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[Un libro, una storia] Dolores Claiborne

08 Ago

Stephen King - Dolores ClaiborneLo confesso subito, questo è un post ingannatore: non ho mai letto “Dolores Claiborne” (1993) di Stephen King, eppure il suo libro fa curiosamente parte della mia storia di lettore.

Nel gennaio 1994 la consueta Sperling & Kupfer sforna il nuovo romanzo del Re, che in questo periodo ha ridotto considerevolmente le pagine, e quando in libreria vedo la splendida e irresistibile illustrazione del fido Rob Wood non posso lasciare lì il libro: caccio le richieste 31.900 lire (una cifra molto impegnativa per l’epoca) e lo porto a casa. Però…

C’è un “però”, perché sebbene mi sia bevuto il precedente Il gioco di Gerald, amandolo foremente, ormai i miei gusti stanno cambiando, e dopo il tentativo fallito di leggere Le creature del buio e La metà oscura (lasciati entrambi meno che a metà) è ormai chiaro che ho chiuso con Stephen King. Dopo più di venti romanzi letti d’un fiato, sono giunto a saturazione.

Temo di non aver mai iniziato neanche la prima pagina di questo Dolores Claiborne, sia perché la trama proprio non mi stuzzicava (ed è strano) sia perché semplicemente ormai ero fomentato verso tutt’altro genere (Dostoevskij e i classici russi) e la passione mi portava verso altri lidi.
Eppure questo libro è sempre stato lì in biblioteca come se fosse un libro letto, come se in ogni caso fosse un libro che sentivo mio sebbene non ne abbia mai altro altro che la trama nel risvolto di copertina. Paradossalmente anche il film che ne è stato tratto – L’ultima eclissi (Dolores Claiborne, 1995), con un trio di grandi attori come Kathy Bates, Jennifer Jason Leigh e Christopher Plummer – non è che mi abbia preso più di tanto. Ho il ricordo che sul momento mi sia piaciuto ma non ricordo altro.

Povera Dolores, è arrivata fuori tempo massimo e non ce l’ha fatta a conquistarmi neanche un po’, né a parole né in video…

L.

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12 commenti

Pubblicato da su agosto 8, 2016 in Uncategorized

 

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12 risposte a “[Un libro, una storia] Dolores Claiborne

  1. Ivano landi

    agosto 8, 2016 at 6:54 am

    Abbiamo una storia simile con King. Anche io dopo dieci libri bevuti uno di seguito all’altro dal 1979 al 1987 (da Shining a Misery), mi sono bruscamente arrestato. Nel mio caso l’interruzione ha coinciso con la nascita del mio interesse per la letteratura mitteleuropea: Schnitzler, Stifter, Lernet-Holenia ecc..

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    • Lucius Etruscus

      agosto 8, 2016 at 7:15 am

      A questo punto oserei dire che King è un rito di passaggio che traghetta verso altre letterature 😉

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  2. Cassidy

    agosto 8, 2016 at 9:49 am

    Il libro non è male, ma se hai mollato a metà cose come “La metà oscura” (molto più gustoso di questo secondo me) era chiaro che le tue letture stavano cambiando, in ogni caso anche questo è un buon libro, letto una volta sola però. Cheers!

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    • Lucius Etruscus

      agosto 8, 2016 at 9:52 am

      Infatti credo che il mio mollare non fosse dovuto alla qualità dei libri ma semplicemente al fatto che ormai avevo la testa altrove 😉

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  3. Massimiliano Riccardi

    agosto 8, 2016 at 3:05 pm

    Idem con patate, ci ho messo più tempo di te a raggiungere la saturazione, ma infine l’ho raggiunta. Dolores C. l’ho letto ma non è tra i miei preferiti

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    • Lucius Etruscus

      agosto 8, 2016 at 3:07 pm

      Credo sia naturale raggiungere la saturazione quando leggi con tanta passione un solo autore. Mi è capitato anni dopo con Joe R. Lansdale: anche lì mi sono divorato un mare di suoi romanzi per poi tagliare completamente i ponti.

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      • Massimiliano Riccardi

        agosto 8, 2016 at 3:15 pm

        Sì, in effetti vale anche per Lansdale, ho letto tutti i suoi romanzi singoli, uno dietro l’altro, dico tutti, poi non sono riuscito a iniziare quelli dedicati ai cicli tipo Hap e leonard, del drive in, ecc. pur riconoscendone la grandezza (anche se alcuni mi hanno lasciato indifferente).

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      • Lucius Etruscus

        agosto 8, 2016 at 3:17 pm

        E’ un peccato, perché quelli di Hal e Leonard sono i migliori ^_^
        Champion Joe ha scritto di ogni genere esistente, ma a forza di leggerlo riconosci i suoi trucchi e alla fine sembra tutta la stessa cosa: ad un certo punto leggendo un romanzo nuovo mi sembrava un auto-plagio, per quanto era identico a cioè che avevo già letto…

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  4. Massimiliano Riccardi

    agosto 8, 2016 at 3:20 pm

    Non sei il primo che me lo dice, anzi qualcuno sostiene che mi sono perso il meglio. Boh, vedremo, magari in futuro, per ora mi viene istintivo non considerarlo, non ne sento la mancanza.

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    • Lucius Etruscus

      agosto 8, 2016 at 3:22 pm

      Anche perché ora, che ne sei saturo, non ti piacerebbe. Io invece ho iniziato proprio con “Mucho Mojo” e mi sono innamorato dello stile, andando poi a cercare il resto.

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  5. Catia

    agosto 9, 2016 at 6:51 am

    Neanche io ho letto il libro però il film mi è piaciuto e l’ho visto due volte, anzi forse tre. Ecco adesso mi è tornata la curiosità di leggerlo… me lo presti tu? 😀

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