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Harbottle Files 5. John Russell Fearn

28 Mag
John Russell Fearn

John Russell Fearn

Continua la mia intervista con l’agente letterario Philip Harbottle.

Uno dei tuoi autori più conosciuti in Italia è John Russell Fearn, anche con lo pseudonimo Vargo Statten. Cosa puoi dirci di lui come persona e come autore?

John (Francis) Russell Fearn è nato a Worsley (vicino Manchester) il 5 giugno 1908. Da bambino divorò narrativa fantastica e, ricevuta una macchina da scrivere per il compleanno, iniziò a scrivere già a dieci anni, imitanto H.G. Wells e Jules Verne.
Dopo la scuola tentò comunque di seguire le orme del padre come venditore di cotone, ma quando la famiglia si trasferì a Blackpool dovette cercarsi un altro mestiere. Fu assistente di un avvocato, pasticcere e assistente di fiera, ma non riusciva a trovare un lavoro che gli piacesse.
Nel frattempo continuava a scrivere, diventando sempre più prolifico e sottoponendo il suo lavoro agli editori, mentre nasceva in lui un cocente amore per il cinema: il suo primo lavoro pubblicato fu una serie di articoli sul “Film Weekly” del 1931 riguardanti dei popolari attori cinematografici.
Scoprì nel 1931 la rivista americana “Amazing Stories”, in un negozio di Woolworth, e d’improvviso scoprì un modo per dare sfogo alla propria fantasia.
Scrisse il romanzo The Intelligence Gigantic, che introdusse nella fantascienza il concetto di poteri latenti del cervello umano. Fu accettato da “Amazing Stories” ma non fu stampato prima del giugno 1933, e in quell’intervallo Fearn scrisse due altri romanzi che vennero comprati dalla rivista. Di nuovo, la pubblicazione di Liners of Time e il suo sequel, Zagribud, fu posticipata di alcuni anni, per motivi editoriali.

Nel 1933 tornò in vita “Astounding Stories” e il nuovo curatore Orlin Tremaine volle introdurre idee audaci nel genere. Passando a questa rivista rivale, Fearn debuttò con The Man Who Stopped the Dust nel marzo 1934. Lo storico della fantascienza Sam Moskowitz ha confermato che questo racconto, descrivendo le strane conseguenze della distruzione della polvere planetaria, era unico.
Fearn pubblicò inoltre The Blue Infinity (1935), Mathematica e Mathematica Plus (1936), Worlds Within e Metamorphosis (1937).
Nel complesso Fearn ha pubblicato 18 racconti su “Astounding” nel periodo ante-guerra, e in seguito ha scritto più di cento racconti apparsi nelle principali riviste fino al 1948.

Questi racconti hanno continuato a piacere anche molto tempo dopo il periodo della loro pubblicazione. Per questa sua grande creatività Fearn fu in grado di tornare a scrivere fantascienza quando questa tornò di moda in Inghilterra: firmò un contratto di cinque anni per scrivere fantascienza esclusivamente per la Scion Ltd sotto il nome di Vargo Statten.
Riprese in mano molti racconti scritti per le riviste, ed “Astounding Stories” è stata l’ispirazione per molti romanzi firmati Vargo Statten, come per esempio I creatori del sole (The Sun Makers, 1950, da “Metamorphosis”) [“Gemini” Solaris n. 8, maggio 1978], The Avenging Martian, 1951 (da “Red Heritage”), La stella fuggiasca (The Renegade Star, 1951, da “The Blue Infinity”) [“Saturno” Libra n. 33, maggio 1981, traduzione di Luigi Cozzi e Alfredo Pollini], Inner Cosmos, 1952 (da “Worlds Within”) e Il numero dell’infinito (To the Ultimate, 1952, da “Mathematica” e “Mathematica Plus”) [“La Contrada delle Stelle” Perseo Libri n. 1, luglio 2006, traduzione e cura di Ugo Malaguti].

Nel 1943, a causa di problemi nel farsi pagare dal proprio agente americano (che gli doveva 300 dollari, una somma considerevole all’epoca), Fearn fu costretto a concentrarsi solo sui romanzi per il mercato britannico. Scrisse thriller a partire da Black Maria, M.A. (1944). [Black Maria, “Giallissimo” Garden n. 4, 1987.] Il romanzo conobbe diversi seguiti di successo e fu tradotto in francese, apparendo con lo pseudonimo di John Slate, che i critici salutarono come «una seconda Agatha Christie».
Scrivendo con il nome di Hugo Blayn Fearn creò anche lo scienziato detective Dottor Carruthers, protagonista di molti libri a partire da Flashpoint (1950). Scrisse anche molti western di successo così come molti suoi romanzi di fantascienza uscirono in edizione cartonata, tipo The Golden Amazon (1944).

