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[Un libro, una storia] Libri, editori e pubblico nel mondo antico

06 Mar

cavallo-libri-editori-e-pubblicoCon mio grande cruccio non ricordo come sono venuto in possesso del delizioso libretto “Libri, editori e pubblico nel mondo antico. Guida storica e critica” (Laterza 1975) a cura del professor Guido Cavallo, so solo che l’ho amato e riletto tantissimo.
È pieno di appunti non miei quindi posso dire che l’ho preso usato, plausibilmente su qualche bancarella, e molto tempo dopo ho beccato un altro titolo della serie, che si occupa dell’editoria nel mondo medievale, ma l’ho trovato una lettura poco interessante.

Questo saggio di Cavallo invece è talmente denso di informazioni e primizie che davvero non basta una volta sola per apprezzarlo in pieno, e nel corso del tempo l’ho sfogliato a più non posso e malgrado abbia preso un mare di appunti comunque ogni tanto torno a consultarlo, perché in sole 132 pagine racchiude un universo infinito.

Purtroppo non ho appuntato la data in cui l’ho letto la prima volta, ma dev’essere stato tra il 2007 e il 2012, quando cioè la sede del mio ufficio si era spostata in un quartiere assurdo di Roma – il Nomentano – in una zona precisa che per motivi misteriosi viene considerata “di classe”: ci gira gente che ha scritto “assassino” in faccia, quindi mi permetto di non trovare nulla di “classe” in quella zona!
La prima volta che ci sono andato, essendo in forte anticipo sull’orario lavorativo, mi sono seduto sulla panchina di un parco a leggere: e chi sta meglio di me? Mi è bastata un’occhiata ai brutti ceffi che giravano – sembrava il casting di un film di Scorsese! – che guardinghi si passavano “qualcosa” di mano in mano per farmi abbandonare immediatamente quel parco e non tornarci mai più. Poi ho scoperto che a due passi c’è una clinica per il recupero dei tossicodipendenti (temo non perfettamente funzionante), che fa il paio con gli edifici occupati dagli zingari. Insomma, io tutta ‘sta “classe” della zona proprio non la vedo…

platoneRicordo che finalmente trovai una panchina in mezzo alla strada che non fosse ricovero di brutti ceffi, e lì mi sedevo quando facevo il turno di pomeriggio a lavoro, ed arrivavo con fortissimo anticipo. (Essendo pendolare non posso mai stare “preciso” con gli orari). Lì, circondato dalla “malavita nomentana”, rileggevo degli studi fatti per stabilire cosa leggessero e cosa scrivessero nel mondo greco e latino antico!

Molte delle informazioni di questo saggio le ho usate per il mio testo teatrale comico Platone, lo schiavo filosofo, ambientato quando i libri non si leggevano, e altre chicche le ho utilizzate per il ciclo di post intitolato TecnoLibri: storia di tutti i cambi di tecnologia nel mondo dei libri e di come c’è sempre qualcuno che si lamenta di quanto si stesse meglio prima…

Dal tentativo di ricostruire l’editoria nella Grecia dell’oralità alla nascita del libro come noi lo conosciamo grazie a dei lettori fenomenali che di solito non vengono mai citati: i primi cristiani. L’ebraismo aveva i rotoli così come li avevano i “vecchi culti”: i cristiani invece erano smart e rottamarono le vecchie usanze usando una tecnologia più moderna. Ed erano talmente tanti e leggevano talmente tanto – dai testi sacri alla fiction di stampo cristiano, con veri e propri supereroi religiosi! – che fecero “vincere” quell’oggetto che noi oggi, duemila anni dopo, chiamiamo libro.

Chiudo dunque con una doverosa citazione:

«Il tempo libero senza libri equivale a vera morte e sepoltura di un uomo ancora vivo» (Seneca).

L.

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2 commenti

Pubblicato da su marzo 6, 2017 in Uncategorized

 

2 risposte a “[Un libro, una storia] Libri, editori e pubblico nel mondo antico

  1. Ivano landi

    marzo 6, 2017 at 5:33 pm

    Interessante post, Lucius. E direi che con un capostipite che ha salvato il mondo era inevitabile che i primi cristiani si dessero alla supereroistica religiosa 😉

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      marzo 6, 2017 at 5:39 pm

      Oggi sembra curioso, ma in fondo la religione è anche superomismo e questo tipo di narrativa ha sempre “tirato” molto; -)

      Mi piace

       

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