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I Quattro Codici (1971)

31 Lug

Durante le ricche bancarelle di questa estate 2017 ho trovato una curiosità a cui davvero non ho saputo resistere, visto che è bastato 1 euro per portarla via: un’edizione in unico volume intitolata “I Quattro Codici”, una raccolta dei quattro codici per le udienze civili e penali in formato… be’, non direi proprio tascabile, anche se l’intento era quello.

Di solito questi quattro codici – civile, penale, procedura civile e procedura penale – sono stampati singolarmente, ma l’Editore Ulrico Hoepli di Milano nel 1971 presenta una curiosa edizione tascabile in volume unico, con fascette segnalibro ma soprattutto con un delizioso sistema per poter passare da un codice all’altro: delle scanalature nelle pagine.

Come si vede dalle foto, quattro “voragini” permettono agevolmente di utilizzare i quattro codici raggiungendoli velocemente, poi inserire uno dei quattro segnalibri nel punto prescelto. Malgrado la scomodità dell’edizione – per nulla tascabile – trovo comunque geniale questo sistema di “scelta rapida”.

L.

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7 commenti

Pubblicato da su luglio 31, 2017 in TecnoLibri

 

7 risposte a “I Quattro Codici (1971)

  1. Vincenzo

    luglio 31, 2017 at 5:55 am

    Qualche editore li fa ancora oggi, ne avevo uno del 2012 se non ricordo male… oggi sono soppiantati dalla comodità della ricerca web, ma in alcuni ambiti sono ancora indispensabili, es. esame da avvocato…

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    • Lucius Etruscus

      luglio 31, 2017 at 6:17 am

      Sicuramente avere un solo libro da sfogliare invece di quattro è più comodo, ma certo sulla “tascabilità” c’è da discutere 😀

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      • Vincenzo

        luglio 31, 2017 at 6:30 am

        😁😁certo, le uniche tasche in cui mi stava erano quelle assai capienti del belstaff, e anche lì faticando a farcelo entrare😁😁

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  2. theobsidianmirror

    agosto 1, 2017 at 11:52 am

    Aggiornato all’aprile 1971? Leggerlo deve essere esilarante….

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    • Lucius Etruscus

      agosto 1, 2017 at 11:57 am

      Dev’essere stato sepolto in cantina per tutto questo tempo, prima di trovarlo a fare capolino da una bancarella “svuota-cantine”. La sua parabola è ormai completa: dopo quasi cinquant’anni di silenzio, un attimo di notorietà da questo blog, dove tecnicamente rimarrà per sempre… e poi il cassonetto!

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  3. studentessa2.0

    agosto 9, 2017 at 8:40 pm

    Anche se datato 1971 e quindi non più “utilizzabile”, per me va considerato comunque come un “pezzetto di storia”! Insomma, è pure quasi unico nel suo genere, fra le voragini e i quattro codici riuniti assieme. Se me lo fossi trovata fra le mani, l’avrei comprato pure io! 🙂

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