Tornato in carreggiata dal punto di vista finanziario, Fearn iniziò di nuovo a scrivere racconti per le riviste americane, per il puro piacere di farlo: verso la fine degli anni Quaranta apparve esclusivamente in “Startling” e “Thrilling Wonder Stories”.
Una volta chiuso con queste riviste, Fearn ha preso il meglio di quella produzione e l’ha utilizzato come ispirazione per una serie di romanzi sotto il nome di Vargo Statten, e dopo il 1953 anche sotto il nome di Vosted Gridban (pseudonimo opzionato dalla Scion).
Romanzi come Cataclysm, 1951 (dal racconto “The Devouring Tide”, su “Thrilling Wonder”, 1944), Scourge of the Atom, 1953 (da After the Atom, “Startling”, 1948 [racconto edito in Italia come Dopo l’atomo, raccolto nell’antologia “I mutanti” a cura di Sandro Pergameno, “Grandi Opere Nord” n. 9, novembre 1983, traduzione di Roberta Rambelli]).
Solo in alcuni casi il soggetto originale è rimasto intatto, nella maggior parte lo spunto iniziale era cambiato completamente tanto che solamente la parte centrale rimaneva simile.
Ci fu anche l’occasione di utilizzare materiale inedito, così apparvero The Micro Men (1950), e The Last Martian (1952), scritti originariamente per “Startling”.

Nel 1945 Fearn ha venduto i diritti di ristampa del suo romanzo The Golden Amazon ad una prestigiosa rivista canadese, il “Toronto Star Weekly”, e la storia ebbe un grande impatto sui 900 mila lettori della rivista, molti dei quali già amanti della fantascienza. L’editore Gwen Cowley commissionò a Fearn un’intera serie di romanzi sullo stesso tema, partendo con The Golden Amazon Returns nel numero del 3 novembre 1945: la saga andò avanti per sedici anni, finendo solamente con la morte di Fearn. I romanzi furono ristampati su molti giornali americani dando ad ogni titolo una media di mezzo milione di copie di tiratura.
Fu così tanta la fama che Fearn acquisì sullo “Star” che vi pubblicò anche un certo numero di racconti polizieschi e di fantascienza al di là del ciclo Amazon, che in seguito fu ristampata con la firma Vargo Statten, come Black Wings of Mars, 1953 (Winged Pestilence) [Le ali nere di Marte, “Saturno” Libra 11, settembre 1978, traduzione di Luigi Dancelli].

I romanzi di Statten furono fenomenali: 52 libri apparsi in un periodo di cinque anni con un totale di cinque milioni di copie vendute nella sola Inghilterra. Il successo dell’operazione portò alla nascita della “Vargo Statten SF Magazine” nel 1954, che al sesto numero però cambiò titolo in “British SF Magazine”, con Fearn al comando.
Scrisse anche dodici romanzi come Volsted Gridban: stando ad uno studio recente del libraio Derek Pickels, «i titoli di Statten e Gridban hanno stracciato qualsiasi concorrenza», e si interruppero solo per il generale collasso della piccola editoria in Inghilterra (gli “editori funghi”) nel 1956, a causa di complessi fattori economici.

Un nuovo flusso di creatività seguì alle nozze di Fearn con la vedova di Blackpool Carrie Worth, nel 1956: al normale lavoro per “Star Weekly” si unirono cinema (come scrittore/attore/produttore), televisione, radio e teatro. Con la moglie ed alcuni giovani attori di Blackpool fondò la compagnia teatrale I Buoni Compagni e organizzò molti spettacoli di beneficienza. Ma questa attività intensa stroncò Fearn: subì un attacco di cuore mentre era in chiesa con la moglie, che lo portò via a soli 52 anni di età e all’apice della creatività.
La salute della moglie non le consentì di continuare a promuovere il lavoro del marito o anche solo rispondere alle lettere degli editori, così i romanzi di Fearn finirono ben presto fuori catalogo: visto che molti di essi erano scritti sotto pseudonimo, c’era il pericolo finissero dimenticati del tutto.
La pubblicazione nel 1968 della biografia scritta da me, The Multi-Man, che rivelò dozzine di pseudonimi in una bibliografia dettagliatissima, aiutò a riabilitare la sua reputazione. Nell’introduzione, il noto agente letterario ed editore John Carnell paga il suo tributo all’autore: «Fearn fu uno dei primi grandi, e il suo nome dovrebbe essere scritto insieme a quello di Hugo Gernsback, John W. Campbell, Stanley G. Weinbaum, Murray Leinster e tutti quelli i cui pensieri ed opere hanno creato la moderna fantascienza.»

