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Thomas Malling, il ninja norvegese

18 Nov

Dall’aprile 2011 all’aprile 2016 ho pubblicato su ThrillerMagazine più di 60 interviste ad autori di ogni tipo, provenienti da ogni parte del mondo: è il momento di ripescarle e riproporle.

Intervista a Thomas Malling

norwegianninjaThomas Cappelen Malling è lo sceneggiatore e regista di un film incredibile e sorprendente: “Norwegian Ninja (Kommandør Treholt & ninjatroppen, 2010). Non inganni il titolo, non si tratta di un film marziale né di una delle tante parodie sul ninjutsu: lo è anche, è vero, ma va ben oltre.

Il film, ambientato sul finire degli anni Settanta, ipotizza che Arne Treholt – vero uomo politico norvegese celebre per essere stato riconosciuto una spia dei sovietici e reso protagonista di una gogna mediatica finita con il carcere e l’auto-esilio – fosse a capo di una potente e capace élite di soldati ninja al servizio di un ideale molto particolare: destabilizzare gli equilibri dell’Europa della Guerra Fredda per orientare la politica dei vari Stati. Il tutto… mediante il ninjutsu!
Un film girato con incredibile maestria – sebbene sia un’assoluta opera prima! – con trovate visive assolutamente geniali e intuizioni che denotano un cineasta attento.

Nato in tempi non sospetti, le tragiche notizie provenienti da Oslo questi giorni [questa intervista è stata pubblicata tre giorni dopo gli attentati del 22 luglio 2011] rendono Norwegian Ninja di strettissima attualità, quasi testimone involontario di quella “polvere sotto il tappeto” che, ritratta da Malling con humour nero, scopriamo essere molto seria. Ho incontrato questo regista promettente per parlare del suo sfavillante debutto. L’intervista è nata prima dell’attentato che ha fatto tremare la Norvegia, quindi non se ne farà parola: ci saranno sedi migliori per approfondire l’argomento.

Com’è nata l’incredibile idea di “Norwegian Ninja”?

Il diplomatico norvegese Arne Treholt fu processato per spionaggio con l’Unione Sovietica nel 1983 e condannato a venti anni di carcere. Le accuse contro di lui furono sostenute da un grande interesse mediatico, i giornali erano pieni di notizie scioccanti di come Treholt giocasse d’azzardo nei casinò, viaggiasse in posti esotici, avesse amanti sparse per il mondo, vestisse abiti costosissimi e via dicendo: tutti i clichè da James Bond vennero usati contro di lui. Non avevano alcuna prova consistente, eppure venne condannato a vent’anni e fu odiato da tutti.

Io non ho mai creduto ad una sola delle leggende che girarono su di lui – mi sembravano tutta propaganda: stando al Governo e ai media Treholt era James Bond!

Così ho pensato, be’, se tutto quello che è stato detto su di lui è vero, non ci sarebbe nulla di sorprendente se fosse stato anche un ninja, capace di attraversare le pareti e scomparire in una nuvola di fumo. Poi mi sono detto: aspetta… questa è un’idea!

Treholt è ancora vivo: ha creato problemi per il progetto del film?

norwegianninja1Al contrario. Nel 1996 Treholt mi ha dato il permesso di scrivere un libro usando il suo nome come autore. Il libro era un falso manuale militare creato appositamente per farlo assomigliare ad una guida di ninjutsu ad uso delle Forze Speciali norvegesi negli anni Settanta. Un mio amico impersonò Treholt nelle foto del manuale che illustravano le tecniche di combattimento. Così lui capì che non lo stavamo prendendo in giro, ma anzi si trattava di un progetto di interesse sociale che mostrava come il pubblico avesse sete di verità ma fosse costretto a bersi le bugie di cui i libri di storia e i media sono pieni.

Un sacco di gente ha creduto che l’Arne Treholt’s Ninja Manual fosse vero, e quando uscì fuori che si trattava di uno scherzo sperai di aver fatto capire come libri e giornali siano pieni di bugie, e come il mio libro non fosse certo la prima falsità scritta sul caso Treholt.

Quando insieme al produttore Eric Vogel abbiamo incontrato Treholt e gli abbiamo prospettato l’idea di realizzare un film, lui è scoppiato a ridere e ha detto: «Ragazzi, siete liberi di distruggere la mia reputazione e il mio buon nome!»

Questa è una commedia, ok, ma la storia di spionaggio ambientata durante la Guerra Fredda è molto seria: pensi che in Europa possa essere successo ciò che immagini nel film? (Con o senza ninja…)

Tecnicamente la storia è vera: tutto è vero, tranne i ninja. Comunque la sequenza degli eventi è modificata per esigenze di copione. L’organizzazione Stay Behind era colpevole di cospirazione, così come la P2 in Italia, ed organizzarono attacchi terroristi mascherati da fazione avversa per influenzare l’opinione pubblica, uccidendo diverse centinaia di persone dal 1950 fino al 1980. In Italia hanno fatto saltare in aria un ufficio postale a Bologna e hanno cercato di incolpare i comunisti. La guida da campo dello Stay Behind di cui Treholt parla nel film è un buon punto per cominciare a scavare in cerca della verità.

