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[Un libro, una storia] Misery

27 Mar

Agli inizi del 1991 arrivò nei cinema italiani Misery non deve morire di Rob Reiner, pronto a lanciare la carriera di Kathy Bates, e ovviamente la Sperling & Kupfer si sbrigò a ristampare il romanzo Mistery (1987) di Stephen King, apparso solo nel 1988 in prima edizione, con la consueta traduzione di Tullio Dobner.
Curiosamente invece di presentare la locandina del film, come consuetudine per far capire che il legame con il romanzo, questa edizione Sperling Paperback “Superbestseller” n. 114, stampata nell’aprile 1991, mostra la bella illustrazione di Bob Giusti, consueto “copertinista” di King dell’epoca.

Ancora non ero schiavo della “Febbre di King” quando adocchiai questo romanzo in libreria, nella mitica “Tuttilibri” di via Appia a Roma che purtroppo, ho scoperto in questi giorni, dopo decenni di onorato servizio – sin dagli anni Ottanta è stata l’UNICA libreria del quartiere più popoloso della Capitale – ha ceduto sotto i colpi del franchising: ora è una fighettosa LaFeltrinelli.
Nel 1991 era ancora una libreria enorme in cui potevi trovare di tutto, anche testi fuori dai cataloghi ufficiali e dai logaritmi di vendita.

Quel giorno dunque vidi per caso il titolo e mi chiesi: vorrà dire “miseria”? Chissà di che parla. Finì così il mio interesse per il romanzo di King, che non giunse fino a girare il libro per leggere la trama.
Poi invece mi invaghii dell’autore e ho divorato questo splendido romanzo dal 7 al 15 agosto di quel 1991, lasciandomi sconvolgere da ogni pagina e sobbalzando nei punti che differivano dal film. Per quanto mi sia piaciuta la pellicola, per quanto posso ricordare è più “leggera” rispetto al romanzo, com’è naturale visto l’argomento, quindi – come sempre mi succede – leggere un romanzo dopo aver visto il film ha significato amare entrambi. (Vedere un film dopo il romanzo da cui è tratto è sempre tremendamente deludente, almeno per me.)

Com’era mia usanza dell’epoca, ho letto questo romanzo a letto ogni sera, prima di dormire. Eppure King non è propriamente un “autore da comodino”: Ricordo ancora la sera in cui Annie tagliò via il pollice di Paul: chiusi il libro e pensai… e ora chi dorme?

L.

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11 commenti

Pubblicato da su marzo 27, 2017 in Uncategorized

 

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11 risposte a “[Un libro, una storia] Misery

  1. Ivano Landi

    marzo 27, 2017 at 7:20 am

    E’ stato l’ultimo romanzo di King che ho letto nella mia lunga stagione kinghiana, durata almeno dieci anni. Poi c’è stato solo “Cuori in Atlantide” nel 2000. Devo dire che non ne ho un gran bel ricordo… se ho smesso un motivo c’è 😉

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    • Lucius Etruscus

      marzo 27, 2017 at 7:29 am

      Dovrei controllare nei miei archivi, sai che non ricordo qual è stato il mio ultimo King? Se non sbaglio è stato “Dolores Claiborne” appena uscito, che non sono riuscito a completare neanche fino a metà. Un autore che sforna fiumi di libri da quarant’anni non può soddisfare per sempre, credo che uno ci si accosti, ci viaggi insieme per un po’ e poi prenda altre strade.

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  2. Cassidy

    marzo 27, 2017 at 7:43 am

    Penso sia uno dei migliori cinque romanzi di King, e anche una delle lettura più coinvolgenti della mia vita di lettore, raramente ho tifato per un protagonista come per questo libro, uno di quelli che fa paura sul serio, il film, che comunque è molto bello, a confronto sembra una versione per educande 😉 Cheers

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  3. pirkaf76

    marzo 27, 2017 at 8:27 am

    Ma Mystery non è un libro di Straub? 😛
    Scherzi a parte, per me è uno dei libri più inquietanti del Re insieme a Pet Sematary, ed anche uno di quei rari casi in cui il film tiene testa al romanzo ( anche se il secondo è molto più perfido).

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    • Lucius Etruscus

      marzo 27, 2017 at 8:34 am

      Sarà che li ho letti entrambi nel pieno della mia “King mania”, ma li ho amati davvero tantissimo e mi hanno scosso sin nel profondo 😉

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  4. mikimoz

    marzo 27, 2017 at 12:16 pm

    Non vedevo quella copertina da SECOLI.
    Questo, per me, è uno dei pochissimissimi romanzi kinghiani ancora leggibili.
    Ricordo che lo lessi dopo aver visto il film, e ci misi solo una mezza mattinata. Stupendo.

    Moz-

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    • Lucius Etruscus

      marzo 27, 2017 at 12:33 pm

      In effetti rispetto agli standard di King è praticamente un opuscolo 😀 Era il periodo d’oro in cui non scriveva a peso e la lunghezza del romanzo dipendeva da quanto aveva da dire, non dai sedicesimi di stampa…

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  5. canenero

    marzo 27, 2017 at 5:06 pm

    Favoloso! Ricordo che in una estate lessi in fila 6 romanzi di King (questo, La Metà OScura, Cose Preziose, il Gioco di Gerald, Dolores Claiborne e Cujo) nelle edizioni Euroclub che arrivavano a mia mamma in continuazione. Mi sembra fosse il 1993…

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    • Lucius Etruscus

      marzo 27, 2017 at 5:08 pm

      Ah, ma allora abbiamo in pratica letto gli stessi romanzi quasi nello stesso periodo! Io però potevo contare sul fatto che mio padre adorasse King così ogni tanto facevamo raid in libreria, comprando le edizioni dell’epoca. A volte tascabili ma anche cartonati, che mio padre conserva ancora 😉

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      • canenero

        marzo 27, 2017 at 5:12 pm

        Mia mamma è sempre stata di gusti piuttosto vari, dagli harmony a Stephen King! La tanto vituperata Euroclub mi ha fatto conoscere diversi autori interessanti… Credo che il mio primo King sia stato proprio Misery, sono indeciso tra questo e La Metà Oscura. Due libri comunque molto legati tra loro.

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