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[Un libro, una storia] Ivanov – Dostoevskij

20 Feb

ivanov-dostoevskijLa mia memoria potrebbe non essere precisa, ma sono abbastanza sicuro che questo sia il primo libro che ho comprato con soldi guadagnati. Già ho parlato del primo libro comprato con soldi miei, ma quelli erano frutto di paghetta: qui intendo soldi guadagnati con un lavoro retribuito.

Nel gennaio 1994 scorazzavo per le vie del centro di Roma con il motorino (un SH 50 azzurro, se a qualcuno interessa) e passavo spesso davanti alla libreria Rinascita di via delle Botteghe Oscure, quasi un’istituzione della Capitale… e infatti ha chiuso e ci hanno fatto un supermercato, a quanto pare…
All’epoca era ancora una storica e illustre libreria, piccolina ma ricchissima – con il seminterrato pieno di VHS di cinema d’autore, a cui ho attinto a piene mani malgrado il prezzo di quelle cassette fosse bello pepato – e dove già ho raccontato l’acquisto di Agaguk.

Proprio in quel gennaio la prestigiosa casa editrice Il Mulino aveva presentato questo “Dostoevskij: tragedia, mito, mistica” (Dostojewskij: Tragödie-Mythos-Mystik, 1932) del poeta e filosofo moscovita Vjačeslav Ivanovič Ivanov, con l’autorevole traduzione dello slavista Ettore Lo Gatto, numero 123 della collana “Intersezioni”.
Detta così può sembrare un’opera impegnativa… e infatti lo è! (Se è per questo erano “impegnative” anche le 20.000 lire di prezzo per un libretto di 166 pagine, ma ormai avevo un piccolo stipendio da apprendista e potevo permettermi certe “pazzie”!)

Dall’estate del ’93 ormai ero rapito da Dostoevskij e stavo pian piano leggendomelo tutto. Quando mi piace qualcosa, mi piace approfondirla in ogni maniera possibile, anche a costo di leggere un genere a me ignoto: la critica letteraria. Anzi, in questo caso vera e propria filosofia.
Ci ho messo un po’ ad affrontare Ivanov, i miei appunti sui libri letti arrivano fino al dicembre 1994 e questo libro non risulta: facile che l’abbia affrontato l’anno successivo o nelle immediate vicinanze, e sicuramente è stata dura ma mi rimane un ricordo intenso e piacevole di me che cercavo di affrontare un testo così impegnativo su un autore che amavo (e amo).

Ogni volta che passavo davanti alla vetrina di Rinascita questo libro mi chiamava e non potevo sottrarmi alle sue lusinghe. Purtroppo nella memoria non mi rimane molto del contenuto, anzi, diciamo che non ricordo nulla e non aver preso appunti a matita – come mio solito – mi impedisce qualsiasi aiuto mnemonico, ma ricordo ancora con piacere la poltrona di casa dove ho letto gran parte del libro – credo fosse un periodo estivo – e non è escluso che mi cimenti di nuovo nelle sue pagine…

L.

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7 commenti

Pubblicato da su febbraio 20, 2017 in Uncategorized

 

7 risposte a “[Un libro, una storia] Ivanov – Dostoevskij

  1. Cassidy

    febbraio 20, 2017 at 9:34 am

    Sono compere che uno deve fare nella vita, l’universo (e i libri) mandano segnali forti e chiari certe volte 😉 Cheers

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  2. theobsidianmirror

    febbraio 20, 2017 at 7:57 pm

    Resta il fatto che ti ricordi di quelle ventimila lire, il che potrebbe significare tante cose…

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    • Lucius Etruscus

      febbraio 20, 2017 at 8:16 pm

      ahahah non ho una memoria così venale: l’ho letto sulla quarta di copertina 😀 Comunque sì, da sempre sono stato uno che ha valutato molto attentamente il prezzo dei libri, raramente ho comprato al di là del prezzo, e quando è successo mi ha segnato profondamente. Una volta ho speso 26 euro… ripeto, 26 euro per un libro di Dawkins: l’ho fatto solo perché è il mio padre spirituale, ma ancora ci soffro a distanza di dieci anni 😛

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      • theobsidianmirror

        febbraio 20, 2017 at 8:38 pm

        So cosa significa stare dietro a un libro costoso. Per abbondanti dieci anni sono stato dietro a “Viaggio al temine della notte” di Celine. Porca miseria! Quella dannata edizione della Corbaccio costava 50.000 lire! E non si può nemmeno dire che fosse un’edizione pregiata. Il guaio è che non esistevano altre edizioni e, in dieci anni, mai nessuno che si fosse degnato a ristamparla per una cifra sensata. Mezza gamba ai quei tempi erano un sacco di soldi. Spenderli avrebbe voluto dire rimanere chiuso in casa per un mese. E intanto gli anni passavano inutilmente….
        Un giorno poi mi sono fidanzato e ho iniziato a raccontare alla mia ragazza quella mia disperazione per quel libro inaccessibile. Risultato? Alla prima occasione l’ho avuto in regalo. ^__^

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      • Lucius Etruscus

        febbraio 20, 2017 at 8:40 pm

        Questo è un chiaro segno che è quella giusta ^_^ A me è capitata una cosa simile con “Memorie di Adriano”, che la Einaudi ha tenuto per decenni a 28.000 lire, finché alla fine è uscita la versione Pocket, quindi la mia storia è a lieto fine “autonomo” ^_^

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      • theobsidianmirror

        febbraio 20, 2017 at 8:42 pm

        Infatti quella ragazza è ancora qui con me ^_

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