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[Leggende nane] L’anno in cui Van Damme morì

14 Mar

Van Damme nel film I nuovi eroi (Universal Soldier, 1992)

Ispirato dalle leggende urbane raccontate da MikiMoz, continuo a raccontare “leggende nane”, piccole stranezze culturali che non hanno l’ambizione di diventare leggenda: merita di essere ricordato un evento ignoto ai più.
Di questa storia sono probabilmente l’unico testimone, quindi sento il dovere morale di lasciarne traccia per i posteri: nel febbraio del 1993 Van Damme è morto… ma solamente in Italia!

All’epoca il nome Jean-Claude Van Damme cominciava ad essere un filino noto ai frequentatori di videoteche, tanto che piccole case stavano ripescando sue vecchie comparsate per spacciarle come “filmoni”. Italia1 nel 1992 aveva mandato in onda i suoi film più noti, Senza esclusione di colpi! e Kickboxer, e quindi anche il pubblico del venerdì televisivo era stato informato che esisteva un attore di nome Van Damme. Quando io sono diventato suo fan – nell’agosto 1990 – non c’era davvero nessuno che lo conoscesse!
Nel febbraio 1993 andavo al liceo e solamente uno dei miei compagni di classe conosceva i suoi film. Per fortuna una nostra amica, di un’altra classe, si dimostrava essere una fan così la cerchia si allargava, e fu proprio questa ragazza che un giorno durante la ricreazione, incontrandomi nel cortile della scuola, mi fece la domanda più indecente: «Ma è vero che è morto Van Damme?»

Interrogata a dovere, uscì fuori che un suo amico aveva sentito alla radio che era morto Van Damme. La cosa assumeva davvero i toni di una barzelletta: addirittura la radio si interessava di un attore semi-sconosciuto che faceva film marziali? Ricordo che all’epoca il cinema di genere non esisteva, in Italia: era considerato spazzatura vergognosa e nessuno ne parlava. La rivista CIAK, l’unico importante mensile di cinema dell’epoca, ha nominato Van Damme solamente nel 1995, e solo perché girava un film con Roger Moore! (La Prova.)
Com’era dunque possibile che una sua eventuale morte interessasse addirittura i giornalisti radiofonici? La rassicurai che erano tutte sciocchezze, chissà che diamine aveva capito il suo amico… però non c’era affatto da star tranquilli.

Riproduzione di cartolina autografata con,
di dietro, la “biografia” di Van Damme
(dall’Archivio Etrusco)

Nel 1993 non esisteva neanche l’idea di Internet e in Italia le uniche fonti di informazione erano i giornalisti italiani. Cioè, non esisteva informazione.
Come si poteva avere informazioni “fresche” su un qualsiasi argomento? Semplice: non si poteva.
Al massimo frugando nelle riviste di cinema si poteva avere informazione sull’uscita americana di Nowhere to Hide, che nell’aprile successivo sarebbe arrivato in Italia con il titolo di Accerchiato, ma questo non voleva dir nulla: era già noto all’epoca che quando un attore muore ha diversi film ancora inediti all’attivo.
Passarono i giorni e a metà febbraio quel mio compagno di classe mi raggelò: anche lui aveva sentito, non si sa dove, che Van Damme era morto. Per un incidente automobilistico.

La situazione era dannatamente seria: delle uniche tre persone che conoscevo fan di Van Damme… due avevano sentito della sua morte! Era una percentuale dannatamente alta…
Mi facevo in continuazione i due chilometri a piedi che separavano casa mia da un’edicola ben fornita del quartiere vicino, un’edicola che vendeva anche giornali d’importazione. Da tempo compravo la rivista tedesca “Bravo”, un giornaletto modaiolo probabilmente dedicato ad un pubblico femminile – una specie di “Cioè” in salsa tedesca. È noto che non esiste Paese al mondo come la Germania che ami Van Damme, e la rivista “Bravo” era strapiena di materiale su di lui. Un paio d’anni prima, armato di dizionario tedesco, mi ero “tradotto” un articolo biografico della rivista.
Questo per dire che ero affamato di informazioni e in Italia c’era (c’è) il buio più totale. All’epoca i critici cinematografici parlavano solo di Fellini e Kubrick: qualsiasi altro prodotto era spazzatura da ignorare. Non so ora di cosa parlino, evito accuratamente i critici cinematografici…
Quel febbraio 1993 però neanche la rivista “Bravo” mi aiutò: era dal settembre precedente che non arrivava più a quell’edicola, e quindi rimanevo frustrato: come facevo a confermare ciò che il mio cuore sapeva, cioè che Van Damme era ancora vivo?

