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La guerra del gas fra USA e Russia

07 Set

Ebbene sì, l’Etrusco offre anche servizi di approfondimento di scottante attualità: “Non Quel Marlowe” è anche un blog di pubblica utilità. Lo dico perché se qualche Ministero volesse passarmi dei soldi – come quelli che ogni anno regala a fondo perduto al cinema – non mi opporrò di certo.
Celie a parte, oggi ho letto con grande interesse il numero 109 dell’aMag (Ansa Magazine) dedicato a “USA e Russia alla guerra del gas” di Mattia Bernardo Bagnoli, e oltre a segnalarvi il link mi piace anche riassumere la questione a modo mio.

La skyline del futuro

Sono nato durante una crisi energetica mondiale e sono cresciuto in anni in cui il motto era “Il petrolio è la vita”.
Gli arabi pieni di petrol-dollari erano una “maschera” sempre presente nell’immaginario italiano, dai film comici alle barzellette: c’era sempre un arabo ricco e vizioso, spesso desideroso di amori illeciti.
Tutti sapevamo che questi ricchi dovevano ogni loro potere al petrolio, tanto che la vulgata lanciava una previsione per un lontano ed ipotetico futuro: se un giorno dovesse finire il petrolio, finirebbe ogni problema in Medio Oriente. Cioè, finito il petrolio finiti gli arabi.
Il passo successivo è stato il complottismo: non sviluppano le macchine elettriche perché il business del petrolio è troppo grande e nessuno vuole rinunciarci.

Arriviamo al 2017 ed ormai è di dominio pubblico il fatto che il petrolio non fa più girare il mondo, o almeno non come una volta. Eppure gli arabi sono sempre lì, ricchi, semmai si sono aggiunti altri al gioco: e non sempre i migliori.
Il gas è il nuovo petrolio, perché più “pulito” (con tante virgolette, perché se per estrarlo devo distruggere un paese nulla è pulito) e perché l’endemica richiesta energetica mondiale ha sempre bisogno di nuovi combustibili, in attesa di futuri sviluppi delle energie alternative.

Chi sono i due più grandi produttori di gas al mondo? Incredibile: sono USA e Russia. Ma che, siamo tornati negli anni Ottanta? Siamo tornati alle due superpotenze in corsa verso la distruzione? Siamo tornati alla guerra fredda fatta di spionaggio industriale e corsa alla concorrenza? Sì.
E mica solo il cinema sta rifacendo gli anni Ottanta, pure la politica economica segue la moda…

Date un Premio Nobel a chi ha fatto questa vignetta!

Putin se la comanda perché con il suo gas controlla Asia ed Europa, e i suoi rubinetti sono molto delicati: se lo fate arrabbiare può capitare che questi si chiudano. (Com’è successo nel 2006 e 2009 nei confronti dell’Europa.) Il potere di Putin però ha bisogno di gasdotti, che passano magari per Stati come l’Ucraina che in pratica diventano come il suo “giardino di casa”. (Espressione sdoganata da Bush senior quando “si allargava” in Stati confinanti: se il mio vicino di casa non sta alle mie regole, sono autorizzato ad entrargli in casa e imporle con la forza. Se però lo fanno gli altri non sta bene…)

Visto che pare non sia educato spadroneggiare in Ucraina per via dell’importante gasdotto, Putin giustamente sta cercando altri sbocchi: verso India e Cina, per esempio, che sono le uniche due vere potenze mondiali contemporanee. Cioè hanno i soldi: quelli veri, non i bitcoin o investimenti o fondi statali, ma proprio i bigliettoni di Zio Paperone. E poi c’è il Giappone, che è costretto ad importare il 100% del gas di cui ha bisogno e qualcuno deve venderglielo: appena si scoprirà come portare i tubi del gas in una delle zone più sismiche al mondo il gioco è fatto.

Ormai non se ne parla più, ma qualche anno fa Putin si è preso qualche libertà con l’Ucraina, e in questi terribili giorni di tensione con la Corea del Nord cerca di mediare: sono tutti patti commerciali che vanno protetti, e Putin è un protettore d’eccezione. Il business del gas (il gasiness: corro a brevettare la parola!) alza così tanti miliardi che qualche screzio con altri Stati non è un gran disturbo.

Il viaggio di due navi pioniere

Non dimentichiamoci che c’è il surriscaldamento globale e i ghiacciai eterni stanno seguendo la regola aurea dell’amore: l’amore è eterno finché dura, e un ghiacciaio è eterno finché il surriscaldamento globale non lo scioglie.
L’Artico non è più quel tocco di ghiaccio inavvicinabile: oggi si può navigare e alla fine di questo agosto 2017 una gasiera russa, la Christophe de Margerie, l’ha attraversato per la prima volta, passando in sei giorni dall’Asia all’Europa. Il che significa che gli ucraini la piantassero di lamentarsi, che se poco poco il progetto prende piede il gas di Putin passerà sulle nostre teste e tutti quei tubi l’Ucraina li userà per il Tavernello.

