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[Un libro, una storia] Cuore di tenebra

13 Feb

conrad-romanzi-e-raccontiNel gennaio del 1995 cominciai a spiluccare l’antologia “Romanzi e racconti d’avventura, di terra e di mare” di Joseph Conrad, numero 146 (17 giugno 1992) della storica collana “Grandi Tascabili Economici Newton” (Newton Compton). All’epoca le edicole sciabordavano di questi grandi classici a due spicci – 3.900 lire per l’epoca era davvero un prezzo imbattibile – e a casa della mia famiglia entravano a sciami come mosche.
A quel prezzo ci si poteva permettere di provare cose nuove, così per anni in casa abbiamo avuto scaffali piegati da queste variopinte edizioni tascabili di romanzi e saggi che hanno regalato più d’una sorpresa.

Nel 1995, dunque, provai a leggere questo famoso Cuore di tenebra spinto dalla più anomala delle curiosità. Nell’agosto del ’93 era uscito in edicola il numero 27 di “Nathan Never” dallo stesso titolo, una storia strana (firmata Bepi Vigna) che scontentò molti: alle critiche dei lettori la redazione della Bonelli rispose… che era appunto una storia ispirata al romanzo di Conrad.
Con la curiosità di scoprire quanta parte di quel romanzo ci fosse nell’albo di Nathan Never, iniziai la lettura dei più grandi romanzi della narrativa britannica. In fondo non importa perché si arriva ad un’opera, basta che si arrivi…

Letta sul letto – cioè ho letto il romanzo breve sdraiato sul mio letto – in 7 giorni, sebbene appunto sia un romanzo molto breve, Cuore di tenebra mi ha subito colpito nel profondo, già dalle prime righe. L’oppressione che descrive Marlow è tangibile e sono stato male fisicamente insieme al protagonista.
Da bravo fan di Aliens e del suo universo – che, lo ricordo, è nato ispirandosi all’opera di Conrad – ho riconosciuto subito la Compagnia: un’entità quasi mitogica, che tutto può e tutto sai, un dio lontano e crudele a cui è inutile raccomandarsi. (In seguito nel mondo di Aliens si è cominciato a chiamarla Weyland-Yutani, ma all’epoca era solo “La Compagnia”, scritta maiuscolo.)

heart_darknessLa rielaborazione di Francis Ford Coppola, Apocalypse Now – potreste averne sentito parlare – è coetanea ad Alien: in quel 1979 Coppola ricalcava il romanzo ambientandolo nel Vietnam mentre Ridley Scott ne prendeva il concetto di Compagnia, chiamando Nostromo l’astronave del suo film, come il romanzo di Conrad.
Quando nel 1997 arrivò il “film ufficiale del romanzo”, cioè una sceneggiatura scritta dichiratamente dall’opera di Conrad e non apocrifamente come Coppola, mi ha deluso: Tim Roth (Marlow) e John Malkovich (Kurtz) sono titanici ma non si respira l’opprimente caldo e la disperata afasia dell’opera di Conrad, dove ad ogni parola senti l’orrore di procedere all’interno di un cuore di tenebra.

La menzogna di Marlow è ovviamente il momento topico del romanzo, sebbene nessuna delle opere citate l’abbia esaltata a dovere. Quando il protagonista torna dal viaggio all’inferno, quando ha visto Kurtz gridare “l’orrore” come unica testimonianza di tutto ciò che può esistere al mondo, quando la moglie di Kurtz gli chiede quale siano state le sue ultime parole… a questo punto Marlow riscrive la storia, e decide che bisogna negare per andare avanti. Che bisogna mentire, per sopravvivere. E risponde alla moglie che Kurtz è morto pronunciando il suo nome… Perché ci vuole un po’ d’amore a questo mondo, anche se è finto.
Tranquilli, non vi ho rivelato nulla, sia perché non è un romanzo giallo e sia perché… se non l’avete letto finora, allora non lo leggerete mai!

Nel giugno dei quel ’95 ho leggiucchiato anche gli altri racconti dell’antologia ma dopo questo capolavoro il resto non mi ha proprio preso.
Un avamposto del progresso e La laguna ho un vago ricordo che mi siano piaciuti, e Gli idioti ricordo di averlo letto parola per parola immaginando un eventuale adattamento cinematografico, e questo me l’ha rovinato perché così facendo non ho fatto attenzione allo stile di Conrad, quando più non-cinematografico esista.

L.

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2 commenti

Pubblicato da su febbraio 13, 2017 in Uncategorized

 

2 risposte a “[Un libro, una storia] Cuore di tenebra

  1. Cassidy

    febbraio 13, 2017 at 9:12 am

    Un libro meraviglioso, inoltre dici bene, tutti i film ispirati a questo capolavoro (penso anche ad “Addio al re” anche se tratto da un altro romanzo) sono migliori della versione con Roth e Malkovich, che ricordo praticamente solo per le due prove degli attori. Cheers!

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      febbraio 13, 2017 at 9:14 am

      Uh, che mi ricordi, è vero: in “Addio al re” si respira moltissimo dell’atmosfera da Cuore di Tenebra!

      Mi piace

       

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