da “Bravo”, n. 18 del 18 febbraio 1993 (dall’Archivio Etrusco)

Macinare chilometri fu alla fine uno sforzo premiato: il 23 febbraio all’edicola arrivò il numero 18 (18 febbraio 1993) di “Bravo”. Quelle erano notizie fresche! Sfogliai febbrilmente la rivista fino a trovare l’immancabile articolo dedicato a Van Damme: mi informava che l’attore aveva divorziato dalla culturista Gladys Portugues (sua terza moglie, che poi è diventata la quinta!) e che se la faceva con Darcy LaPier (futura ex quarta moglie).
Se da un lato era deludente il fatto che la notizia risaliva al settembre precedente, non era cioè fresca, comunque mi potevo consolare con il fatto che non si parlava di morte: il giornale più vicino all’attore sarebbe stato il primo ad avvertire di una eventuale dipartita.

Il 3 marzo 1993 andai in videoteca ad affittare l’amato Lionheart e, parlando con il gestore, uscì fuori che anche lui aveva sentito le notizie sulla morte dell’attore ma aveva sentito anche che erano state messe in giro per scopi pubblicitari. Ipotesi plausibilissima, ma notizie certe ancora non c’erano.
Mentre la rivista “Bravo” presentava molti materiali sull’attore, ma tutti non databili precisamente, le voci intorno a me crescevano: sebbene fosse un nome pressoché ignoto, c’era sempre qualcuno che aveva sentito da un amico che aveva sentito da un altro amico che era morto Van Damme…

da “Il Messaggero”,
21 aprile 1993
(Archivio Etrusco)

Nel numero del 18 marzo “Bravo” presentava una foto di Van Damme con un premio ricevuto: “Otto”, un premio che la rivista stessa aveva consegnato fisicamente all’attore. Era la prova decisiva che Van Damme era ancora vivo? No, perché nella foto in cui l’attore stringeva il premio Otto… sulla statuetta si leggeva “1992”. Ancora notizie vecchie.
Studiavo attentamente la rubrica delle “morti” di CIAK, non perdevo un numero della trasmissione “Anteprima” (del canale a pagamento Tele+1) e ogni settimana studiavo ogni parola di “Film-TV” (all’epoca rivista esordiente): proprio su quest’ultimo il 30 marzo trovai la notizia del divorzio di Van Damme. Era un passo in avanti – trovare una rivista italiana che parlasse di lui era un fatto epocale – ma erano sempre notizie vecchie.

L’apice dell’assurdo arrivò quando le voci che mi circondarono dissero qualcosa che mai avrei voluto sentire: la notizia della morte di Van Damme era stata data… dal “Maurizio Costanzo Show”!
Ora, vi chiedo uno sforzo di immaginazione. Pensate a Costanzo, spalmato sulla sua sedia, col baffo vibrante, che con la sua voce sbiascicata dà a favor di camera la notizia della morte di un attore di film marziali… Capite che non sta né in cielo né in terra?
Nel 1993 in Italia un ristrettissimo numero di appassionati sapeva che Van Damme era vivo… e dovrei credere che il più seguito personaggio televisivo del momento sapesse della sua morte?

Per fortuna questa situazione kafkiana, dove compagni di scuola con cui non avevo rapporti mi venivano a cercare solo per il gusto di dirmi che avevano sentito chissà dove della morte del mio idolo – ma che simpatici che erano… – finì il 9 aprile 1993.
“Il Messaggero”, quotidiano della Capitale, in quella data avvertiva che per il lancio del film Accerchiato Van Damme avrebbe girato l’Europa, ed era imminente il suo arrivo a Roma. L’incubo era finito: da quella data tutti hanno dimenticato che per due mesi l’attore era morto… anche se solo in Italia!
Era dunque tutta una trovata pubblicitaria, come diceva il gestore della mia videoteca? Non lo saprò mai, perché questa “leggenda nana” non esiste se non nel mio ricordo. Le persone che l’avevano dato per morto, tacquero immediatamente e non ricordarono più di aver detto ciò che avevano detto. È così che nascono e muoiono le leggende…

da “Il Messaggero”, 9 aprile 1993 (dall’Archivio Etrusco)

Tutto quanto vi ho raccontato viene da appunti che ho preso all’epoca, perché ero un malato archivista già allora. (Ho informazioni sulla carriera di Van Damme che neanche lui ha!)
Però in quegli appunti mi era sfuggito un particolare che solo oggi, scrivendo questo pezzo, ho notato. Per soli 21 giorni le sale cinematografiche italiane hanno proiettato il film I nuovi eroi (Universal Soldier), pellicola tolta dal circuito il 18 febbraio 1993… Pellicola in cui si vede Van Damme morire…
Sarebbe davvero facile che la scena di una morte in video passi di bocca in bocca e si trasformi in una morte “vera”, e mi spiace di non aver pensato all’epoca a questo particolare: mi sarei risparmiato due mesi di apprensione per J.C.

