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Harbottle Files 6. Ancora Fearn

30 Mag

FearnContinua la mia intervista con l’agente letterario Philip Harbottle.

Antonio Bellomi ha pubblicato in esclusiva, nella Garden Editoriale, alcuni romanzi inediti di Fearn, sia gialli che western. Quando e dove li hai trovati questi titoli?

Nel gennaio 1982 ricevetti una triste lettera dal mio amico romanziere Norman Lazenby, che viveva a St. Annes, vicino a Blackpool dove invece viveva la vedova di Fearn. Egli mi informava della recente morte della signora Carrie Fearn avvenuta in ospedale, in seguito ad una lunga malattia. Lazenby chiudeva la sua lettera inserendo un estratto dal necrologio apparso in un quotidiano locale: «Immagino debbano esserci molte tracce della vita letteraria di Fearn, sparse e dimenticate a Princeway».
«È un peccato», scriveva Norman, «forse qualcuno ti ha già scritto?»
In realtà no, nessuno l’aveva fatto, e nel tempo utilizzato a leggere la lettera mi resi conto che era urgente un’iniziativa che impedisse ai dubbi di Norman di diventare realtà. Il quotidiano forniva il numero di telefono del responsabile dell’agenzia funebre; lo chiamai e così ottenni il numero dell’esecutore testamentale, Harry Masterman. Questi mi disse che stava proprio per uscire quando aveva risposto al telefono: un altro secondo e l’avrei perso del tutto… con conseguenze disastrose!
Mi disse che stava per presiedere alla riunione di condominio dove si sarebbe presa la decisione di rimuovere gli effetti personali della signora Fearn dalla casa, in quanto durante la di lei permanenza in ospedale era esploso lo scaldabagno provocando danni che andavano riparati immediatamente: le parole “riunione di condominio” e “rimuovere” mi provocarono un brivido lungo la schiena. Lo implorai disperato di rimandare questa decisione al pomeriggio seguente, per darmi tempo di arrivare a Blackpool «per salvare i libri di Fearn e qualsiasi altra carta e manoscritto possa esserci». Per fortuna l’esecutore conosceva il mio nome e sapeva che ero il beneficiario del testamento di Carrie, visto che la signora mi aveva rigirato i copyright di Fearn. Su mia forte insistenza egli accettò di posporre la decisione del consiglio fino al mio arrivo, comunque non oltre le undici di mattina del giorno dopo. Promisi che ci sarei stato e partii in volata.

Facile a dirsi, ma non avendo io la patente ho dovuto chiedere aiuto al mio amico Kevin Lee: affittammo un’auto e mi portò a Blackpool, prendendo entrambi un giorno di ferie dal lavoro. Essere là per le 11 significava partire almeno alle 7,30 di mattina.
Durante il viaggio pensai che se la moglie di Norman non si fosse accorta di quel ritaglio di giornale, e se suo marito non mi avesse scritto lo stesso giorno, non avrei mai saputo della morte della signora Fearn se non quando fosse stato troppo tardi. E se avessi chiamato l’esecutore testamentario anche solo pochi secondi più tardi, mi avrebbe sbattuto la porta in faccia. Predestinazione? Un aiuto dall’Aldilà? Fearn ci avrebbe potuto scrivere un ottimo romanzo fantasy.
Più tardi quella mattina venni ricevuto in casa Fearn dall’esecutore e sua moglie. Scoprii che la moglie, Ethel, era stata una cara amica della vedova Fearn, addirittura era stata sua inquilina prima di sposarsi. La signora Fearn nel suo testamento le lasciava tutto il contenuto della casa (decisione presa prima di incontrarmi). Naturalmente i Masterman erano ansiosi di dare il via libera agli operai per pulire la casa ed adempiere alle molte riparazioni necessarie: li ringraziai per avermi aspettato.
La biblioteca di Fearn, contenente copie autografate di molti dei suoi libri, era posizionata in una piccola stanza sotto le scale che fu inondata dall’acqua dello scaldabagno: malgrado gli scaffali si fossero rovinati, il loro prezioso contenuto era miracolosamente rimasto intatto.
Fui accompagnato nello studio di Fearn al primo piano, situato allo stesso livello del bagno: anche questa stanza si era salvata dall’incidente. Vi entrai con timore reverenziale… e rimasi folgorato! La stanza era una caverna di Aladino piena di manoscritti, libri, testi e lettere e contenitori pieni dei famosi film autoprodotti di Fearn.

