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[Ghost House] Hill ed Hell House

20 Lug
In copertina: Hauntingly Beautiful. di Seph Lawless

In copertina: Hauntingly Beautiful. di Seph Lawless

Dopo essere stato stuzzicato da Il traghettatore, pencolante e raffazzonata ghost story di un Blatty particolarmente non ispirato, sono andato alle origini. Scoprendo che le origini sono straordinariamente “simili”.
Mi riferisco a due romanzi divisi da una decina di anni, due romanzi straordinariamente simili ma profondamente diversi. (In fondo al post vi riassumo la loro vita editoriale italiana.)

Vi ricordo che oggi nel mio blog Il Zinefilo continua il mio ciclo di post dedicati ai film tratti dai “veri” casi dei ghost hunters Ed e Lorraine Warren.

Nel 1959 Shirley Jackson – stando ai commentatori – resuscita un genere ormai abbandonato e riporta le ghost house in auge con il suo romanzo dalle “3 H”: The Hauting of Hill House, recentemente ristampato da Adelphi.
Circa dieci anni dopo, 1971, Richard Matheson sembra voler riscrivere la stessa storia della Jackson ma cambiando registro. Prende così Hill House e cambia una lettera… scrivendo così Hell House, ristampato nel 2008 da Fanucci.
Anticipo che sono romanzi che ho trovato oltremodo noiosi, entrambi datatissimi e con allungature di brodo davvero indigeste: non conosco la Jackson, ma da Matheson mi aspettavo molto di più…

Lo spunto di partenza è identico: un uomo razionale invita due medium in una casa stregata per studiarne i comportamenti, aiutato da un quarto ospite estraneo agli altri. Al di là di piccoli particolari e dei ruoli, il risultato è che abbiamo due uomini e due donne chiusi per alcuni giorni in una grande casa, famosa per i suoi fenomeni paranormali.
La differenza fondamentale è che la storia della Jackson è tutta raccontata attraverso la mente non sempre lucida di una delle medium Eleanor Vance (che peraltro nega di avere qualsiasi potere), e non sappiamo mai se ciò che le sembrano fantasmi sono in realtà i nervi che le stanno cedendo; la storia di Matheson segue i quattro punti di vista dei personaggi e vede una dose massiccia e preponderante di fantasmi.
Hell HouseCuriosamente, dunque, il romanzo della Shirley è un thriller psicologico definito (a torto) una ghost story, mentre Matheson – signore incontrastato del thriller psicologico – scrive una noiosissima ghost story annacquata, particolarmente banale.

Volendo sforzarci potremmo notare alcune particolarità dei personaggi. Il dottor Montague del primo romanzo vuole studiare il comportamento di persone in un ambiente che esse credono infestato, mentre il dottor Barrett del secondo è il primo a credere maggiormente negli spiriti, con una variante. Sono gli scientisti anni Settanta e Barrett è convinto di poter capire il paranormale con la tecnica: la sua astrusa macchina servirebbe a conoscere proprio ciò che le è impossibile conoscere.
Matheson scrive all’alba dell’esplosione mondiale di esorcismi e demoni vari, quando tutti credono agli spiriti ma fanno finta di essere scettici: il suo Barrett vuole studiare il fenomeno non con il crocifisso, come fanno i suoi colleghi, bensì con la scienza.

Si potrebbero notare diverse cose, proprio ad andare a spulciare, ma rimane il fatto che sono gocce nel mare: i due romanzi sono drammaticamente noiosi, troppo lunghi per una trama straordinariamente esigua.
Da entrambe i romanzi sono stati tratti dei film, ma ne parlerò nel Zinefilo, dove ho aperto la via alle “case infestate”.

Insomma, niente brividi da ghost house, neanche stavolta che sono andato sui “classici”…

Ecco le edizioni italiane di The Haunting of Hill House (1959) di Shirley Jackson:

  • La casa degli invasati, “I Libri della Paura” n. 10, SIAD 1979, traduzione di Franco Giambalvo
  • La casa degli invasati, “Oscar Horror” n. 2, Mondadori 1989, traduzione di Antonio Ghirardelli
  • La casa degli invasati, “Urania” n. 1333, Mondadori 1998, traduzione di Antonio Ghirardelli
  • L’incubo di Hill House, “Fabula” n. 158, Adelphi 2004, traduzione di Monica Pareschi
  • L’incubo di Hill House, “Gli Adelphi”, Adelphi 2016, traduzione di Monica Pareschi

Ecco le edizioni italiane di Hell House (1971) di Richard Matheson:

  • La casa d’inferno, “Romanzi italiani e stranieri”, Rizzoli 1974, traduzione di Pier Francesco Paolini
  • La casa d’inferno, “La Biblioteca del Brivido” n. 11, Fabbri 1995, traduzione di Pier Francesco Paolini
  • La casa d’inferno, “Gli Aceri” n. 27, Fanucci 2008, traduzione di Matteo Diari

L.

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5 commenti

Pubblicato da su luglio 20, 2016 in Uncategorized

 

Tag:

5 risposte a “[Ghost House] Hill ed Hell House

  1. Ivano Landi

    luglio 20, 2016 at 5:51 pm

    Insomma, è dura la vita del lettore di romanzi sulle case infestate…

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      luglio 20, 2016 at 5:52 pm

      Temo che sia un genere che ho troppo idealizzato, perché poi non mi piacciono i titoli, anche dei migliori autori!

      Mi piace

       

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