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[Pseudobiblia] Ho visto un Re in Giallo

03 Ago

Nell’ottobre del 2014 ho scritto per il sito di Tanogabo un pezzo per ricordare il celebre gioco letterario chiamato “Il Re in Giallo”, che all’epoca si era appena affacciato dalla serie TV di successo “True Detective”.
Credo sia giunto il momento di annetterlo al viaggio di questo blog nel grande mondo degli pseudobiblia.
Ne approfitto anche per ricordare il mio racconto in eBook True Marlowe e il Re in Giallo.

Ricordo inoltre che il blog Obsidian Mirror ha dedicato molto spazio all’approfondimento degli Yellow Mythos e al Segno Giallo.

Ho visto un Re in Giallo

King_in_YellowChi ha visto il film di Batman Il cavaliere oscuro. Il ritorno (2012), ricorderà che il fenomenale ritrovato che scatena molti degli eventi del film, e spinge Catwoman ad entrare in azione, è un sistema informatico che permetta di cancellare tutti i dati di una persona in ogni database esistente, una specie di trucco per ripulirsi la coscienza e far perdere le proprie tracce.

Un’idea particolarmente vecchia, visto che nel 1895 il trentenne Robert William Chambers pubblica il primo racconto di quella che sarà una antologia destinata a grande successo: “Il riparatore di reputazioni” (The Repairer of Reputations).

Chambers scrive nel 1895 immaginando una strana New York del 1920, quindi a metà tra fantascienza distopica, ucronia e fantapolitica. Nel racconto citato il personaggio afferma di punto in bianco: «durante la convalescenza avevo acquistato e letto per la prima volta Il Re in Giallo».
Dove l’ha acquistato? Non si sa: Chambers sarà particolarmente avaro di particolari.

Dopo poche pagine il protagonista getta il libro nel camino, per poi sottostare ad un irrefrenabile desiderio di recuperarlo a costo di bruciarsi le mani.

«Lo lessi e lo rilessi, e piansi e risi e tremai in preda ad un orrore che talvolta mi assale ancora oggi. Ed è questo che mi turba, perché non posso dimenticare Carcosa, dove stelle nere si librano nei cieli; dove le ombre dei pensieri degli uomini si allungano nel pomeriggio, quando i soli gemelli scendono nel Lago di Hali; […] Prego Iddio perché maledica l’autore, così come l’autore ha maledetto il mondo con la sua creazione bellissima e tremenda, terribile nella sua semplicità, irresistibile nella sua verità… un mondo che ora tremava al cospetto del Re in Giallo».

Tramite l’intrigante espediente dello pseudobiblion, il “libro falso”, Chambers introduce l’argomento che più gli preme: la creazione di mondi fantastici (Carcosa), pieni di magie spesso infernali, di paesaggi alieni e di misteri vari. Tutte atmosfere che influenzeranno pesantemente autori successivi come H.P. Lovecraft, il quale in seguito scriverà «Genuino è il flusso di orrore che scorre attraverso l’opera di Chambers […] Il Re in Giallo raggiunge vertici eccezionali di paura cosmica».
Un altro celebre scrittore, August Derleth, ebbe a dire: «Il Re in Giallo resta oggi come un capolavoro del suo genere, ed insieme con le opere di Poe e Bierce ha il merito di aver ispirato direttamente i “Miti di Cthulhu” di H.P. Lovecraft».

King_in_Yellow1Cerchiamo di sapere qualcosa di più sulla storia del Re in Giallo, il “libro falso” che ogni tanto appare nei racconti dell’antologia omonima di Chambers. «Quando il governo francese sequestrò le copie tradotte appena arrivate a Parigi, Londra ovviamente fu presa dalla smania di leggere quell’opera».
Il libro si diffuse a macchia d’olio (anzi, «come una malattia infettiva»), sfidando denunce e censure varie, provocando attacchi e apologie, ma su una cosa tutti erano concordi: «che la natura umana non era in grado di reggere quella tensione, di vivere di parole nelle quali stava in agguato l’essenza del veleno più puro». Il libro è quindi una sorta di “soglia” oltre la quale il lettore può conoscere un’altra realtà, una dimensione talmente diversa dalla nostra da indurre alla pazzia. Stranamente, però, solamente il protagonista impazzisce dopo la lettura del libro, mentre del destino di tutti gli altri lettori europei dell’opera non ci è dato sapere.

