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[Un libro, una storia] L’isola del tesoro

17 Ott
Cover di Vittorio Accornero

Cover di Vittorio Accornero

Grazie ad una targhetta adesiva che ha resistito per ben trent’anni, scopro che il 30 giugno 1986 arriva sugli scaffali della libreria del mio quartiere il romanzo “L’isola del tesoro” (Treasure Island, 1883) di Robert Louis Stevenson, nella traduzione dell’autorevole Alberto Tedeschi risalente al 1963.
Per chi non lo sapesse, Tedeschi è l’uomo che ha inventato il “giallo” in Italia, portando nel nostro Paese una narrativa a noi ignota all’interno della collana da lui inventata: “Il Giallo Mondadori”.

La casa editrice milanese Mursia sta ristampando in questo periodo i grandi classici della letteratura – tipo Jules Verne – e i miei genitori ne hanno acquistati diversi volumi a prezzo non indifferente. Grazie alla stessa etichetta scopro infatti che il libro costa 13.000 lire, una cifra importante per il 1986, quando “Il Giallo Mondadori” costava 3.000 lire e gli Oscar Mondadori 8.000.

Come da appunti presi, ho iniziato a leggere questo libro il 31 agosto 1986 e l’ho finito il 28 settembre successivo: 29 giorni, all’incirca la mia media di lettura dell’epoca. Curiosamente oggi, trent’anni dopo, a più della metà degli italiani non bastano 365 giorni per leggere un libro…

Il commento che ho lasciato scritto non eccelle per critica letteraria: «Appassionante per il riuscito intreccio avventuroso». L’unico pregio è che la frase può voler dire tutto e niente!

Ovviamente amai il romanzo, perché Stevenson sapeva come scrivere e come catturare l’attenzione anche del più distratto dei giovani lettori. Lo dimostra il fatto che quel 31 agosto ero al parco giochi con alcuni miei amici dell’epoca e mi divertivo facendo quello che ogni madre vieta al proprio figlio: sudare!
Essendo io nato caloroso, sudavo anche solo alzando un dito: figuriamoci a correre con gli amici! Quando quella mattina arrivò il momento di tornare a casa, mia madre mi chiamò e cercò di arginare la mia esuberanza: magari stando un po’ fermo avrei abbassato le pulsazioni e smesso di sudare come una fontanella. Così come “decompressione” mi passò il libro nuovo di zecca di Stevenson, che stavo evitando accuratamente di leggere. Non fu facile passare dalla “modalità gioco” alla “modalità lettura”, non lo era mai, ma poi regolarmente questi romanzi d’avventura mi piacevano tantissimo e la “mutazione di modalità” era sempre piacevole.

Quel giorno di agosto, però, ero una caldaia impossibile da fermare: ricordo ancora che, chino sulla prima pagina senza riuscire a trovare la concentrazione per leggere, cercavo (senza riuscirci) di non bagnare troppo il libro con i goccioloni di sudore!

Quanto L’isola del tesoro affascini anche il più svogliato dei lettori è stato dimostrato in un modo curioso. Tempo dopo (probabilmente nel passaggio televisivo del gennaio 1987) vedemmo su Raidue il film “Sul lago dorato” (On Golden Pond, 1981) con tre attori un po’ famosi – Katharine Hepburn, Henry Fonda e Jane Fonda! – e trovai ispirante il personaggio di un giovane che si ritrova a passare una noiosa estate con il vecchio nonno Henry Fonda. Quest’ultimo, gli passa da leggere proprio L’isola del tesoro e ovviamente il ragazzo non ne vuol sapere, proprio come non ne volevo sapere io. Più avanti nel film, però, per lamentarsi del nonno esclama «Ma chi ti credi di essere, Long John Silver?» Era la dimostrazione che il libro l’aveva letto, malgrado la sua ritrosia, e che quindi il nonno era riuscito a instaurare un contatto con lui.
Io mi infervorai, anche perché il personaggio di Silver arriva tardi nella storia: ricordo che durante il film corsi a prendere il mio libro per trovare il punto in cui entrava in scena, dimostrando che quindi il personaggio non si era limitato a leggere le prime pagine. Era una precisazione del tutto inutile, ma ero un puntiglioso rompiscatole!

Spero che ancora oggi i giovani si appassionino alle avventure del protagonista di questo romanzo, anche se ne dubito…

L.

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4 commenti

Pubblicato da su ottobre 17, 2016 in Uncategorized

 

4 risposte a “[Un libro, una storia] L’isola del tesoro

  1. Ivano Landi

    ottobre 17, 2016 at 7:45 am

    Anch’io avevo alcuni libri di questa bellissima collana Mursia da ragazzo. Purtroppo non mi è toccato in sorte questo di Stevenson, romanzo da me acquisito in età assai più tarda, in edizione Oscar, e ahimè non ancora letto.

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    • Lucius Etruscus

      ottobre 17, 2016 at 7:49 am

      Ovviamente mi sento di consigliarlo, anche se forse l’immedesimazione di un ragazzo con il giovane protagonista è un valore aggiunto…

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  2. Cassidy

    ottobre 17, 2016 at 10:22 am

    I libri di Jules Verne sono a mio avviso una tappa obbligata dell’infanzia, non so dove sarei oggi se non avessi lette i suoi romanzi da bambino, avrei sicuramente una vita molto più triste. Per il resto, hai davvero portato il concetto di “Sudare per leggere un libro” ad un livello completamente nuovo! Grazie per l’aneddoto 😀 Cheers

    Liked by 1 persona

     

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