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Gli errori di Borges 2: Il Labirinto

23 Nov

meraviglie_mondoContinuo a parlare di “errori di Borges” ma sempre precisando che in caso di non conformità… è la realtà a sbagliare, non il Maestro argentino!

Tra il 250 a.C. e il 226 a.C., quindi per un breve periodo di circa venticinque anni, il mondo classico ha potuto godere di tutte e sette quelle che nel 200 a.C. Filone di Bisanzio definirà Meraviglie del Mondo.Qualche decennio dopo Antipatro di Sidone in una sua opera (Antologia greca, IX, 58) scrive:

«Ho posto gli occhi sulle grandi mura
di Babilonia antica, su cui resta
una strada per carri, e sulla statua
di Zeus presso l’Alfeo, ed i giardini
pensili, ed il Colosso del dio Sole,
e il gran lavoro dell’alte piramidi
e di Mausolo la gran tomba; ma
quando io vidi la casa d’Artemide
che sormonta le nubi, perser tutte
codeste meraviglie il lor splendore
e allora dissi: “Invero, mai il Sole
vide una grandezza così ampia”.»

Questi versi rappresentano il primo elenco delle Sette meraviglie del mondo, opere subito andate distrutte e che oggi sono rappresentate solo dalla superstite piramide di Cheope.
1982-vazquez-colloqui-con-borgesBorges amava il mondo classico e non poteva non subire il fascino di queste sette opere che si sono guadagnate l’ammirazione di poeti e scrittori. Nell’aprile del 1973, in occasione dell’edizione italiana del racconto El Congreso per Franco Maria Ricci, la fida María Esther Vázquez intervista Borges – testo poi incluso nell’antologia “Colloqui con Borges” (Novecento 1982) – e gli chiede «Quando, dove e perché appare come tema il labirinto?»
Ecco la risposta dell’argentino:

«Ricordo un libro con un’incisione in metallo delle sette meraviglie del mondo, fra le quali c’era il labirinto di Creta: un edificio simile a un’arena, con finestre molto esigue, come fessure. Io da bambino pensavo che se avessi esaminato bene quel disegnò, aiutandomi con una lente, sarei potuto arrivare a scorgere il Minotauro.»

La bellezza di questa risposta ci fa distrarre da un fatto: il Labirinto di Cnosso di Creta non è annoverato tra le sette meraviglie del mondo!

  1. La piramide di Cheope a Giza
  2. I giardini pensili di Babilonia
  3. La statua criselefantina di Zeus a Olimpia
  4. Il tempio di Artemide a Efeso
  5. Il colosso di Rodi
  6. Il mausoleo di Alicarnasso
  7. Il faro di Alessandria

1980-sette-nottiNo, non ci sono labirinti, sebbene Borges continui a ripeterlo. Nella seconda delle “Sette notti” (1980; in Italia, Feltrinelli 1983) scrive:

«Direi che ho due incubi che possono confondersi. L’incubo del labirinto, che è dovuto, in parte, a una incisione su acciaio che vidi in un libro francese quando ero piccolo. In questa incisione si vedevano le sette meraviglie del mondo e tra queste il labirinto di Creta. Il labirinto era un grande anfiteatro, un anfiteatro molto alto.»

Possibile che nessuno abbia mai avuto il coraggio di far notare l’errore a Borges?

«Due incubi ossessionarono Borges per tutta la vita: gli specchi e il labirinto. Il labirinto, scoperto per la prima volta da bambino in un’incisione su rame delle Sette Meraviglie del mondo, gli incuteva la paura di “una casa senza porte” al centro della quale lo attendeva un mostro»

Così racconta Alberto Manguel nel suo delizioso saggio biografico “Con Borges” (With Borges, 2004; Adelphi 2005): e sì che Manguel ha vissuto molto tempo a strettissimo contato con il poeta di Buenos Aires…

Insomma, Borges sin da quando da bambino ha guardato l’illustrazione di chissà che libro è rimasto convinto che il Labirinto fosse una delle sette meraviglie del mondo. Certo che poteva andare a controllare… ed ecco che sono caduto nel tranello. Perché controllare… se è la realtà ad essere sbagliata?

1977-norahQuando nel 1977 la milanese Il Polifilo pubblica “Norah“, un volumetto che Borges dedica all’amata sorella, il traduttore e curatore Domenico Porzio va a trovare il poeta e chiacchiera con lui. Ad un certo punto Borges gli racconta delle sue lezioni tenute nelle università americane e delle domande in merito che gli rivolgono gli studenti.

«Può capitare citando Shaw in una lezione di sentirsi chiedere, da studenti, chi mai fosse. Avevo elencato in una lezione le sette meraviglie del mondo nella tradizione classica e un giovane mi chiese che cosa erano i giardini di Babilonia.».

Quindi Borges sapeva benissimo quali fossero le meraviglie del mondo, le elencava nelle sue molte conferenze e quindi la conclusione potrebbe essere che non si tratta di un “errore”, inserirvi il Labirinto di Cnosso, bensì un aggiustamento della realtà. E visto che nessuno l’ha mai corretto, ora anche il Labirinto fa parte delle sette meraviglie.

juan-villoro-il-libro-selvaggioVolete la prova che ora la realtà è modificata? Nel 2008 il professore universitario e romanziere messicano Juan Villoro scrive un’autentica delizia bibliofila dal titolo “Il libro selvaggio” (El libro salvaje), edito in Italia da Salani nel 2010 e che vi consiglio caldamente: è uno scrigno ricco di amore per la letteratura e di giochi con i libri.
A pagina 62 leggiamo:

«Eratostene, bibliotecario di Alessandria, colui che ha calcolato la circonferenza della Terra. La biblioteca di Alessandria era una delle sette meraviglie del mondo.»

No, neanche la celebre biblioteca era nel novero delle sette meraviglie, ma ormai la realtà è mutata e Villoro ha tutto il diritto di giocare come il bonaerense cieco, che infatti è ampiamente citato nel romanzo.

«Apri le tende così la stanza brillerà come una pagina di Borges.»

Il vero elenco delle sette meraviglie non ha più importanza, perché Borges l’ha riscritto e ha dato il via ad un’opera di rimodellamento della realtà a cui tutti possono giocare: sta a voi, ora, creare il vostro personale elenco delle meraviglie…

L.

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2 commenti

Pubblicato da su novembre 23, 2016 in Uncategorized

 

Tag:

2 risposte a “Gli errori di Borges 2: Il Labirinto

  1. Ivano Landi

    novembre 23, 2016 at 8:08 am

    A me non è mai stata concessa la possibilità di “sbagliare” a questo riguardo. Il volume XIV dell’enciclopedia !I quindici”, enciclopedia che mi ha nutrito fin dall’età di sei anni, si apre proprio con l’elenco delle sette meraviglie.

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      novembre 23, 2016 at 8:11 am

      Sono sicuro che il libro citato da Borges mostrasse il labirinto di per sé, non inserito nelle sette meraviglie, ma poi il nostro Borges si è messo a giocare con la realtà e nessuno ha mai messo in discussione la sua parola: piuttosto si cambiano le meraviglie 😛

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