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[Un libro, una storia] Abissi d’acciaio

11 Lug

Isaac Asimov - Abissi d'acciaioA Natale del 2003 iniziai a leggere una serie di libri che in realtà avrei dovuto leggere molto tempo prima, per essere informato che Asimov è un genio ancora maggiore di quello che si crede…
Iniziai cioè il Ciclo dei Robot (i romanzi: i racconti li ho letti dopo) con questo Oscar Fantascienza n. 52 (Oscar Mondadori n. 1876) del 24 gennaio 1986, terza ristampa del giugno 1989: il celebre Abissi d’acciaio (The Caves of Steel, 1954) di Isaac Asimov, con nuova traduzione e introduzione di Giuseppe Lippi.
“Nuova” perché dal 1954 – Urania n. 55 (10 settembre 1954) e poi Urania n. 578 (31 ottobre 1971) – girava l’Italia una traduzione senza nome, così finalmente Lippi ha deciso nell’86 di crearne una propria.

Nell’estate del 1990 mio padre si appassionò ad Isaac Asimov ed insieme girammo per negozi di libri usati (che all’epoca a Roma si trovavano copiosi) nel tentativo di ricreare la saga della Fondazione e dei Robot nell’edizione Oscar Fantascienza, che vantava ottimi illustratori. (Ne ho parlato qui.)
Invece di Karel Thole, questa copertina è firmata da Tassinari & Vetta Associati, ma la testa robotica si rifà chiaramente alla celeberrima illustrazione del 1953 di Frank Kelly Freas.

Quindi per dieci anni abbondanti ho avuto in casa una ventina di libri di Asimov senza avere mai il desiderio di leggerli, poi vado a vivere da solo… e subito ho l’insano proposito di leggermeli tutti!

Scoprii una trama appassionante e una scrittura leggera ma affascinante, che ti rendeva impossibile smettere di leggere. Ogni singolo minuto delle feste di Natale l’ho passato a divorare in rapida sequenza Abissi d’acciaioIl sole nudoI robot dell’alba.
Il 7 gennaio 2004 inizio il quarto romanzo, I robot e l’Impero, e scopro che il protagonista Elijah Baley, che ormai consideravo come un fratello… non c’è più! La storia si svolge tipo cento anni dopo il terzo romanzo e così d’un tratto… ho perso mio fratello!

Ricordo ancora il profondo sconforto di quel giorno, quando ho scoperto che non avrei mai più potuto leggere nulla con Elijah Baley. Disperato, iniziai a navigare in Rete cercando qualche mio simile con cui condividere il dolore. All’epoca bazzicato i gruppi di Yahoo e quel 7 gennaio mi iscrissi a “Primo Radiante”, gruppo di appassionati di fantascienza non chiassosi o integralisti dove negli anni a seguire ho scambiato commenti ed emozioni.

Quel 7 gennaio 2004, grazie alla disperazione di aver letto un capolavoro e aver scoperto che poi è finito, è iniziata la mia vita nei “social forum” (anche se all’epoca nessuno li chiamava così). Per molti anni sono stato attivissimo in diversi gruppi Yahoo, poi è venuto qualche forum sparso, poi facebook e ora i blog. Lo so, i blog non sono social, ma visto che ormai parlare con qualcuno senza litigare o strillare o sparare frescacce sembra diventato impossibile, è meglio tornarsene in un… a-social forum…

Dovunque tu sia Elijah Baley, nel Paradiso dei Personaggi, va a te un pensiero di un tuo appassionato lettore…

L.

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2 commenti

Pubblicato da su luglio 11, 2016 in Uncategorized

 

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2 risposte a “[Un libro, una storia] Abissi d’acciaio

  1. Catia

    luglio 12, 2016 at 6:24 am

    a-social forum mi fa morire 😀

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    • Lucius Etruscus

      luglio 12, 2016 at 6:57 am

      Mi sembrava che l’espressione rendesse alla perfezione il clima di tensione che si respira oggi nei “social”, che social non sono 😛

      Mi piace

       

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