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Marilù Oliva, La Guerrera

02 Dic

Dall’aprile 2011 all’aprile 2016 ho pubblicato su ThrillerMagazine più di 60 interviste ad autori di ogni tipo, provenienti da ogni parte del mondo: è il momento di ripescarle e riproporle.
Ricordo che Marilù mi ha intervistato per il suo blog Il Libro Guerriero, e quel post è il primo risultato di Google quando digitate il mio nickname… da sempre!

Intervista a Marilù Oliva

Tutti noi crediamo di sapere cosa sia il fuoco, ma in realtà nessuno può spiegarlo: ne conosciamo gli effetti così come possiamo cercare di prevenirne le cause, ma conoscere (o controllare) il fuoco è impossibile. Così come è impossibile non sentire il calore del nuovo romanzo di Marilù Oliva: Fuego è una storia incontenibile come l’elemento di cui è impregnata.

Secondo atteso romanzo con il personaggio di Elisa Guerra, detta La Guerrera – che ha fatto capolino in alcuni racconti del mio Marlowe! – è la conferma che l’autrice sa raggiungere il cuore dei lettori partendo dal particolare per lasciar comprendere l’universale.

L’abbiamo incontrata e le abbiamo posto alcune domande con timore: non è facile intervistare un’intervistatrice, che conosce i “ferri del mestiere”…

Per cercare di non essere banale (e per evitare lo schema “quattro domande” di cui parli nel tuo romanzo), inizio con un argomento “sociale”. Entrambi i romanzi con La Guerrera sono taglienti ritratti del mondo del lavoro di oggi (ma probabilmente anche di domani): è un’impressione o nel secondo romanzo sembra che la situazione sia però peggiorata?

Proprio così, perché La Guerrera si trova, come tanti suoi coetanei, a fare i conti con la frustrazione che scaturisce da una situazione professionale insoddisfacente. Lei vorrebbe lavorare in una redazione seria, ma il mestiere di giornalista pare che sia inaccessibile se mancano le conoscenze giuste. Si trova a svolgere lavori che non c’entrano niente con la sua preparazione, questo perché dilaga la crisi economica, è vero, ma soprattutto perché, a mio avviso, di questi tempi la politica non fa nulla a favore della disoccupazione e del precariato. Il suo senso d’inadeguatezza peggiora, da un romanzo all’altro, perché lo sfondo sociale del romanzo è lo specchio di una realtà che davvero peggiora.

Torna il mondo salsero con i suoi strabilianti personaggi, ma stavolta c’è molta più amarezza nel fondo e La Guerrera giunge a “certe” conclusioni (che non sveliamo per chi ancora non avesse letto il romanzo). Cos’è cambiato dal primo al secondo libro nella tua concezione dell’universo salsero?

Assolutamente niente. Il mio sentimento è lo stesso di sempre, di amore e odio, attrazione e repulsione. Trovo fastidiose alcune logiche di interessi ed esibizionismo, mentre sono affascinata dalla musica e da chi vive il ritmo con passione. Certo, il mondo salsero italiano è molto differente da quello originale dei latinos: qui è più artefatto, più consumistico. Ma intanto esiste, si evolve, consente la diffusione della musica e del ballo ed è molto importante che vengano date occasioni a questo “meticciato” culturale.

La Guerrera in questo romanzo è ancora più contraddittoria: non crede nella magia o nel soprannaturale ma forse vorrebbe; non crede nell’amore ma sotto sotto lo cerca sempre; vuole stare a dieta ma non rinuncia alle patatine fritte… Quanto di te c’è in questa eterna lotta di opposte emozioni?

