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[Un libro, una storia] Capitani oltraggiosi

19 Giu

Come già ho avuto modo di raccontare, il 18 febbraio 2005 ho iniziato a leggere per la prima volta un romanzo dell’autore texano Joe R. Lansdale – per la precisione, l’allora ultra-rarissimo Mucho Mojo – e, totalmente rapito dal suo stile, nel giro di un anno ho letto 20 suoi romanzi, cioè tutti quelli disponibili all’epoca. In realtà solamente il 2005 è stato il mio personalissimo annus mirabilis dell’autore: avendo finito tutti i romanzi buoni, dal 2006 ho iniziato a leggere le ristampe e le furbate che cominciavano ad arrivare in Italia, rimanendo spesso deluso e disamorandomi presto di Champion Joe.

Come tutti sanno, il ciclo di romanzi di maggior successo dell’autore texano è quello con protagonisti Hap e Leonard, due tizi che in poche righe ti conquistano, ti divertono e non ti mollano più.
Quel febbraio 2005 mi ero lasciato convincere a dare una chance a questi personaggi e in brevissimo tempo ne ero schiavo. Divorai tutti i libri che li vedevano protagonisti giusto in tempo per l’uscita italiana, nel novembre 2005, di questo Capitani oltraggiosi (Captains Outrageous, 2001), edito da Einaudi.

All’epoca ancora tenevo traccia delle mie letture, così posso raccontare di aver comprato questo libro alla Stazione di Roma Termini il 29 novembre 2005 e di aver iniziato immediatamente a leggerlo, finendolo il 2 dicembre successivo, che era un venerdì.
Perché specifico che era un venerdì? Qui scatta la storia…

All’epoca ero pendolare già da un anno, e vi svelo un segreto che nessuno sa: ogni venerdì c’è uno sciopero, nel trasporto pubblico. Perché una volta sciopera una sigla, una volta un’altra, una volta gli autisti, una volta i controllori, una volta chi pulisce le vetture, e via dicendo. Chiunque si muova con i mezzi a Roma – cioè gli extracomunitari ed io – sa che ogni venerdì c’è uno sciopero e quindi un ritardo e quindi un disagio, e si mette l’anima in pace.

Quel venerdì 2 dicembre un treno fece uno “Sciopero ACDC” (Sciopero A Cazzo Di Cane) – perché se nessuno controlla che le leggi sugli scioperi vengano rispettate, chi le rispetta? – e così saltò una corsa, e quando una corsa salta sulla tratta più frequentata della Provincia di Roma significa che ci sono almeno mille persone sui binari che dovranno salire sul treno successivo, già pieno di altre mille persone.
Dopo aver aspettato un’eternità sulla banchina, mi sono dovuto fare tutto il viaggio – che ovviamente è durato il doppio rispetto al solito – su un piede solo: c’era talmente tanta gente che non c’era spazio per abbassare anche il secondo piede! (Sembra che io stia scherzando, ma vi giuro che è esattamente così che è andata.)

Malgrado tutto questo assurdo disagio, io stavo in grazia di Dio, perché avevo Hap e Leonard che mi tenevano compagnia! Quel venerdì maledetto tutti quei ritardi mi hanno permesso di bermi questo libro, letto in equilibrio su un piede e retto con una mano sola. È stata una full immersion totale e mi rimane solo una domanda: perché una tizia che viaggiava vicino a me continuava a lanciarmi occhiatacce, fissando la copertina del libro? Ok, sono due gambe nude, ma con quello che si vede in giro non credo proprio abbia potuto mal giudicare la mia lettura da questo!

L.

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6 commenti

Pubblicato da su giugno 19, 2017 in Uncategorized

 

6 risposte a “[Un libro, una storia] Capitani oltraggiosi

  1. Cassidy

    giugno 19, 2017 at 8:25 am

    Inizio con il ringraziarti per la citazioni! Poi continuo ringraziandoti perché mi hai finalmente dato un nome da utilizzare per gli scioperi del venerdì, che da utilizzatore di mezzi pubblici purtroppo ben conosco (confermo è proprio così che accade!), ora saranno per sempre ACDC ma non come una band figa australiana! 😉

    Il libro è uno dei più deboli della serie secondo me, ma non cambia il fatto che si legga in un amen grazie alla prosa di Champion Joe. La copertina è furbetta, ma in linea con l’atmosfera “balneare” della crociera dei due protagonisti, no sul serio, ci sono copertine ben più esplicite per libri scritti molto ma molto peggio! In ogni caso, lo dico sempre, mai uscire di casa senza un libro a portata di mano, una regola aurea 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus

      giugno 19, 2017 at 8:30 am

      All’epoca non avevo lo smartphone quindi dovevo sempre calibrare i cartacei, ma era impensabile uscire con meno di due libri in zaino: metti che uno non piaceva, c’era sempre la scorta 😛
      Una volta sono rimasto fermo in stazione perché facevano sciopero quelli che portavano lo svuotatore mobile degli spurghi del treno. Questo nei TG e nei talk show difficilmente lo dicono…

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  2. Ivano Landi

    giugno 19, 2017 at 9:51 am

    Deve essere comunque un fenomeno comune a tutta l’Italia, perché anche qua a Firenze c’è uno sciopero degli autobus ogni venerdì ;D
    Io tutto quel che ho letto di Lansdale è il suo completamento dell’ultimo romanzo del ciclo di Tarzan, di cui Burroughs aveva scritto 82 pagine prima di morire. Ammetto di conoscerlo ben poco, quindi…

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    • Lucius Etruscus

      giugno 19, 2017 at 9:55 am

      Quello mi manca: ho letto il suo Batman (dimenticabile) e non sono mai riuscito a trovare il suo Jonah Hex, ma alla fin fine mi sa che rende meglio con i personaggi suoi, invece che con quelli di altri 😛
      L’hai mai letta la rielaborazione tarzaniana di Philip José Farmer? Non ho mai avuto il coraggio…

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      • Ivano Landi

        giugno 19, 2017 at 10:25 am

        Sì, ho letto i due romanzi di Philip José Farmer e devo dire che li ho trovati affascinanti. Certo, bisogna averci trascorso l’infanzia e l’adolescenza con determinati personaggi per farsi davvero suggestionare…

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      • Lucius Etruscus

        giugno 19, 2017 at 10:30 am

        Quello mi manca, la confidenza per capire quando Former abbia lavorato. Adoro in lui l’amore per il pulp e adoro il suo stile, ma in pratica non ho mai letto un romanzo di Tarzan quindi non saprei come gestire la sua rielaborazione…

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