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Harbottle Files 7. Conclusione

31 Mag

Romanzi del West 2Arriva a conclusione la mia intervista con l’agente letterario Philip Harbottle.
Per riassumere, da oggi è disponibile la bibliografia italiana di John Russell Fearn nel mio blog-database “Gli Archivi di Uruk“.

Alcuni siti web affermano che tu hai scritto un romanzo basandoti su materiale inedito di Fearn. È vero o hai semplicemente aggiustato il suo lavoro?

In realtà ho scritto e pubblicato molti libri basati tanto sui romanzi di Fearn che sui suoi racconti, editi o meno. Questi ricadono in alcuni generi precisi.

Western

Fearn ha lasciato due romanzi western inediti, Dynamite’s Daughter e Massacre Trail che, con le loro 75 mila parole circa, erano troppo lunghi per pubblicarli con Robert Hale, l’unico editore britannico di romanzi western. Preferiva romanzi di circa 40 mila parole, con un massimo di 52 mila, visto che non poteva presentare libri più grandi di 160 pagine. Comunque riuscii a vendere entrambi i romanzi, integri, ad Antonio Bellomi e alla sua Garden Editoriale, che per prima li pubblicò in traduzione italiana [nella collana “I Romanzi del West”].
Alcuni anni dopo, quando lavoravo come agente letterario a tempo pieno, riuscii a vendere tutti i romanzi western di Fearn di 40 mila parole ad Hale, ed una volta finiti i titoli accarezzai l’idea di ripubblicare i due più grandi. Riscrivendoli ed adattandoli, fui in grado di pubblicarli ridotti, firmando Dynamite’s Daughter come Philip Harbottle e Outlaw’s Legacy come Conrad G. Holt: l’editore era stato informato che erano “basati su un manoscritto di John Russell Fearn”.
I romanzi piacquero e l’editore me ne chiese altri… ma non ce n’erano! Così ebbi un’altra grande idea. Fearn aveva pubblicato un gran numero di racconti western che andavano dalle 5 mila parole alle 10 mila e 20 mila: tutte storie con personaggi diversi e senza alcun collegamento fra loro. Fu molto difficile, ma con un’ampia riscrittura fui in grado di unire due racconti differenti in una storia singola, aggiungendo anche un trenta percento di materiale originale per unire le vicende. Portai a termine quattro operazioni di questo tipo per quattro romanzi: Dead Man’s Legacy, Valley Shadow (firmato come Jack R. Phillips), The Avenging Ranger (Conrad G. Holt) e Undercover Marshall (Russell James).
La politica editoriale di Hale era di pubblicare esclusivamente romanzi nuovi o al massimo ristampare titoli apparsi solo in edizione economica, quindi niente romanzi già editi in cartonato. Così scrissi altri sei romanzi nuovi per conto mio, basandomi però sui soggetti di alcuni western di Fearn scritti originariamente per edizioni cartonate: visto che ero il detentore del copyright, era tutto regolare. Tutte e dodici le collaborazioni postume con Fearn sono state in seguito ristampate in economica da un altro editore.

Fantascienza

Decisi di vedere se riuscivo ad utilizzare la tecnica usata per i romanzi western per scrivere una nuova storia del ciclo fantascientifico “Golden Amazon”. Presi dei racconti di Fearn totalmente slegati, Chameleon Planet (1940) e Destroyer From the Past (1942), e li revisionai completamente espandendoli con nuovo materiale scritto da me, sostituendo i personaggi principali con Cosmic Crusaders: il risultato fu il libro numero 27 di Chameleon Planet, che fu accettato dal mio editore americano e pubblicato nel 2006 all’interno della ristampa dell’intero filone.
Il libro era per due terzi scritto da Fearn e per un terzo da me, ma sfido chiunque a distinguere le parti! Questo risolveva alcuni discorsi lasciati in sospeso e forniva una fine “pulita” alla serie, spianando la strada per dei sequel.
Invitai poi altri scrittori – clienti della mia agenzia letteraria Cosmos – ad accettare la sfida di continuare la saga: Brian Ball e Ted Tubb mostrarono interesse, ma l’unico a farsi avanti e a scrivere realmente quattro nuovi romanzi fu John Glasby. Ed erano romanzi stupendi, fedeli ai personaggi, che necessitavano solo un piccolo editing per essere perfetti: se c’era un uomo perfetto per continuare il ciclo di “Golden Amazon”, quello era John Glasby, la cui carriera era straordinariamente simile a quella di Fearn.
Lavorando velocemente con tutto quel materiale, fu in grado di raggiungere ottimi risultati grazie alla sua grande esperienza letteraria. I suoi romanzi compresero Seetee Sun (numero 28 della serie), The Crimson Peril (n. 29), The Sun Movers (n. 30) e Primordial World (n. 32). La serie finì con la morte di Glasby.
Non è escluso che io stesso possa scrivere un altro episodio in futuro, ma sono così impegnato con l’agenzia che non sarà certo in tempi immediati.