La lotta degli opposti mi appartiene nelle emozioni e nelle riflessioni, anche perché Catalina sostiene che gli opposti si uguaglino e io mi fido! La Guerrera è coerente col soprannaturale: non ci crede, ma le pressioni di Catalina e gli avvenimenti che un po’ si piegano a sogni e tarocchi la mettono alle strette… In questo io sono un po’ più possibilista di lei, anche se fondamentalmente scettica su tutto. L’amore non lo cerca, anzi, lo evita: ce l’avrebbe sotto al naso se solo non fosse così testarda! Per ora, però, cerca solo avventure… Infine la “Dieta della Guerrera” esiste, se vuoi te la elenco. Come hai sottolineato tu, non mancano mai le patatine fritte:

DIETA DELLA GUERRERA

Colazione (a tarda ora): 1 caffè con 4 cucchiaini di zucchero

Digiuno fino a merenda (consentiti altri 3 caffè + zucchero)

Ore 18 circa: 1 pacchetto piccolo di patatine fritte

Cena: mangiare quello che si vuole/

In alternativa, se si salta la cena, alle ore 23 è consentita: 1 pizza con patatine fritte

Dalle 24 fino all’alba rum a volontà

Che fegato, eh?

La Guerrera in questa sua nuova storia prende batoste a destra e a manca, gliene succedono di cotte e di… bruciate! Di’ la verità: ti diverte infierire sulla povera Elisa?

Detesto i protagonisti-supereroi, volevo una guerriera vera, non fumettistica. Una donna che combatte, ma non vince tutte le battaglie. Cade, si rialza, si rimbocca le maniche, incassa colpi, non ha paura di ogni giorno che arriva, mette in conto il fallimento. Anzi, cresce proprio nel momento in cui sbaglia. Comunque sì… un po’ mi diverte!

Sono veramente pochi i romanzi a dare spazio alla capoeira come fai tu: è stata un’esigenza di “esclusività” o hai un legame particolare con questo poco conosciuto stile marziale?

Ho un legame particolare perché l’ho praticata – da principiante, sottolineo –  e me ne sono innamorata. Mi piace molto lo spirito di libertà insito in questa danza marziale. Senza contare che la capoeira, coreograficamente parlando, è uno spettacolo praticato a livelli alti.

Ora la domanda personale è d’obbligo. Sei un’intervistatrice esperta, così come lo sono anche i tuoi personaggi. (In fondo la dottoressa del tuo primo libro lavorava con le domande!) Qual è il segreto per una buona intervista? E ti è mai capitato di intervistare qualcuno come il Federico Nice del tuo romanzo?

Bello questo filo conduttore, le domande e i miei romanzi! Il segreto per una buona intervista lo conosci benissimo, mi pare! Comunque, in linea di massima, io formulo i quesiti sulla base di due presupposti: la conoscenza del lavoro dell’autore e la mia curiosità.

Mi è capitato talvolta di incontrare personaggi come Federico Nice, persone che non varrebbero niente se non fossero adeguatamente “spinte” da protettori, eppure presuntuose e piene di sé. Ma non mi toccano: come sostiene Catalina, «le manie di superiorità e i complessi di inferiorità sono la stessa cosa».

Rimango sul personale perché è obbligatorio chiederti: quanto è importante per la tua vita di tutti giorni il buon vecchio Dante Durante?

Non so Dante a memoria come La Guerrera! Ma ogni tanto anche a me giunge in soccorso nella vita quotidiana, come fa con lei.

E il fuoco, che nel tuo romanzo analizzi in modo affascinante sotto tutti i punti di vista, cosa rappresenta per te? In quale forma lo senti più tuo?

Anche se l’ho studiato per un anno, per me il fuoco è un enigma totale…

Lo so, chiederti dei progetti futuri a questo punto è banale, ma è più forte di me! Quali saranno i tuoi prossimi passi? Ti prego, tranquillizza i tuoi affezionati lettori dicendo che scriverai ancora della Guerrera

Sì, sto scrivendo proprio in questi mesi la terza, e probabilmente ultima, avventura di Elisa Guerra. Ti anticipo solo che si parlerà di sorte e di destini e che sarò ancora più cattiva!; -)))

L.

P.S.
Questa intervista è stata pubblicata su ThrillerMagazine il 3 agosto 2011.

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2 commenti

Pubblicato da su dicembre 2, 2016 in Interviste

 

2 risposte a “Marilù Oliva, La Guerrera

  1. Cassidy

    dicembre 2, 2016 at 8:12 am

    Bellissima intervista, mi piace anche il suggerimento per la dieta giornaliera 😉 Cheers

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      dicembre 2, 2016 at 8:14 am

      Un romanzo italiano con protagonista una capoeirista non è davvero qualcosa che si vede tutti i giorni 😉

      Mi piace

       

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