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[Un libro, una storia] Biliardo alle nove e mezzo

10 Ott
In copertina: scenografia di W. Stenberg

In copertina:
scenografia di W. Stenberg

Ci sono libri che proprio non carburano, che sai che ti piaceranno, che sai che sono giusti per te, eppure… niente.
Da quando la professoressa di Liceo mi aveva fatto leggere Opinioni di un clown, sapevo benissimo che amavo Heinrich Böll, eppure questo suo “Biliardo alle nove e mezzo” (Billard um halb zehn, 1959), nell’edizione Oscar Mondadori n. 2000 (Oscar Narrativa n. 895), ristampa del maggio 1989, proprio non riuscivo a leggerlo…

Come leggo dagli appunti lasciati (a matita) sulla prima pagina, questo libro ho provato a leggerlo la prima volta il 15 maggio 1993, in un momento delicato di passaggio da King a Dostoesvkij, per intenderci. Ricordo benissimo di aver amato il modo di iniziare di Böll, con un maître d’hotel che spiegava quale fosse il modo giusto e rispettoso per dare una mancia. (Ma pensa che ti vado a ricordare…)
Però non era il momento delle sottigliezze di Böll, del narrare placido che nasconde la potenza sotto il tappeto, e te ne accorgi solo troppo tardi: quando l’emozione ti inonda e non sai neanche da dove sia arrivata. Solo qualche anno dopo avrei stretto un legame perenne con l’autore, in quel ’93 onestamente non ero pronto.

Cambiata totalmente vita, ripresi in mano questo romanzo il 12 marzo 1995… e niente anche stavolta, non riuscivo a superare i primi capitoli. Forse perché avevo altri pensieri, altre forti emozioni per la testa: era il periodo di Camus e Beckett, non riuscivo ad apprezzare la prosa delicata di Böll.
Non so quando l’ho ripreso la terza volta, ma ho lasciato scritto di aver finalmente finito (ed amato!) questo benedetto romanzo il 20 maggio 1995. Esattamente due anni dopo averlo iniziato la prima volta: sembrano pochi, ma nella mia mente è come se fossero passate due vite…

Purtroppo il piacere delizioso della lettura di questo gioiellino non ha lasciato spazio alla memoria della trama o dei personaggi. Ricordo solo il curioso intreccio, che segue le vicende di tre generazioni di tedeschi: chiamiamoli nonno, padre e figlio. Il nonno ha costruito una chiesa, poi è arrivata la guerra e il padre l’ha distrutta, e con la pace ora il figlio la sta ricostruendo.
Non prendetela per buone, è solo ciò che ricordo di un libro letto vent’anni fa e di cui in realtà ricordo davvero poco. Però ricordo un grande piacere nel leggerlo e, questo mi basta.

L.

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3 commenti

Pubblicato da su ottobre 10, 2016 in Uncategorized

 

3 risposte a “[Un libro, una storia] Biliardo alle nove e mezzo

  1. Cassidy

    ottobre 10, 2016 at 7:18 am

    A volte i libri sono anche questioni di tempi giusti, penso che valga sempre la pena di insistere, anche perché non sopporto non riuscire a terminare un romanzo, specialmente uno che potrebbe piacermi, come in questo hai ben riassunto. Cheers

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      ottobre 10, 2016 at 7:33 am

      Se un romanzo “mi puzza” non mi sforzo, ma qui adoravo l’autore quindi sapevo che alla fine mi sarebbe piaciuto, a forza di insistere

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