Gialli

Fearn ha lasciato un solo giallo incompleto, One Way Out, a cui stava lavorando il periodo in cui morì. L’aveva quasi finito e rimaneva da chiudere tutti i discorsi lasciati in sospeso… solo che questi erano imperscrutabili. Non ci capivo nulla!
Il manoscritto fu trovato nel 1982 e a quel tempo non avevo ancora scritto o pubblicato nulla: riuscire a completarlo esulava dalle mie possibilità. Il tempo passava e io vi buttavo un occhio senza però riuscire a capire come completarlo. Fu solo nel 2012 – con molti romanzi scritti all’attivo – che mi sentii sufficientemente pronto a sistemarlo.
La mia familiarità con il lavoro di Fearn (all’epoca avevo già ripubblicato quasi l’intera sua opera) mi aiutò a “decodificare” le sue annotazioni per la prima volta, così da trovare l’ispirazione per chiudere il romanzo. Una volta iniziato, lo finii in un paio di settimane, e il romanzo fu pubblicato negli Stati Uniti e in Gran Bretagna con entrambi i nostri nomi.

Che piaccia o meno, negli ultimi anni si è affacciata una nuova realtà editoriale: l’eBook. Cosa ne pensi? La consideri una buona cosa per gli autori (e gli agenti letterari)?

Come lettore, non mi piacciono particolarmente gli eBook. La gente anziana come me è cresciuta amando i libri cartacei, e i più vecchi fanno sempre più resistenza davanti ai cambiamenti. Ma non c’è dubbio che gli editori (e molti lettori) stanno passando al digitale sempre di più.
Come agente do assolutamente il benvenuto all’eBook. Faccio molti affari con editori di “print-on-demand” che vendono on line, ed ora aggiungono anche l’opzione digitale in eBook. La realtà è che le royalty provenienti dagli eBook hanno raggiunto e superato quelle dai libri cartacei. E le royalty indicano la strada sia agli autori che agli agenti.
Il nome migliore nel campo della fantascienza, qui in Inghilterra, è la Orion Books. La loro ambiziosa serie di libri in digitale è stata una mossa ardita e sorprendente: in alcuni casi hanno comprato i diritti digitali dell’intera bibliografia di un autore! All’inizio il loro obiettivo era acquisire i diritti degli autori più famosi, così pagavano royalty generose per ogni titolo, mentre molti editori digitali offrono meno. Ma una volta iniziato, la Orion Books ha allargato il raggio d’azione anche agli autori meno famosi, o vecchi scrittori un tempo popolari ma ormai fuori catalogo: li stanno recuperando dall’oblio e stanno riportando in vita i loro libri più popolari per i nuovi lettori. E la cosa incredibile è che mantengono alte le royalty per tutti i loro autori, il che è una ottima cosa.
Tramite la mia agenzia ho negoziato con loro i diritti dell’intera bibliografia di E.C. Tubb – parliamo di più di 100 titoli! Più recentemente ho venduto loro i diritti digitali di altri autori veterani o defunti, come Brian Ball, John Burke, John Glasby e John Russell Fearn. Più di metà della bibliografia di Fearn è già stata ristampata e in contrattazione con altri editori.

È un’attività a cui mi dedico assiduamente da quindici anni, concentrandomi solo sui migliori romanzi di fantascienza – per intenderci, quelli non scientificamente “datati” e che, se ristampati oggi, non sembrerebbero assurdi. In molti casi ho dovuto “rinfrescare” i miei vecchi libri preferiti per renderli vendibili. Marziani umanoidi che minacciavano la terra e vivevano su Marte con un’atmosfera respirabile oggi sono visti come ridicoli, quindi impubblicabili: io cambiai i Marziani e li resi discendenti dei coloni della Terra, che vivevano su Marte sotto cupole protettive. Scientificamente possibile!
Allo stesso modo alieni invasori provenienti da Venere sono diventati invasori interstellari da un altro sistema soale. In ogni caso mi preoccupavo sempre di non stravolgere la storia e di rispettare i personaggi, e dopo molta pratica posso scrivere un pastiche nello stile di Fearn in modo che nessuno posa scoprire le mie piccole aggiunte o modifiche.
Dopo quindici anni, comunque, ho sistemato tutti i libri di Fearn su cui ho potuto mettere le mani, con un minimo di editing. Ma ci sono ancora cinquanta romanzi che sono impubblicabili, a meno di non stravolgerli e in pratica riscriverli: qualcosa che non sono pronto a fare. In un certo qual modo ho deciso di lasciarli fuori catalogo, ma poi è arrivata la Orion Books con il suo programma digitale, con l’obiettivo di presentare vecchi libri inediti, anche scientificamente sballati, per presentare ai nuovi lettori le opere del passato per il solo interesse storico. Una splendida idea e sono stato felicissimo di firmare il loro contratto per ristampare l’INTERA bibliografia di Fearn. Ovviamente non saranno mai bestseller e ci vorranno anni per pubblicarli tutti, ma intanto sono in catalogo. Senza l’avvento dell’editoria digitale (che è relativamente economica per gli editori rispetto alla cartacea) nessun editore avrebbe mai ristampato questi libri. Perciò la risposta alla tua domanda è sì, è una buona cosa!

Ringrazio di cuore Philip Harbottle per la sua grandissima disponibilità e per la sua generosità.

L.

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2 commenti

Pubblicato da su maggio 31, 2016 in Uncategorized

 

2 risposte a “Harbottle Files 7. Conclusione

  1. Ivano Landi

    maggio 31, 2016 at 5:43 pm

    Grazie del viaggio. E’ stata una tra le migliori interviste che ho letto. Pensi di avvertire Harbottle dell’avvenuta pubblicazione (se già non lo hai fatto)?

    Liked by 1 persona

     

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