Questo è in assoluto il tuo primo film: come ti sei sentito a lavorare al tuo debutto cinematografico?

È stata una grande esperienza. Sono cresciuto guardando i vecchi film di Guerre Stellari e ho sempre voluto cimentarmi nella fantascienza vecchia scuola. Hai presente? Miniature, pupazzi, effetti speciali creati con prospettive forzate, fondali disegnati… La sequenza del torpedone sottomarino è stata la nostra personale “corsa delle biciclette”, come in E.T.: ci siamo divertiti tantissimo!

Qual è stata la reazione dei tuoi concittadini all’uscita del film? La memoria di Treholt dev’essere ancora fresca

L’opinione pubblica si è divisa: c’è chi l’ha amato e chi no. Abbiamo avuto buone recensioni in Norvegia, che però è un Paese piccolo e non ha un mercato sviluppato per i film di nicchia. Le nuove generazioni poi non sanno nulla del caso Treholt. Ma il film è andato molto bene all’estero e ha funzionato nei vari festival. Al Fantastic Fest dell’anno scorso ha ricevuto il premio per il miglior attore (Mads Ousdal) e per il miglior regista.

Comunque la pagina facebook del film è ancora attiva e la si può trovare qui: www.facebook.com/ninjatroppen?ref=ts

Mads Ousdal (a destra) nel ruolo di Arne Treholt; Trond-Viggo Torgensen (a sinistra) nel ruolo di Re Olav di Norvegia
Mads Ousdal (a destra) nel ruolo di Arne Treholt;
Trond-Viggo Torgensen (a sinistra) nel ruolo di Re Olav di Norvegia

Ti piacciono i vecchi film di ninja? Preferisci quelli americani o quelli di Hong Kong?

Amo i concetti di base dei film ninja, e da ragazzino ho adorato American Ninja, ma presi singolarmente nessuno di quei film può considerarsi buono. Hanno molto in comune con i porno: servono a riempire un vuoto del mercato ma sono privi di rispetto per il pubblico o per la materia trattata. Invece adoro l’idea del ninja e l’idea di un film sui ninja.

Puoi parlarci dei tuoi piani futuri? Qualche nuovo film o libro? E, soprattutto, qualche nuovo ninja?

Sto lavorando al mio segmento del film a più mani ABCs of Death, la cui uscita è prevista per l’anno prossimo. È prodotto dalla Alamo Drafthouse Films di Austin. Sono molto eccitato per questo progetto, di cui si parla più approfonditamente qui.

C’è un nuovo libro in uscita per l’anno prossimo: un altro manuale ninja, il manuale di Treholt su come organizzare dei colpi di stato… Credo che questo sarà pubblicato anche in lingua inglese. Per maggiori informazioni, ecco il link.

Sto lavorando anche su altra roba, ma è ancora presto per parlarne. Se qualcuno dei tuoi lettori vuole condividere qualcosa o partecipare a qualcosa, io sono su facebook: facciamo partire la discussione!

L.

P.S.
Questa intervista è stata pubblicata su ThrillerMagazine il 25 luglio 2011.

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2 commenti

Pubblicato da su novembre 18, 2016 in Interviste

 

2 risposte a “Thomas Malling, il ninja norvegese

  1. Cassidy

    novembre 18, 2016 at 8:15 am

    Ricordo il suo segmento nel divertente “ABCs of Death”, ma non ho mai visto questo film. Per altro, può far ridere l’idea di un ninja norvegese, però il ninjutsu è nato proprio per quello, la dico male, una tecnica di guerra usata per destabilizzare il nemico usando spie invisibile super addestrate, dovrei recuperarlo questo titolo 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus

      novembre 18, 2016 at 8:21 am

      Verissimo! Dal 1987 crediamo che i ninja siano “roba da tartarughe”, invece il ninjutsu è proprio “l’arte dell’invisibilità”: sono spie ed assassini che agiscono nell’ombra e in modo vigliacco e infido, ingaggiati esattamente per quello che dici tu, destabilizzare se non proprio togliere di mezzo nemici, politici o di altra natura. Poi è arrivata la letteratura e li ha totalmente stravolti, come spiego nel mio saggio il “nostro” ninja è un titanico falso storico, ma il suo fascino è magnetico ed ha conquistato l’immaginario collettivo. Invece paradossalmente una commedia come questa sa restituire ai ninja la loro essenza: agire dove nessuno sa che stanno agendo…

      Mi piace

       

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