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[Un libro, una storia] Dal Big Bang ai buchi neri

06 Feb

dal-big-bang-ai-buchi-neri-aNel 1988 ci fu un fenomeno davvero curioso in Italia, qualcosa che dal Duemila in poi assume contorni epici: un libro di autorevole saggistica è stato record assoluto di vendite!
Lo so, giovani all’ascolto, sembra impossibile ma vi giuro che è vero: “Dal Big Bang ai buchi neri” (A Brief History of Time, ) di Stephen Hawking – con l’autorevole traduzione di Libero Sosio – ha venduto fiumi di copie nel nostro Paese e le ristampe dal maggio ’88 si sono susseguite a rotta di collo. E non è un testo di astrologia, ma proprio di astronomia!

L’edizione Rizzoli che è ancora nella biblioteca della mia famiglia è la quinta ristampa del luglio 1988, ma negli archivi di lettura risulta che mio padre l’ha letto solo nell’ottobre successivo.
Proprio lui ha portato il libro a casa, ma non l’ha comprato in libreria… l’ha comprato in edicola! Perché la Rizzoli mandò anche in edicola le edizioni cartonate di questo libro che andava via come il pane…

Come ho raccontato per la mia recensione del film “Punto di non ritorno” (1997), talmente è stata la distribuzione capillare di questo saggio che i distributori italiani potevano lasciare quel titolo in lingua originale, Event Horizon, perché tutti sapevamo cosa fosse l’Orizzonte degli eventi. Dal Duemila gli italiani hanno dimenticato tutto, quindi mi tocca spiegarlo: è il “bordo” di un buco nero, quell’argine superato il quale non si torna più indietro perché è fisicamente impossibile. Un punto di non ritorno, appunto.

dal-big-bang-ai-buchi-neri-bIo ho letto il saggio di Hawking solo nel 1995, durante l’esplosiva fama di sapere che mi ha assalito. L’ho divorato in un lampo perché l’autore ha uno stile splendidamente scorrevole e limita al minimo i “paroloni” o le formule matematiche. È principalmente un testo pensato per una divulgazione generica quindi ci va leggero con la fisica.
Ricordo di averlo letto in piedi, perché all’epoca avevo la curiosa abitudine di leggere appoggiandomi ad un alto mobile sistemato davanti alla finestra, perché così facendo il libro aperto rimaneva proprio ad altezza viso.

Dopo una lettura succulenta, nell’ottobre del 1998 trovo in un’edicola la ristampa SuperPocket (n. 47), nata probabilmente per festeggiare i dieci anni in Italia del testo, e la prendo senza pensarci un attimo. Sono passati solo tre anni dalla mia lettura eppure scopro di ricordarlo poco: o meglio, ricordo il succo ma tutta la bellezza narrativa del contorno è ancora da gustare. Me lo rileggo d’un lampo e mi piace addirittura di più della prima volta!
Quando sono andato a vivere da solo l’avere due copie di questo saggio è stata una comodità, al momento della “divisione dei libri”…

Mi piange il cuore a pensare quanto fosse un mondo editorialmente diverso quello italiano fino agli anni Novanta, quanto fosse culturalmente vispo e audace anche se già in forte crisi. Oggi sembra di averlo superato… quell’orizzonte degli eventi!

L.

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2 commenti

Pubblicato da su febbraio 6, 2017 in Uncategorized

 

2 risposte a “[Un libro, una storia] Dal Big Bang ai buchi neri

  1. Massimiliano Riccardi

    febbraio 6, 2017 at 10:44 am

    Personaggio incredibile. Persona incredibile. Quanta potenza, quanta forza. Un esempio.

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      febbraio 6, 2017 at 10:59 am

      Inutile nascondere che gran parte del successo delle vendite sia stato dovuto alla curiosità dell’opera di una persona così incredibile 😉

      Liked by 1 persona

       

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