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Cartaceo vs Digitale: Memoria (1)

11 Set

Avevo promesso a redbavon di Pictures of You e al Conte Gracula della Cupa Voliera che avrei detto la mia sulla questione del “Cartaceo vs Digitale“, ma mi serve un po’ di “rincorsa”, così la premessa al discorso mi è venuta troppo lunga per un post: ho preferito organizzare un viaggio a puntate per questa settimana del blog.
Potrà sembrare che la prendo alla lontana, ma è il discorso a provenire da molto lontano…

Una notte Jorge Luis Borges ricevette in sogno la memoria di Shakespeare.

Si trovava nel Michigan per un giro di conferenze su suolo americano e, stando a quanto racconterà nel 1979 all’intervistatore Antonio Carrizo (in Borges el memorioso, 1983), in realtà sognò semplicemente una frase: «Ti vendo la memoria di Shakespeare». Folgorato da questa idea regalatagli dall’Ispirazione, il Maestro di Buenos Aires si mise a scrivere «un racconto fantastico, nel quale un erudito riceve la memoria di Shakespeare, ma che non gli serve a nulla», come racconta all’intervistatore Costanzo Costantini nel 1981 a Roma (in Jorge Luis Borges, Sovera 2003).

Ad Harold Alvarado Tenorio, che lo intervista per un pezzo apparso sul quotidiano colombiano “El Tiempo” solo il 18 ottobre 1981 (raccolto in Io, poeta di Buenos Aires, Datanews 2006), anticipa entusiasta: «Sarà il mio miglior racconto, come lo sono tutti i miei racconti prima di essere scritti, un racconto fantastico». Il risultato non fu all’altezza delle aspettative.

L’amico Alberto Manguel, che gli fu vicino fino alla fine, in Con Borges (2004, Adelphi 2005) racconta:

«Negli ultimi anni della sua vita cercò di scrivere un racconto intitolato La memoria di Shakespeare (che finì col pubblicare, giudicandolo però sempre inferiore a ciò che aveva in mente)».

Il racconto è l’ultimo che Borges scriverà, ed appare il 15 maggio 1980 sul giornale di Buenos Aires “Clarín”: ristampato in edizione privata nel 1982, riappare solo come conclusione della raccolta postuma Obras completas (1989). Paradossalmente sarà dimenticato in Italia – malgrado parli di memoria – e vedrà la luce solo nel 2004, in appendice a Il Libro di Sabbia (Adelphi) con la traduzione di Ilide Carmignani.

Borges era il peggior detrattore di se stesso quindi anche se il racconto non soddisfa gli alti standard letterari dell’autore rimane comunque un’ulteriore prova del suo sottile genio.

Siamo in un convegno shakespeariano e il protagonista incontra il misterioso Daniel Thorpe: nel 2004 l’ottimo curatore Tommaso Scarano ci indica l’evidente richiamo a Thomas Thorpe, il primo editore dei sonetti di Shakespeare.

Dopo una discussione su quanto sia impossibile donare oggetti eccezionali – come per esempio l’anello di Salomone – Thorpe invita il protagonista nella sua stanza e gli fa un’offerta incredibile:

«Le offro la memoria di Shakespeare dai più remoti giorni dell’infanzia fino agli inizi d’aprile del 1616.»

Spiega che quando era medico militare un soldato agonizzante usò il suo ultimo fiato per donargli questa memoria. Thorpe, per non scontentare un uomo morente, accettò, convinto che a parlare fossero solo la febbre e l’agonia, ma il risultato ha ovviamente dell’incredibile.

«Ora possiedo due memorie. La mia personale e quella di Shakespeare, che in parte io sono. Ma forse è meglio dire che due memorie mi possiedono. C’è una zona in cui si confondono. C’è un volto di donna che non so a quale secolo attribuire.»

Il protagonista, che ha votato la propria vita al Grande Bardo, non ha alcuna esitazione quando Thorpe gli ribadisce l’offerta, ed esclama a gran voce:

«Accetto la memoria di Shakespeare.»

Lascio al lettore curioso andare a scoprire come il protagonista rimarrà deluso di questo dono eccezionale, scoprendo che la genialità letteraria che lui amava di Shakespeare non risiedeva certo nella sua semplice memoria. Ciò che conta è una delle disincantate constatazioni del protagonista:

«La memoria dell’uomo non è una somma, è un disordine di possibilità indefinite.»
(La memoria del hombre no es una suma; es un desorden de posibilidades indefinidas)

Eppure decenni prima qualcuno era giunto a tutt’altre conclusioni…

(continua)

L.

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7 commenti

Pubblicato da su settembre 11, 2017 in Indagini

 

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7 risposte a “Cartaceo vs Digitale: Memoria (1)

  1. Conte Gracula

    settembre 11, 2017 at 9:38 am

    Non so tantissimo di Borges, quello che c’è viene spesso venduto a prezzi elevati – Il libro di sabbia, della Adelphi, và sui 18 – perciò grazie per La memoria di Shakespeare, che non conoscevo 😉

    Ora attendo la prossima puntata 🙂

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    • Lucius Etruscus

      settembre 11, 2017 at 10:31 am

      Purtroppo i libri di Borges costano e a parte la Adelphi il resto non è facile da trovare. Però la casa sta facendo un lavoro meraviglioso di ritraduzione e ristampa di vecchi testi introvabili, quindi preventivo sempre 18 euro all’anno per il nuovo Borges di turno ^_^
      Grazie a tanti anni di bancarelle la sezione “Borges” è fornitissima, per questo spesso ne parlo sul blog 😉

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  2. redbavon

    settembre 11, 2017 at 1:55 pm

    Io sono molto immodestamente un “maestro” a prenderla alla lontana, ma tu l’hai davvero presa alla lontana!;) Potrebbe sembrare una critica, ma la premessa di autodenuncia ti dovrebbe suggerire che è esattamente l’opposto. Sono davvero curioso di come si svolgerà il tutto. Bel racconto con tanto di viraggio al thriller e citazione finale davvero fantastica.

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    • Lucius Etruscus

      settembre 11, 2017 at 2:16 pm

      Già in risposta nel tuo blog volevo usare la memoria di Shakespeare come ampia premessa, poi le cose da dire sono iniziate ad ingolfarmisi in mente. “Ah, ma questo lo voglio aggiungere”. “Ah, ma allora devo citare anche quello”. “Ah, e questo devo per forza metterlo”. Insomma, la premessa è diventata più vasta di quanto preventivato ma in fondo è così che mi piace usare il blog: un posto dove raccogliere le idee per futuri utilizzi. (Alla fine infatti farò un ebook gratuito con tutti i pezzi scritti sull’argomento “cartaceo vs digitale”!)

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  3. Ivano Landi

    settembre 11, 2017 at 3:41 pm

    Il collegamento al tema posso vederlo nel fatto che la memoria digitale è istantaneamente trasferibile da un hardware all’altro come dal soldato morente a Thorpe e da Thorpe al protagonista. Rimango comunque in attesa delle sorprese in arrivo 😉

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    • Lucius Etruscus

      settembre 11, 2017 at 3:44 pm

      Sottile e sopraffino, mi compiaccio ^_^
      La mia lunga premessa sulla memoria serve a chiarire a me in primis cosa significhi il concetto stesso di “memoria”, come si colleghi alla lettura e come stiamo vivendo un momento di profondo passaggio tecno-ideologico. Spero di non perdermi per strada 😛

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