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[Un libro, una storia] Voci di Terra lontana

03 Ott
Cover di Michael Whelan

Cover di Michael Whelan

Mi si scioglie il cuore quando gli occhi mi cadono su “Voci di Terra lontana” (The Songs of Distant Earth, 1986) dello scienziato, saggista e romanziere Arthur C. Clarke, che all’epoca adoravo perché aveva presentato in TV la serie di documentari “Misteri del mondo” (Mysterious World, 1980) dove – probabilmente per la prima volta nella storia della comunicazione di massa – presentava eventi misteriosi di varia natura proponendo una spiegazione scientifica, invece di fomentare gli spettatori con stupido sensazionalismo. (Ovviamente dopo si è capito che così non si fanno soldi…)

Nell’estate del 1989 avevo 15 anni e non sapevo niente di Odissee nello spazio e cose varie. O meglio, me ne disinteressavo ampiamente: avevo appena scoperto Dyland Dog quindi ero un attimo impegnato…
Però la mia famiglia frequentava un negozio di libri usato di Ostia – località balneare di Roma – e quindi le estati erano tutte all’insegna della caccia al libro (e io anche del fumetto). Non so chi l’abbia preso, ma sta di fatto che entrò in casa questo romanzo di Clarke, nella prima edizione Rizzoli dell’aprile 1988, tradotta dalla coppia Marco e Dida Paggi.
Malgrado abbia quasi 30 anni, il libro è ancora nella biblioteca di famiglia e non ha nulla da invidiare a testi più giovani.

Dal 17 luglio al 5 agosto di quelle vacanze estive dell’89 ho letto questo bel romanzo di cui non ricordo assolutamente nulla. (Ho vaghi ricordi di esseri a forma di aragosta, nient’altro.)
Ciò che ricordo con piacere è che fu un’esperienza condivisa, perché finito lo passai a mia madre, che lo lesse dal 17 al 21 agosto, e per finire lo prese mio padre, che lo lesse dal 23 al 25 agosto. Più che il contenuto del romanzo, è bello ricordare che ci scambiavamo impressioni e fu argomento di conversazione di quell’estate: era il primo vagito di fantascienza che entrava in casa quindi guardavamo quel libro con una certa ammirazione.

Arthur C. Clarke (Foto di Charles Adams)

Arthur C. Clarke
(Foto di Charles Adams)

Dagli appunti lasciati sul libro (a matita, ovviamente!) scopro che a mia madre non è piaciuto, e in fondo ci sta: non ha mai amato la fantascienza, come scoprimmo quello strano Natale!
Io invece ho lasciato scritto questo commento: «Schiacciante descrizione della vita assurda nello spazio-tempo». Non ho idea di cosa significhi, ma se l’ho scritto evidentemente quello era il mio commento a fine lettura. La cosa buffa è che non ricordavo assolutamente che il libro parlasse di spazio-tempo!

Forse il buon Clarke avrebbe preferito che a rimanere impresso fosse la sua storia, i suoi personaggi e le sue invenzioni fantascientifiche, invece ciò che è rimasto e a cui sono affezionato è l’oggetto-libro, la preziosa prima edizione di un romanzo molto poco noto – in realtà tutti i romanzi di Clarke sono poco noti, perché tutti vogliono sempre e solo 2001… – che ancora fa la sua porca figura nel reparto “fantascienza” della biblioteca di famiglia.
Chissà, magari invece l’autore sarebbe sato contento di sapere che un’intera famiglia ha passato l’estate a commentare un suo testo…

L.

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6 commenti

Pubblicato da su ottobre 3, 2016 in Uncategorized

 

6 risposte a “[Un libro, una storia] Voci di Terra lontana

  1. Cassidy

    ottobre 3, 2016 at 7:15 am

    Spero che gli esseri a forma di aragosta fossero nel libro, e non nel luogo di villeggiatura dove ti trovavi. Altrimenti sai che vacanze di terrore? 😉 Cheers

    Liked by 1 persona

     
  2. Catia

    ottobre 3, 2016 at 7:53 am

    Ce l’ho! proprio quella copertina lì 🙂 Ecco, adesso vorrei sapere in quale dei miei scatoloni sia, voglio rileggerlo!

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      ottobre 3, 2016 at 7:55 am

      Ma pensa te! Sei la prima persona in assoluto non solo a conoscere questo romanzo, ma addirittura ad avercelo! Clarke è famoso solo per 2001 e troppo spesso si ignorano gli altri suoi lavori…
      Spero che lo ritrovi negli scatoloni 😉

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      • Catia

        ottobre 3, 2016 at 9:37 pm

        Avevamo anche il ciclo di Rama 🙂 Scatoloni sperduti permettendo, ti terrò informato sui ritrovamenti 😀

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      • Lucius Etruscus

        ottobre 3, 2016 at 9:39 pm

        Che bello il ciclo di Rama, quanti ricordi 🙂

        Mi piace

         

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