Qualche suo lavoro postumo è apparso nella mia rivista “Vision of Tomorrow”, e da quando sono diventato agente della vedova Fearn, nel 1969, il lavoro del marito è tornato ad essere preso in considerazione dalle antologie, come la celebre serie “History of the Science Fiction Magazine” di Mike Ashley.
In America, il lavoro di Fearn è tornato ad essere ristampato in riviste come “Science Fiction Yearbook” e “Science Fiction Adventure Classics”. Nel 1975 Forrest J. Ackerman inserì due volte Fearn nel suo ciclo di ristampe di Perry Rhodan, e uno dei romanzi di “Golden Amazon” (Conquest of the Amazon) apparve per la prima volta in volume l’anno successivo.
Intanto, in Francia un po’ di romanzi firmati Statten tradotti negli anni Cinquanta tornarono in vita con successo negli anni Settanta sotto forma di fumetti. Queste ristampe francesi fecero ricordare agli editori italiani il successo ottenuto dai suoi romanzi firmati Statten negli anni Cinquanta: con la pubblicazione di Cosmic Exodus nel 1977, “Vargo Statten” tornò dunque in vita anche in Italia. [Esodo cosmico, “Altair” Il Picchio n. 6, marzo 1977, traduzione di Alda Carrer.]
Il romanzo fu pubblicato originariamente con la firma “Conrad G. Holt” per la Tit-Bits (Pearson’s) quando Fearn ruppe i rapporti con la Scion nel 1953.
Seguirono velocemente altri titoli italiani, sia in cartonato che tascabile. Inclusero un certo numero di titoli firmati originariamente “Gridban” ristampati con il nome di “Statten”: questo nome era così ben affermato nell’Italia del 1979 che l’editore Ugo Malaguti presentò un bel volume di 600 pagine in edizione cartonata. [I figli del sole, “I Classici della Fantascienza” Libra n. 41, ottobre 1979, traduzione di Roberta Rambelli. L’antologia recupera quattro romanzi già usciti in “Urania” che, negli anni Cinquanta, lì prese dalla Francia: infatti i titoli originali sono in francese.]
Quest’opera conteneva sia quattro romanzi – Born of Luna, The Catalyst, Decreation e Inferno – che cento pagine di articoli di approfondimento sulla carriera di Fearn. Nell’introduzione Malaguti osserva che «Statten è come un pittore naïf: l’apparente semplicità del suo stile nasconde una tecnica ed un’abilità per nulla naïf.»

La vedova di Fearn morì nel 1982, non prima di aver passato i copyright del marito a me, così come un certo numero di manoscritti inediti. Nei successivi tre decenni sono state ripubblicate dozzine di romanzi di Fearn, sia western che gialli, così come un gran numero di titoli fantascientifici, compreso il ciclo “Golden Amazon”.
Un romanzo targato “Vargo Statten” del 1954, una novelization del film Il mostro della laguna nera, è stato ristampato negli USA nel 2011, sia in cartonato che tascabile, riccamente illustrato con foto del film.
Ed ora, nel 2014, la Orion è interessata a presentare più di cinquanta romanzi di fantascienza di Fearn, molti dei quali fuori catalogo da sessant’anni: da quando ho iniziato ad occuparmi di ristampare i suoi titoli, nel 1997, ci sono in giro 180 libri di Fearn.
Malgrado non abbia mai incontrato Fearn di persona (avevo in programma di farlo quando morì improvvisamente nel 1960) ho in seguito conosciuto molti dei suoi amici, romanzieri e non, così come ho rappresentato la sua vedova per dodici anni, dal 1970 alla di lei morte nel 1982.

Ho avuto accesso a centinaia di sue lettere personali conservate dai suoi editori ed amici dagli anni ’30 fino ai ’50. Tutti parlano bene di lui: non una singola persona, delle dozzine che ho intervistato personalmente o per lettera, ha mai avuto un parola men che buona su di lui. A quanto pare fu un uomo molto amichevole con una personalità solare.
Fu generoso e nel dopoguerra fondò la Fylde Writing and Cine Society, della quale fu presidente. Spese molto tempo nell’aiutare gli scrittori locali a raggiungere la pubblicazione, e a sviluppare le proprie carriere. Fu un professionista consumato della scrittura, con sorprendente disciplina nel passare sei ore al giorno alla macchina da scrivere, sebbene amasse la drammaturgia e la cinematografia. Era una esplosione di creatività ed incredibilmente prolifico.

Come molti dei suoi contemporanei nel periodo prima della guerra, fu obbligato ad abbandonare la scuola all’età di 14 anni per andare a lavorare, e imparò da solo le basi scientifiche sui libri, attraverso ricerche per gli argomenti che trattava – fantascienza, giallo e western.
Suo padre morì di infarto quando Fearn era ancora un ragazzo così lui decise di non sposarsi per poter mantenere la madre. Si fidanzò con un’altra vedova, Carrie Worth, nel 1955, subito dopo che la madre morì: si sposarono nel 1956 ed ebbe giusto alcuni anni di felicità e di produzione artistica prima della sua tragica e prematura morte (di infarto, come il padre) nel 1960. Se avesse vissuto altri 30 anni, credo che avrebbe prodotto un’incredibile mole di scritti.

(continua)

L.

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2 commenti

Pubblicato da su maggio 28, 2016 in Archeo Edicola, Interviste

 

2 risposte a “Harbottle Files 5. John Russell Fearn

  1. Ivano Landi

    maggio 28, 2016 at 4:11 pm

    Hai quindi il precedente di “Amazing Stories” a metterti al riparo da ogni obiezione sui due anni trascorsi dall’intervista alla sua pubblicazione 🙂

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      maggio 28, 2016 at 4:30 pm

      Ah, è vero, non ci avevo pensato: ora potrò dire che il mio ritardo è stato un omaggio ai due anni di attesa di “Amazing Stories” 😀

      Mi piace

       

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