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[Archeo Edicola] Lui è peggio di me (1985)

01 Set

Mi raccomando: riviste in vista…

Ah, gli anni Ottanta: un decennio di bombardamenti a tappeto di marchette!

Per caso si vede Diabolik?

Saranno pure passati trent’anni e oltre, ma la comicità dell’assurdo della coppia Renato Pozzetto / Adriano Celentano – già rodata in “Ecco noi per esempio…” (1977) – mi sembra funzioni ancora, o per lo meno a me fa ancora ridere. Il loro citato precedente film aveva ambizioni di trama e “contenuto” e onestamente non mi sembra riuscitissimo, mentre invece qui si abbandona ogni velleità e si lasciano i due personaggi liberi di fare quello che sanno fare meglio: assurdo cazzeggio. (Che detta così sembra facile, ma non lo è affatto.)

Ecco, così, che “Zombi” ancora non c’era visto…

In “Lui è peggio di me” (febbraio 1985), diretto da Enrico Oldoini e scritto da lui stesso insieme a Bernardino Zapponi, abbiamo così tante pubblicità tutt’altro che occulte che sembra di star vedendo la Mediaset dell’epoca: in pratica il film è un unico spot in cui si muovono i due attori. Automobili, indumenti, locali, alcolici: dite un prodotto, e qui ne trovate la pubblicità (non)occulta.
Poteva mancare l’editoria a fumetti, che in quegli anni era al massimo del suo fulgore?

Senti, ma… si sono visti Diabolik e Zombi?

Durante la scena dello scherzone, in cui Celentano si finge morente e Pozzetto ignaro lo va a trovare, abbiamo un gustoso assaggio dell’editoria da edicola dell’epoca. Così vediamo subito un bel “Diabolik” n. 25 (8 dicembre 1969), “Orchidea rossa” nell’edizione ristampata “Diabolik R” n. 153 (12 novembre 1984).
Poi, sempre in bella vista, abbiamo il mensile “Zombi“, nato nel marzo 1984 per Edizioni Elfo e che proprio in quel novembre presentava l’ultimo numero, cioè quello fra le mani di Pozzetto.

Ah, ma c’è pure Satanik?

Mentre i due attori disquisiscono sulla pronuncia di Tex – è Uiller o Viller? – la cinepresa inquadra il retro di una delle riviste di Pozzetto e leggiamo “Satanik“, ma poi nell’inquadratura successiva…

E Satanik? Che fine ha fatto?

… il retro della rivista è un altro! Magia del cinema.

C’è tempo anche per Totem

La fine dello sketch fa in tempo a mostrare, per giusto un fotogramma, la rivista “Totem“, nata nel febbraio 1980 per Nuova Frontiera: si vede solo uno spicchio della testata, ma solamente “Extra Totem” n. 31 (gennaio 1984) ha una testata che corrisponde a quella inquadrata, quindi sono abbastanza sicuro sia lui.

Una bella casa con tanti Topolini

Passando alla casa dove vivono i due protagonisti, la troviamo piena di tutto, e quindi anche piena di pubblicazioni da edicola. Abbiamo una bella collezione di albi di “Topolino” ma non mancano pubblicazioni più mature come “Alter” (Linus) della Milano Libri, che non sono riuscito meglio ad identificare…

A sinistra, c’è un Alter che vi guarda

Così come il mensile “Corto Maltese” sempre della Milano Libri, nata nell’ottobre 1983 come contenitore di vari fumetti. Qui vediamo il numero 6 (Anno II) del giugno 1984.

Poteva mancare Corto Maltese?

E le quote rosa? Andiamo, fin qui sono stati citati fumetti per maschietti più o meno cresciuti: e le signorine? Tranquille, seguendo le idee che avevano gli uomini negli anni Ottanta (ma non solo) riguardo l’universo femminile, abbiamo un’inquadratura che reputo perfetta…

Su… fai la Brava…

Vediamo la discinta attricetta di turno posare davanti alla testata “Brava“, mensile di lavori e arredamento del Corriere della Sera, perfetto per la brava donnina di casa.
Perché esistono solo due tipi di donna: la moglie che bada alla casa e la zoccola sul divano da tenersi come amante. Sono gli anni Ottanta, baby

L.

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11 commenti

Pubblicato da su settembre 1, 2017 in Archeo Edicola

 

Tag:

11 risposte a “[Archeo Edicola] Lui è peggio di me (1985)

  1. Cassidy

    settembre 1, 2017 at 6:57 am

    Anche a me l’umorismo di Pozzetto e Celentano fa molto ridere, specialmente il secondo alcuni trovate (spesso non-sense) dei suoi film mi provocano ancora crisi di risa incontrollate 😉
    Chiosa finale impeccabile mentalità che (temo) sia ancora molto in voga, di sicuro abbiamo perso non il vizio per lo smarchettamento nei film italiani, ma i fumetti quelli sì. Abbiamo tanti difetti in questo Paese ma siamo sempre stati lettori di fumetti, peccato che di tutti quei titoli, siamo rimasti solo quelli storici. Cheers!

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    • Lucius Etruscus

      settembre 1, 2017 at 7:02 am

      Ell’epoca le case editrici (o distributrici) erano così in auge che potevano addirittura accedere al “product placement” cinematografico. Oggi è grasso se cola se riescono ad accedere alle edicole!

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  2. theobsidianmirror

    settembre 1, 2017 at 8:18 am

    Bellissima quella vista “Zombi”… chissà com’era? Certo che è uno strano product placement per una rivista che aveva già esalato l’ultimo respiro…

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      settembre 1, 2017 at 8:37 am

      Probabilmente all’epoca delle riprese di questa scena, plausibilmente nel novembre 1984, non si sapeva ancora che quello era l’ultimo numero. Oppure, avendone la possibilità, hanno voluto chiudere il sipario con un botto di vendite, che magari avrebbe riaperto i giochi 😉

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  3. Ivano Landi

    settembre 1, 2017 at 2:26 pm

    Pensa che ieri ho rivisto un vecchio film italiano dove appare addirittura “Pantera Bionda”. Ancora non posso perché mi serve per un post, che non c’entra né con i fumetti né con le jungle girls, ma poi te lo passo…

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  4. mikimoz

    settembre 3, 2017 at 9:51 am

    Quel volume di Diabolik è particolare proprio perché non ha il titolo scritto coi consueti caratteri.
    Totem… grande rivista, ho qualche numero ma non quelli.
    Corto Maltese ho qualcosa dal 1985-86, quindi non siamo in periodo 🙂

    Moz-

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    • Lucius Etruscus

      settembre 3, 2017 at 9:55 am

      Grazie per la chicca diaboliKa e complimenti per il tuo archivio ^_^
      Sto viaggiando nel cinema italiano anni Settanta-Ottanta proprio per vedere quali riviste potevano permettersi un product placement cinematografico: Diabolik lo si trovava spesso 😉

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  5. Emanuele

    settembre 14, 2017 at 4:08 pm

    Fantastico film che riguardo ogni volta che mi capita!
    Mi rotolo per terra dalle risate tutte le volte che guardo la scena del treno per Yuma, come fosse sempre la prima volta.
    Bell’articolo!

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    • Lucius Etruscus

      settembre 14, 2017 at 4:11 pm

      Concordo, è un tipo di “comicità dell’assurdo” che è senza età: non so più quante volte l’ho rivisto, il film, ma ogni volta rido anche se so la battuta 😀

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