Altri dati tecnici sull’opera sono scarsi. Forse l’autore è morto suicida, o forse no. Si sa che il libro è strutturato come una pièce teatrale e Chambers ne riporta un brano, tratto dall’atto primo, scena seconda:

Camilla: Signore, devi toglierti la maschera
Sconosciuto: Davvero?
Cassilda: Davvero; è l’ora. Noi tutti abbiamo deposto i travestimenti, tranne te.
Sconosciuto: Io non ho maschera.
Camilla: (Atterrita, a parte a Cassilda): Non ha maschera? Non ha maschera!

In Italia l’opera di Chambers è rimasta del tutto inedita (e sconosciuta) fino al 1975, quando Gianfranco De Turris e Sebastiano Fusco ne curano un’edizione per la collana “Futuro” (n. 17) della Fanucci. Nel 1989 la stessa Fanucci ripropone l’opera nella collana “I Maestri del Fantastico” (n. 3): queste sono le uniche due edizioni complete italiane. Alcuni dei racconti, invece, sono stati più volte pubblicati in varie antologie dedicate all’horror o al fantastico.
Dopo lo “sdoganamento” della serie “True Detective”, è ormai facile trovare l’edizione eBook, curata dalle Edizioni Hypnos.

Da dove nasce in Chambers l’idea per il suo King in Yellow? Se Lovecraft e gli altri grandi autori di “Weird Tales” recupereranno le sue atmosfere più di trent’anni dopo l’apparizione del Re in Giallo, è pur vero che quest’ultimo non nasce dal nulla.

CarcosaLa scelta di Carcosa come nome della città fantastica, per esempio, si rifà a “Un cittadino di Carcosa” (An Inhabitant of Carcosa), racconto breve di un maestro incontrastato del genere: Ambrose Bierce. «Mi trovavo chiaramente ad una considerevole distanza dalla città dove abitavo, l’antica e famosa città di Carcosa» afferma il protagonista del racconto di Bierce, prima che un’esperienza trascendentale per niente invidiabile lo porti ad ammirare le rovine della sua città.
Il racconto appare il 25 dicembre 1886 sul “San Francisco Newsletter”, nove anni prima del Riparatore di reputazioni: ma il giallo? Perché il Re è in Giallo? Perché questo colore, visto che non ci sono attinenze nel testo? Si può pensare ad un’altra fonte ispiratrice, come il racconto Le Roi au masque d’or di Marcel Schwob che probabilmente Chambers lesse mentre studiava a Parigi. Ma l’oro è una cosa, il giallo è un’altra…

Non sembra esistere una risposta definitiva al riguardo, così ne fornisco una io: probabilmente Chambers ebbe l’idea del colore giallo quando nel 1891 – quattro anni prima della comparsa del suo primo racconto – venne raccolto in volume un romanzo apparso a puntate nel luglio dell’anno precedente sul “Lippincott’s Monthly Magazine”. Mentre ancora in Europa si rideva di chi giudicava reali i libri presenti nel Catalogo Fortsas – stilato con il chiaro intento di prendersi gioco di librai e bibliofili – un misterioso Libro Giallo avvelenava la vita del protagonista de “Il ritratto di Dorian Gray“.

«Lo sguardo gli cadde sul libro giallo che Lord Henry gli aveva mandato», scrive Oscar Wilde nel decimo capitolo del suo racconto. (Curiosamente l’ottimo Masolino D’Amico traduce “color ocra”, ma l’originale yellow book non lascia adito ad interpretazioni.)

«Che cosa era? […] Era il più strano libro che gli fosse mai capitato tra le mani. Gli sembrava che tutti i peccati del mondo, in vesti preziose e al delicato suono di flauti, gli passassero dinanzi in silenzioso corteo. Cose appena sognate si facevano improvvisamente reali per lui; cose che non aveva neppur immaginato in sogno gli si andavano rivelando.»

