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Intervista ad Andrea Carlo Cappi

12 Giu

Andrea Carlo Cappi (foto di Alberto Aliverti, 2011)

Questo giugno torna in edicola un romanzo di François Torrent con protagonista Nightshade. Visto che dietro quello pseudonimo si cela un grande autore di narrativa di ogni genere, Andrea Carlo Cappi – che lavora in ogni ambito dell’editoria italiana – l’ho incontrato per parlare un po’ di questo felice ritorno del suo personaggio.

Questo mese torni in edicola all’interno di “Segretissimo“: che effetto fa vedere il proprio nome (anche se in realtà, pseudonimo) in una collana così storica?

È tuttora la realizzazione di un sogno che avevo sin da quattordici anni, quando sono diventato lettore abituale di “Segretissimo”, attingendo alla vasta collezione di famiglia! Mi fa sempre lo stesso effetto anche dopo quindici anni, tredici romanzi (contando anche Ladykill-Morte accidentale di una lady, apparso in “Segretissimo presenta“, che il 7 giugno esce in una nuova edizione da libreria), vari racconti e la partecipazione alle raccolte della Legione, di cui la terza sarà in edicola in luglio.

Decimo romanzo per Nightshade, anche se Mercy Contreras è apparsa anche in vari racconti. Qual è il tuo rapporto con il personaggio nel suo 15° anno d’età?

Non mi stanco mai di scrivere di lei, forse perché, a differenza degli eroi seriali degli anni Sessanta-Settanta, si evolve con il passare del tempo e non corre il rischio di ripetere sempre gli stessi schemi da un romanzo all’altro. Aveva ventisei anni quando apparve per la prima volta in Nightshade-Missione Cuba, ha vissuto molte esperienze drammatiche e ora che ha passato i quaranta è meno impulsiva e più razionale. E poi, come in tutte le storie che scrivo – sia con i miei personaggi sia con quelli di altri, come Martin Mystère o la coppia Diabolik & Eva Kant – quando mi metto a raccontare le sue avventure non so mai tutto di quello che capiterà e lascio che siano protagonisti e antagonisti a condurre il gioco e a sorprendermi con le loro azioni.

Dal 2002 in copertina c’era solo “Nightshade”, poi nel 2015 diventa “Agente Nightshade”: cos’è successo al personaggio?

La scelta di aggiungere “Agente” in copertina è servita a rendere più chiaro il ruolo della protagonista ai nuovi lettori: con quella parola nel titolo si capisce subito che si tratta di una storia di spionaggio. In effetti, con Nightshade-Protocollo Hunt si è chiuso un primo ciclo di sette romanzi e con il successivo Nightshade-Programma Firebird ne è cominciato uno nuovo, proseguito con Agente Nightshade-Bersaglio Isis.

Chiusi i conti con il passato, Mercy è ancora di più un’agente free-lance e si sta occupando di tensioni e terrorismo di matrice mediorientale. Programma Firebird è stato il primo romanzo al mondo a citare l’Isis quando ancora non era conosciuta; il successivo raccontava la storia segreta del cosiddetto “Stato Islamico” e anticipava il disgelo tra Iran e Occidente durato fino all’arrivo di Trump. Ora, in Agente Nightshade-Fattore Libia Mercy ha a che fare con ex-combattenti del LIFG (il gruppo libico anti-Gheddafi sostenuto a suo tempo dall’MI6 britannico, di cui avrebbe fatto parte il padre di Salman Abedi, l’attentatore della Manchester Arena) passati ad al Qaeda e infine all’Isis; il controllo dell’Isis sul traffico di esseri umani dal porto di Zuara (da cui partono i barconi i cui naufragi sono all’ordine del giorno); e i rapporti dell’Isis con i cartelli del narcotraffico, in particolare quello di Ciudad Juárez.

A livello personale, ha superato il periodo buio della lotta contro l’organizzazione di El Almirante e ha tentato per qualche tempo di stare lontana dallo spionaggio. Ora non è più sempre in trincea come all’inizio della sua carriera, ma si sente come se di tanto in tanto dovesse pagare un tributo a un suo personale dio della guerra.

Intanto Medina è stato “promosso” dai racconti ai romanzi. Tornerà nell’universo narrativo di Mercy Contreras?

Medina continua a farne parte: lo ritroviamo al principio di Fattore Libia come compagno di Mercy e lo vedremo in azione al suo fianco, spesso con un ruolo determinante. Un legame sentimentale che per Mercy è un riferimento costante, ma anche un elemento di rischio, ogni volta che ripensa alla brutta fine che hanno fatto alcuni suoi precedenti compagni di avventura.

La scottante attualità purtroppo fornisce sempre nuovi spunti alla narrativa spy-action, quindi torna l’ISIS nelle trame di Nightshade. C’è speranza, almeno nella finzione letteraria, di “sconfiggere” questo nemico?

È probabile che tra qualche tempo l’Isis venga sconfitta. Ma temo che le modalità di terrorismo inaugurate a suo tempo da al Qaeda e sviluppate successivamente dallo Stato Islamico continueranno a funzionare: in fondo chiunque può commettere un attentato rubando un camion e gettandosi sulla folla; o, se è attrezzato con esplosivi, farsi saltare in aria in mezzo a persone innocenti. Per un individuo sostanzialmente fallito, è un modo per avere quindici minuti di celebrità, ancorché postuma. Che l’ordine sia partito dal vertice o che invece si tratti di un’iniziativa individuale, l’Isis è sempre pronta ad assumersi la paternità di ogni attentato.

Per finire, a cosa stai lavorando in questo 2017?

Per prima cosa, sto promuovendo tutte le uscite di questo ultimo anno: le riedizioni dei miei romanzi di Diabolik, il mio saggio Fenomenologia di Diabolik in ebook e in volume a colori, i due romanzi Black and Blue e la novità Back to Black (con Toni Black, nuovo personaggio del Kverse, l’universo di Nightshade e Medina, apparso anche in Bersaglio Isis); sto lavorando a un nuovo romanzo di… ma questa sarà una delle sorprese di luglio; e se tutto va bene, dovrei riprendere finalmente anche la serie Danse Macabre, con il secondo romanzo dopo Le vampire di Praga, oltre a una manciata di progetti per l’autunno.

Ringrazio di cuore Andrea Carlo Cappi per la disponibilità e vi invito a visitare la sua pagina Wikipedia e soprattutto a non perdere il suo scottante “Segretissimo” in edicola a giugno.

L.

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Pubblicato da su giugno 12, 2017 in Interviste

 

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