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[Books in Movies] Hanno cambiato faccia (1971)

25 Lug

Grazie ad Ivano Landi ho conosciuto un film di graffiante critica sociale dai molti spunti: per sapere come l’ho “sfruttato”, vi rimando alla fine del post.
Il film in questione è “Hanno cambiato faccia” (1971) scritto e diretto da Corrado Farina, che ci spiega come mai pensiamo che i vampiri non esistano: esistono eccome, semplicemente… hanno cambiato faccia!

Alberto Valle (Giuliano Esperanti) è un cittadino inquadrato e felice d’esserlo. Gli viene ventilata una promozione e viene inviato a conoscere il mega direttore galattico della sua azienda: l’ingegnere Giovanni Nosferatu (uno strepitoso Adolfo Celi). Questi è capo di una vasta serie di imprese variegate che in pratica coprono l’intera società civile: mediante spregiudicate campagne pubblicitarie e scelte commerciali, Nosferatu controlla la vita di tutti i cittadini.

Un titanico Adolfo Celi nel ruolo dell’ingegner Giovanni Nosferatu

In una riunione con l’oscuro presidente, la fida segretaria Corinna (l’algida Geraldine Hooper) legge: «Settore industrie chimiche, gruppo A. Vita sociale: da oltre tre settimane non viene preso nessun provvedimento disciplinare a carico dei dipendenti»
«E sono lieto di dire che non è stato necessario», interviene il responsabile del settore. «Il nostro severo controllo ha trasformato la disciplina in costume di vita.»

Andiamo, chi è che non ha letto decine di libri in questo modo?

Malgrado la sicurezza dimostrata dal responsabile, Nosferatu ha le prove che le cose non stanno proprio così. «Lei sa che ai dipendenti è stata proibita la lettura nelle ore di pausa?»
«Certo», conferma il responsabile, «e posso garantire…» Non può finire la frase, perché Nosferatu fa partire delle diapositive.

Ecco, forse così è un pochino più scomodo…

Vediamo scorrere in rapida sequenza alcune istantanee scattate nei pagni della fabbrica, dove contravvenendo alle regole i dipendenti leggono di nascosto. E cosa leggono?

E poi, via sotto il maglione…

Come si vede chiaramente dalle immagini, l’operaio disobbediente sta leggendo di nascosto in bagno l’opera più famosa di Ray Bradbury, davvero perfetta data la situazione.
Apparso in Italia originariamente nel 1956 per la milanese Aldo Martello Editore (collana “La Piramide” n. 34) con il titolo “Gli anni della fenice” (unica traduzione autorizzata di Giorgio Monicelli), il romanzo del 1953 riappare un decennio dopo per Mondadori – con la stessa traduzione – nella celebre collana “Oscar Mondadori” n. 78 (18 ottobre 1966), con il noto titolo “Fahrenheit 451“.
Della mia esperienza personale con il libro ho già parlato.

Per finire, mentre il protagonista fruga nella biblioteca di Nosferatu troviamo anche la raccolta della Geschichte der Päpste, la corposa opera del tedesco Ludwig von Pastor nota in Italia come “Storia dei papi“.

Una settimana con Ivano

Per cinque giorni, in cinque rubriche, cinque aspetti diversi di questo film del 1971 che mi ha consigliato Ivano Landi del blog Cronache del Tempo del Sogno:

  • Lunedì: “IPMP” con locandine e ritagli di giornali dell’epoca
  • Martedì: “Books in Movies” con citazioni librarie dal film
  • Mercoledì: “CitaScacchi” con una citazione scacchistica dal film
  • Giovedì: “Pseudobiblia” con il libro falso presentato nella pellicola
  • Venerdì: “Il Zinnefilo” con le grazie al vento di una delle protagoniste

L.

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11 commenti

Pubblicato da su luglio 25, 2017 in Books in Movies

 

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11 risposte a “[Books in Movies] Hanno cambiato faccia (1971)

  1. Cassidy

    luglio 25, 2017 at 7:55 am

    No ma è fighissimo, devo vederlo questo film! Ottimo consiglio, ti leggerò molto volentieri lungo tutti i tuoi post a tema 😉 Cheers

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      luglio 25, 2017 at 7:57 am

      È un film spettacolare che non avevo mai sentito nominare: per questo la dritta di Ivano è stata ancora più preziosa 😉

      Mi piace

       
  2. Ivano Landi

    luglio 25, 2017 at 2:40 pm

    Wow, che magnifico programma! Ho scelto, per ragioni facilmente intuibili, di limitare a tre il numero di blog tuoi che seguo, ma ovviamente questa settimana faccio un’eccezione… anzi tre!
    E grazie per la doppia citazione. Ma hai visto anche l’altro film che ti ho proposto dello stesso regista?

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      luglio 25, 2017 at 2:42 pm

      Credo sia la prima volta in assoluto che becco un film con così tanti elementi utili per le mie ricerche e i miei blog! Quindi il tuo consiglio vince ogni premio etrusco ^_^
      Questa settimana mi sto concentrando su questo, ma ho da parte anche l’altro tuo consiglio, che mi sembra bello ricco di spunti 😉

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  3. theobsidianmirror

    luglio 25, 2017 at 2:57 pm

    Pazzesco il fatto che non conoscevi questo titolo. Tra l’altro fu una delle prime recensioni che feci sul blog (che ti invito a non leggere perché scritto da schifo) e che mi pare riproposi anni dopo su Obsploitation. Non ricordavo però tutte le chicche citazionistiche di cui parli…. evidentemente non ti conoscevo ancora e perciò ero meno attento a questi dettagli…
    Ottimo, come dice Ivano, anche l’altro suo film… peccato che ne abbia girati solo due in carriera…

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    • Lucius Etruscus

      luglio 25, 2017 at 2:59 pm

      Ora che mi conosci, spero noterai tante belle chicche nei film da segnalarmi ^_^
      Comunque sono tantissimi i film che non conosco, per questo adoro ravanare fra i NON-Blockbuster, così da trovare perle preziose come questa. E poi conto tantissimo sul passa-parola…

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  4. Clementina Daniela Sanguanini

    luglio 28, 2017 at 5:30 am

    Il post è meraviglioso. Poi mi ritrovo anche il grandissimo Adolfo Celi: lode lode lode lode lode…
    “Hanno cambiato faccia” non lo conoscevo, ma devo dire che è una superchicca. Tra l’altro rimanda ai due capostipiti del cinema horror: Nosferatu e Il gabinetto del Dottor Caligari (per quest’ultimo il rimando è goffo, ma è indiscutibile).
    Bravi!

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    • Lucius Etruscus

      luglio 28, 2017 at 5:59 am

      Divido i complimenti con Ivano che mi ha fatto conoscere questo splendido film, che ti consiglio caldamente.
      Sì, la storia strizza l’occhio ai classici ma si focalizza sulla contemporaneità: anche se è degli anni Settanta, è un tema attualissimo ancora oggi!

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