Però non ci si lascia nessuna porta chiusa, e così Putin sta preparando un gran bel gasdotto che passerà per la Turchia, Stato molto tranquillo ed equilibrato, che non dà mai problemi e che in questo piano diventerebbe il rubinetto d’Europa: vi dà fastidio che Erdogan vìoli ogni diritto umano nel suo impero? Ve lo fate piacere, se no i rubinetti si chiudono…
Ecco perché non si parla più di Erdogan da mesi.

I gasdotti che ci “sfamano” in Europa

E meno male che la Russia era finita. Ha ragione Sergio Romano: giocate pure a pensare che non esista più l’impero russo, così quando scoprirete che è ancora lì, arzillo e potente, sarà troppo tardi. E infatti è stato troppo tardi.

E gli italiani? Tranquilli, ci siamo anche noi.
Conoscete la gigantesca penisola di Yamal, a nord della Siberia, che si affaccia sul Mar di Kara? No? Eppure è un’amena località sperduta nel nulla dove la Russia sta costruendo un titanico impianto di gas che, una volta a pieno regime, potrebbe cambiare lo scacchiere internazionale e battere la concorrenza americana nella distribuzione di gas all’Europa.
Lì, in mezzo ai ghiaccioli senza stecchetto, ci siamo anche noi, perché Intesa Sanpaolo ha sganciato 400 milioncini di euro per un’operazione in cui partecipa anche la Total. Oh, se serve io ho già la tessera punti della Total ERG: spero che appena partirà l’Operazione Gas mi regaleranno almeno un pieno di GPL gratis…

Tutti in vacanza sulla penisola di Yamal

Guarda caso i Paesi più “caldi” che sentiamo agitarsi al telegiornale sono tutti, in un modo o nell’altro, legati allo scacchiere del gas: o sono produttori, o sono distributori.
L’Iran? Non c’erano dei problemi con l’Iran? Però è il terzo produttore mondiale di gas: e facciamoci la pace, va’.

Un buon motivo per fare la pace con l’Egitto

Giulio Regeni sappiamo tutti com’è stato trattato dall’Egitto, ma poi l’ENI trova lì un mega-giacimento di 850 miliardi di metri cubi di gas… e facciamo subito pace. E va be’, ’sti egiziani so’ fatti così, un po’ irruenti, in fondo siamo tutti mediterranei, ci scaldiamo con un attimo ma poi finisce tutto in una stretta di mano. (Spesso sporca di sangue.)

L’imbarazzata Italia tiene lontano chi chiede la verità su Regeni
Illustrazione di Zerocalcare per la copertina di “Internazionale” n. 1219 (agosto 2017)

Insomma, ogni volta che faccio il pieno alla mia Opel Corsa GPL mi sento un po’ in colpa: se metto il petrolio alimento il potere mediorientale, se metto il gas alimento il potere russo. E visto che pago tre volte di più il reale costo, alimento il corrotto latrocinio italiano. Almeno in quest’ultimo caso sono soldi che restano in casa…

L.

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6 commenti

Pubblicato da su settembre 7, 2017 in Uncategorized

 

6 risposte a “La guerra del gas fra USA e Russia

  1. Cassidy

    settembre 7, 2017 at 8:39 am

    Super post! Forse hai trovato l’unico modo possibile per farvi rivalutare il mio muovermi con i mezzi pubblici. Che però vanno a gas russo… No niente paranoia anche in questo caso 😉 Cheers

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  2. Conte Gracula

    settembre 7, 2017 at 12:46 pm

    Quando faranno le auto alimentate a bestemmie, darai più forza allo strapotere toscano…
    Purtroppo, se ci si vuole muovere senza buttare l’intera giornata, qualche maiale putrefatto va pagato, ovunque abiti. Quando la tecnologia delle auto elettriche sarà migliorata a sufficienza, immagino si pagherà la Cina, che ha fatto ingenti investimenti in territori ricchi dei minerali giusti.
    E chissà se dovesse essere la Corea del nord, a scoprire qualcosa di nuovo e conveniente sull’energia: ma prego, spari pure tutti i missili che vuole! Le occorre aiuto con quei giornalisti impiccioni? °,_,° ‘

    (En passant, il confronto USA vs Russia è un’immagine favolosa!)

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    • Lucius Etruscus

      settembre 7, 2017 at 12:54 pm

      Possibile che non capiti mai che un Stato bravo, guidato da una brava persona, scopra qualcosa di utile? Sono sempre i più stronzi a mettere le mani su materie prime e/o know how vario. Sembra quasi una regola universale…

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      • Conte Gracula

        settembre 7, 2017 at 12:59 pm

        Và trovato, uno stato bravo: a nuotare nella vasca degli squali, tocca mettersi due file di denti e la differenza si nota poco, dopo…

        Liked by 1 persona

         
      • Lucius Etruscus

        settembre 7, 2017 at 1:06 pm

        ahahah giusto 😀

        Mi piace

         

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