazione a fine marzo, mi è stata risegnalata a giugno… e ne parlo solo ad ottobre? Perché a forza di fare mille cose insieme finisco per essere sempre in ritardo su tutto…

Paprika” di Tinto Brass, si diceva, film che oltre ad inquadrare i generosi, rigogliosi e procaci talenti di Debora Caprioglio si diverte anche a tirare uno “scherzo librario” che forse non è stato notato a dovere. Anche perché, onestamente, dubito che chiunque – io in primis – abbia prestato particolare attenzione a certi particolari.

Viaggio in treno anacronistico: rivista del 1956, romanzo del 1990…

Mi riferisco alla scena, intorno ai 40 minuti di film, in cui la protagonista viaggia in treno leggendo “Realtà illustrata“: non ho trovato gran che in rete, ma dai numeri messi in vendita su eBay mi pare di capire che si tratti di una rivista della seconda metà degli anni Cinquanta, e quindi è una scelta ponderata.
Il film infatti attraverso le vicissitudini di Paprika di Pola («culo che consola») racconta gli ultimi anni delle case chiuse italiane e della curiosa, strana e anche pericolosa fauna che vi ruotava intorno, prima che la legge 20 febbraio 1958, n. 75 – la celebre Legge Marlin – mettesse fine a quel mondo. Al mondo della case chiuse, ovviamente, mica a quello della prostituzione.

Se dunque Paprika legge una rivista dell’epoca in cui è ambientato il film… perché il signore che viaggia con lei legge un romanzo del 1990?

Ecco come spiare da dietro un libro…

Tinto Brass inquadra bene il romanzo perché vuole che si capisca bene che si sta divertendo a giocare con lo spettatore.

Mentre il film esce nelle sale il 15 febbraio 1991 – con ventilate accuse di “apologia di prostituzione” – sappiamo che il regista dà il primo ciak il 30 luglio 1990. Non si sa quando sia stata girata la scena del treno, ma guarda caso porta la data del 29 luglio 1990 il numero 2165 de “Il Giallo Mondadori” mostrato nel film: si tratta de “L’altra parte della città” (Another Part of the City, 1986) del prolificissimo romanziere poliziesco Ed McBain.
C’è però un problema bello grande: come si vede dall’immagine qui di lato… quella mostrata nel film non è la locandina del libro!

Il libro è quello… ma la copertina no!

Il titolo è indubitalmente quello, la trama che si scorge sulla quarta di copertina è indubitabilmente quella, la data di uscita corrisponde… ma perché c’è quella strana illustrazione? Che fine ha fatto la copertina illustrata da Prieto Muriana?

Un momento… ma quello è un occhio che spia attraverso una serratura… esattamente come il vecchietto che sta spiando le generose e procaci curve di Paprika… Vuoi vedere che quel furbone di Brass ha fatto un “fotomontaggio”? Guardate il primo piano della copertina: il cerchio bianco che incornicia l’illustrazione… sulla sinistra ha un’imperfezione…

Mi metto a scaltabellare cataloghi e database e la soluzione arriva velocemente: lo stesso 29 luglio 1990 esce in edicola “L’altra realtà” (The Far Reality, 1946/1973) di Henry Kuttner, “Urania” (Mondadori) n. 1132 con illustrazione di copertina di Vicente Segrelles… Illustrazione che ritrae un occhio che spia dalla serratura.
Lo stesso giorno Tinto è andato in edicola con forbici e colla, ed ha “fuso” due copertine della Mondadori per organizzare uno “scherzo librario” che sfido qualsiasi critico ad aver colto prima d’ora!

La domanda senza risposta è: perché Brass non ha usato direttamente il numero di “Urania” invece di fare questo collage? Posso ipotizzare che la Mondadori preferisse pubblicizzare il “Giallo” e che non avesse voglia di stampare una copertina ad hoc: quindi… via di forbici e colla!

Tutto questo non sarebbe mai successo senza l’energia positiva e creativa di Ivano, che non pago di segnalarmi libri nei film… me ne regala anche di “falsi”!

L.

da “La Stampa”, 16 febbraio 1991

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14 commenti

Pubblicato da su ottobre 11, 2017 in Books in Movies

 

14 risposte a “[Books in Movies] Paprika (1991)

  1. redbavon

    ottobre 11, 2017 at 7:17 am

    Un giallo nel giallo in un film erotico. Tu e Ivano siete una coppia di Investigatori degna di Conan Doyle!

    Liked by 1 persona

     
  2. Cassidy

    ottobre 11, 2017 at 7:33 am

    Ci vuole davvero occhio (wink wink) per non farsi distrarre dalla Caprioglio e notare certi gustosi dettagli, questa è davvero un esclusiva che hai scovato. La scena la ricordo bene, è chiaro che Tintone volesse quella copertina per dare l’idea che Paprika venisse spiata, ma per notare il lavoretto di forbici ci vuole l’occhio dell’esperto di libri 😉 Cheers!

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    • Lucius Etruscus

      ottobre 11, 2017 at 7:40 am

      Non ci volevo credere quando ho visto le copertine: tutta quella fatica quando bastava mostrare un Urania… Ok, non esisteva ancora quella collana ai tempi in cui si svolge il film, ma neppure esisteva quella grafica del Giallo Mondadori 😛

      Mi piace

       
  3. Conte Gracula

    ottobre 11, 2017 at 7:47 am

    Un gioco buffo 🙂

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  4. zoppaz

    ottobre 11, 2017 at 2:37 pm

    RImango a bocca aperta davanti a questa indagine! 🙂

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    • Lucius Etruscus

      ottobre 11, 2017 at 2:44 pm

      ahaha più facile rimanere a bocca aperta davanti alla Caprioglio 😛
      Scherzi a parte, ti ringrazio ed è proprio questo il tipo di chicche che adoro stanare e presentare: anche il più insospettato dei film può nascondere un gioco librario 😉 Per esempio, cosa leggeva Miss Marple in tre versioni diverse della stessa storia? ^_^

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  5. Cumbrugliume

    ottobre 11, 2017 at 5:03 pm

    L’occhio che guarda dal buco della serratura… com’è che non mi sorprende che Tinto Brass abbia usato questa immagine per la copertina? 🙂

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    • Lucius Etruscus

      ottobre 11, 2017 at 5:26 pm

      Pensa che faccia ha fatto quel 29 luglio 1990, quando è entrato in edicola e ha visto un occhio gigante che spiava dalla serratura! Quello lo voglio nel film! 😀

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  6. Ivano Landi

    ottobre 12, 2017 at 8:12 am

    Mi fa piacere di aver partecipato a questa fantastica indagine etrusca, anche se il mio ruolo è stato assolutamente marginale. Non ho dubbi che anche senza il mio contributo il tuo post sarebbe stato come è adesso. Grazie comunque della pluricitazione 🙂

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  7. theobsidianmirror

    ottobre 13, 2017 at 9:06 pm

    Perché non ha usato direttamente l’Urania? Mah, forse il giallo era più riconoscibile. Chi non ha mai avuto un giallo mondadori in casa?
    PS: Comunque questa è la prova che ritagliare un cerchio perfetto è cosa impossibile…

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    • Lucius Etruscus

      ottobre 13, 2017 at 10:00 pm

      Sicuramente l’Urania dell’epoca era molto diverso, ma lo era anche il Giallo!
      Mi immagino il povero assistente di Brass, che con le forbici cercava di tagliare un cerchio 😛

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