Scoprii molte cose eccitanti, come molti romanzi inediti raccolti in cartelline. Sul pavimento c’erano molte buste di plastica nera, feci per aprirle ma fui fermato: «Le abbiamo preparate per buttarle via», mi venne detto. «Sono solo vecchie fatture e bollette del primo marito della vedova, Billy Worth»: così non le aprii e le buste vennero in seguito distrutte.
Quello che né io né l’esecutore pensammo fu che esse contenevano moltissime copie carbone dei manoscritti di Fearn: per risparmiare sulla carta, lui usava il retro di bollette e fatture. Solo il Cielo sa cosa possiamo aver perso: comunque all’epoca non ci pensai, ero troppo distratto dalla grande quantità di manoscritti che avevo salvato.

La gioia della scoperta fu mitigata dalla tristezza: la devozione al lavoro e alla memoria del marito aveva privato la signora Fearn di grandi somme di denaro, che io avrei potuto pagarle già nel 1970 per tutti quei manoscritti di fantascienza, se a quell’epoca avessi compiuto una ricerca più diligente. E molti altri manoscritti avrei potuto vendere in qualità di agente letterario nei dodici anni che l’ho rappresentata, ma i soldi non erano importanti per lei, contava solo il ricordo di un marito crudelmente strappatole via dopo solo quattro anni di matrimonio.
C’era così tanta roba che fui in grado di prenderne solo una piccola quantità da portar via con me, anche dopo aver riempito il bagagliaio e i sedili posteriori dell’auto (dove Kevin aspettava pazientemente). Una chiamata a Norman Lazenby nella vicina St. Annes salvò la situazione: accettò gentilmente di arrivare in auto per raccogliere il resto del materiale e tenerselo in casa, in attesa del mio ritorno.
Vorrei qui esprimere il mio sincero ringraziamento a Norman Lazenby e a sua moglie Kathy, così come ai comprensivi Masterman, che in seguito scoprirono altri manoscritti in camera da letto e me li fecero recapitare. Senza dimenticare il mio vecchio amico Kevin Lee, senza la cui guida non sarei mai potuto arrivare in tempo a prevenire la distruzione delle carte di Fearn: abbiamo salvato una grande eredità letteraria. Quanto è successo può essere meglio descritto dal titolo di un racconto di Fearn apparso su “Wonder Stories”: The Multillionth Chance!

Ho pubblicato tutti e otto i romanzi completi e inediti che ho trovato quel giorno, sia di fantascienza che gialli che western, così come i diversi racconti.
L’unica produzione che rimane ancora inedita è quella costituita da molte commedie in tre atti per la piccola compagnia teatrale (i Good Companions) che Fearn e sua moglie dirigevano e che lavorava in chiese locali ed organizzazioni di beneficenza. C’erano anche sceneggiature televisive tratte da un paio di romanzi di Fearn ed una originale, Bury the Hatchet, un thriller comico.
Un paio di anni fa, dopo che ho completato il romanzo di Fearn One Way Out, ho deciso di provare a creare una novelization da Bury the Hatchet e la storia è apparsa negli USA e in Gran Bretagna.

(continua)

L.

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2 commenti

Pubblicato da su maggio 30, 2016 in Archeo Edicola, Interviste

 

2 risposte a “Harbottle Files 6. Ancora Fearn

  1. Ivano Landi

    maggio 30, 2016 at 1:26 pm

    Adesso, dopo “La storia infinita”, possiamo dire di avere anche “L’intervista infinita”. Comunque non mi sto annoiando per niente 🙂

    Liked by 1 persona

     

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