Davvero molto simile alle atmosfere evocate dal King in Yellow.

Oscar_Wilde_YellowPer quanto questo libro senza nome sia appena citato nel testo di Wilde, lo stesso ha un’importanza fondamentale nella storia del giovane protagonista. «Per molti anni Dorian Gray non poté liberarsi dell’influenza di quel libro» viene raccontato all’inizio dell’undicesimo capitolo. «Tutto il libro gli sembrava contener la storia della sua vita, scritta prima che egli l’avesse vissuta.» Il gioco letterario è completo…

Ci sono varie scuole di pensiero che cercano d’identificare questo misterioso libro descritto da Wilde: c’è chi dice che il Libro Giallo fosse “Controcorrente (À Rebours, 1884) di Joris Karl Huysmans, c’è chi dice che fosse “La signorina di Maupin” (Mademoiselle de Maupin, 1836) di Théophile Gautier. Quello che qui interessa è che l’inaspettato Wilde abbia non solo partecipato al gioco degli pseudobiblia, ma che abbia anche creato il prototipo del “libro falso malvagio” che tanto successo ha avuto in seguito.

Già negli anni immediatamente successivi all’uscita del Dorian Gray il colore di quel libro fu ispiratore: un anno prima del Riparatore di reputazioni di Chambers nacque la rivista “The Yellow Book”, su cui Wilde non scrisse mai ma che visse del suo spirito. Vi apparvero anche scritti di Max Beerbohm, amico ed estimatore del buon Oscar nonché autore, nel 1919, del geniale racconto metaletterario dal titolo Enoch Soames.
Da notare poi che nel gennaio 1892 Charlotte Perkins Gilman pubblica su “New England Magazine” un altro racconto dove il giallo è protagonista, simbolo di follia: “La carta da parati gialla” (The Yellow Wallpaper).

Chiudo facendo notare quanto gli pseudobiblia, i “libri falsi” inventati appositamente per raccontare una storia, siano poco conosciuti ma sempre più importanti in ogni tipo di comunicazione: da libri a film a serie televisive.

L.

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5 commenti

Pubblicato da su agosto 3, 2016 in Pseudobiblia

 

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5 risposte a “[Pseudobiblia] Ho visto un Re in Giallo

  1. theobsidianmirror

    agosto 3, 2016 at 8:10 am

    SCONOSCIUTO: Io stesso sono la maschera, la maschera pallida. Io sono il fantasma della verità. Provengo da Alar. La mia stella è Aldebaran. Le verità è una nostra invenzione, la nostra arma in battaglia. E il segno giallo…
    NOATALBA: Guardate! Guardate! Carcosa è in fiamme!
    Lo sconosciuto, ridendo, afferrò Camilla per i polsi.
    CAMILLA (disperata): Le sue mani! Le sue mani!
    La musica svanì e una voce tremenda, quasi inumana, si alzò dal lago di Hali e in un attimo raggiunse Carcosa.
    IL RE IN GIALLO: Yhtill! Yhtill! Yhtill!
    Lo sconosciuto lasciò Camilla la quale, senza emettere alcun suono, urlò. E cadde svenuta.

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      agosto 3, 2016 at 8:20 am

      Sapevo che ti avrei “evocato”, anche se sei in ferie ^_^
      Mi spiace solo che non ho pensato a linkare il tuo splendido super-ciclo Yellow Mythos: provvedo subito!

      Liked by 1 persona

       
      • theobsidianmirror

        agosto 3, 2016 at 9:10 am

        Oh, ma andava bene lo stesso.. mica volevo inviarti un messaggio subliminale… ^_^ Grazie!

        Mi piace

         
      • Lucius Etruscus

        agosto 3, 2016 at 9:25 am

        Ci tengo, perché hai fatto un lavoro eccezionale. Mi spiace solo che nella foga del momento mi è passato di mente 😉

        Liked by 1 persona

         

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