L.

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8 commenti

Pubblicato da su marzo 14, 2017 in Leggende nane

 

8 risposte a “[Leggende nane] L’anno in cui Van Damme morì

  1. Cassidy

    marzo 14, 2017 at 8:26 am

    Per essere uno che è morto nel 1993 mi sembra che stia piuttosto bene 😉
    Ho dovuto interrompere la lettura causa risate, immaginare Maurizio Costanzo che cerca di pronunciare il nome Jean-Claude Van Damme è qualcosa di troppo comico 😀

    A parte questo tzè! Facile oggi nell’era di Google, dove ogni lutto vero o fasullo è a portato di click per essere verificato, sfido chiunque a trovare un altro che dizionario di tedesco alla mano abbia fatto quello che hai fatto tu, questa è passione vera! Cheers

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    • Lucius Etruscus

      marzo 14, 2017 at 8:33 am

      Oggi che le notizie sono a portata di mano, paradossalmente non le cerca più nessuno! E infatti ci sono più falsi miti oggi, perché siamo martellati da notizie date a cazzo a cui crediamo alla cieca, quando basterebbe un click per sbugiardare tutti!

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  2. mikimoz

    marzo 14, 2017 at 9:10 am

    Innanzitutto complimenti per l’archivio che hai.
    Davvero.
    Cioè, addirittura le riviste tedesche: hai un tesoro che ti invidio!! **
    Poi, grazie per la citazione (ma dove li ripeschi i miei post? Per di più, a breve volevo riclassificare tutte le leggende urbane!)

    Van Damme morto non l’avevo mai sentito, ma a me toccò Ultimate Warrior morto.
    Erano cose inverificabili, addirittura nessuno smentiva la notizia. Oggi farebbero speciali in tv per dichiarare la verità; un tempo eravamo lasciati nel limbo, e ogni informazione era solo quella regalata da altri e da noi passivamente subìta.

    Moz-

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    • Lucius Etruscus

      marzo 14, 2017 at 9:16 am

      Temo che oggo gli speciali in TV li farebbero senza dare la minima informazione. Hai presente la notizia falsa che il Governo abbassava le magnitudo dei terremoti sotto i 6.0 per non pagare i danni? Tutti hanno detto che era una notizia falsa… ma nessuno ha detto se il Governo pagherà i danni indipendentemente dalla magnitudo. Nessuno ha detto “verità”, si sono limitati a dare del falso ad un falso, che genera solo altro falso…
      Oggi abbiamo ogni notizia a portata di click eppure crediamo a molte più leggende d’un tempo, perché basta uno stato su Facebook per creare opinione e un tweet sgrammaticato per creare una realtà che nessuno va a verificare.

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      • mikimoz

        marzo 14, 2017 at 11:05 am

        E’ un modo geniale di usare le bufale: smentirle per far calmare la acque su un argomento effettivamente di interesse XD

        Moz-

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    • Lucius Etruscus

      marzo 14, 2017 at 9:17 am

      Ah, e aspetto con ansia la tua catalogazione delle leggende ^_^

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  3. canenero

    marzo 15, 2017 at 6:02 pm

    Succosissimo! I tuoi articoli sono una miniera d’oro! Da me nel 1993 Van Damme era già abbastanza discusso. Ero alle medie, e ricordo benissimo che un mio compaesano mi raccontava di aver sentito da un amico di un amico la leggenda (data ovviamente per VERISSIMA) che Van Damme avesse ucciso un suo avversario con un calcio volante…

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    • Lucius Etruscus

      marzo 15, 2017 at 6:09 pm

      ahah mitico! Penso che ogni lottatore, vero o filmico, abbia avuto intorno una storia similare.
      Che fortuna che avevi a poterne discutere, all’epoca non conoscevo nessuno che si interessasse all’argomento, neanche a livello “leggendario”! 😛

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