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Harbottle Files 2. Pulp Fiction

25 Mag

Amazing StoriesDopo aver conosciuto la biografia di Philip Harbottle, è il momento di iniziare l’intervista.

La gente parla spesso di “pulp fiction”, ma tu non ti sei limitato a parlarne: hai fatto qualcosa in proposito. Cosa ne pensi di questo tipo di narrativa?

Credo che i migliori esponenti della narrativa pulp meritino il nostro profondo rispetto. Sono entrato in quel campo spinto inizialmente dal mio entusiasmo per la fantascienza: da ragazzo mi piacevano poco gli altri generi, ed è stato solo dopo aver scoperto che John Russell Fearn aveva scritto altro, ed aver iniziato a collezionare i suoi western e gialli, che mi sono interessato a quei generi.
Poi ho saputo che altri autori di fantascienza che amavo, come E.C. Tubb e Sydney J. Bounds, diversificavano i loro romanzi, come facevano altri ancora. Quando diventai il loro agente letterario feci molte ricerche fra tutti i generi di narrativa pulp, così ho potuto riproporre i loro lavori.

Ci sono stili ed approcci differenti fra i generi, ma un elemento che li accomuna tutti: fondamentalmente gli autori devono intrattenere.
Ted Tubb ha fatto un’analisi brillante del potere del pulp nel suo celebre discorso di benvenuto alla convention mondiale di fantascienza tenutasi ad Heidelberg, in Germania. (Ho pubblicato il suo discorso come bonus all’interno dell’antologia di Tubb che ho curato: Only the Winner.)
Ecco un estratto interessante di quel discorso:

«… pensate alla narrativa in formato rivista, che ha dato vita agli scrittori che hanno dato vita alle storie che hanno dato vita alla fantascienza: se un paese non ha il medium della rivista, lì la fantascienza non ha séguito. È invece esplosa negli Stati Uniti grazie ai pulp magazines strettamente americani, così come c’è stato un fiorire di fantascienza in Inghilterra e la stessa cosa sta avvenendo qui in Germania proprio perché qui avete una rivista che non c’è in Inghilterra, e soprattutto avete nuovi autori all’opera. A conferma di questo, John Campbell stesso disse che le riviste di fantascienza sono nate sull’onda del boom tecnologico ma anche in un periodo di grande depressione: la gente legge per sfuggire la realtà. La fantascienza è al di là ogni tipo di narrativa d’evasione e non mi importa delle accuse di propagandismo sollevate da questo o quello: gli autori sono interessati prima di tutto alla narrativa d’evasione. Ci sono media dove puoi leggere un libro e ti gusti quel libro, e se qualcuno afferma che quello è più di mero intrattenimento, allora quel qualcuno sta parlando in malafede: si trova di sicuro nel campo sbagliato.»

« Oggi i pulp magazines sono pieni di spazzatura, ma un tempo erano ricchi di idee e menti aperte verso nuovi mondi e nuovi tempi, dove l’immaginazione poteva confrontarsi con strane creature e imprese fantastiche, fatte di violenza, incanto e quello che viene chiamato senso del fantastico: non stupisce che queste storie abbiano creato gruppi di appassionati. Il loro interesse non si fermava al leggere e commentare, bensì ciò che volevano fare era scrivere loro stessi: erano impazienti del domani. Fiorirono così riviste amatoriali in ogni dove, club, gruppi, sia in America che altrove; nacque una fitta rete di corrispondenze fra membri di vari gruppi, e quella rete esiste tuttora, e siete voi. Voi siete i fan, voi dovete fare un salto indietro nel tempo anche di quarant’anni, quando molti di voi non erano ancora nati, quando nacquero queste riviste, e il fatto stesso che voi siate qui significa che ciò che abbiamo è qualcosa di internazionale, che travalica i confini delle Nazioni: in una parola, qualcosa di meraviglioso.»

La Depressione ha spinto i pulp magazines a coprire ogni genere narrativo, e gli autori più versatili hanno scritto in ognuno di essi. Hanno perfezionato la formula dell’intrattenimento veloce, e i migliori esponenti hanno sviluppato uno stile che merita di essere considerato come una forma d’arte.

(continua)

L.

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4 commenti

Pubblicato da su maggio 25, 2016 in Archeo Edicola, Interviste

 

4 risposte a “Harbottle Files 2. Pulp Fiction

  1. Cassidy

    maggio 25, 2016 at 5:58 am

    Da queste parti ti commento poco ma ti leggo sempre, pezzo molto bello, il tema mi interessa, non vedo l’ora di leggere il resto 😉 Cheers

    Liked by 1 persona

     
  2. Ivano Landi

    maggio 25, 2016 at 7:53 am

    E ce la centellini così? Anch’io sono curioso del seguito!

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      maggio 25, 2016 at 8:04 am

      Sono costretto: sono circa 30 pagine di Word che ho dovuto tradurre controllando anche eventuali edizioni italiane, non facilissime da trovare essendo romanzi e autori dimenticati da trnt’anni. Vedrai che domani ci sarà un testo molto più lungo 😉

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